Digital Trends Report: il 2014 sara’ l’anno della maturita’ digitale?

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13 febbraio, 2014

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Hotwire, agenzia globale di relazioni pubbliche e comunicazione integrata, presenta il “Digital Trends Report 2014”, l’esclusivo report realizzato per il quinto anno consecutivo per indagare quelle che saranno le novità che ci aspettano nei prossimi mesi. Con questi Report ogni anno vengono analizzati la realtà digitale, le sue applicazioni e le tendenze destinate a trasformare in maniera rilevante le nostra vite e la comunicazione. Lo scorso anno, ad esempio, si evindenziava l’emergere dei Big Data, della salute digitale e del social business.

Per il 2014 ci si aspetta qualcosa di ancora differente: i prossimi dodici mesi vedranno la tutela della privacy entrare in tutti i servizi e l’intelligenza artificiale prendere il sopravvento sulla ‘consulenza umana’; i nuovi ‘artigiani digitali’ affermeranno il proprio protagonismo e le aziende saranno in grado di rispondere a ciascun cliente in modo individuale e personalizzato grazie all’adozione dei principi del social business. Si prospetta un anno davvero straordinario ed emozionante. Quindi, più che parlare di tecnologie emergenti, ci si focalizzerà sul raggiungimento della maturità digitale.

Ed ecco nello specifico i 10 trend individuati per il 2014:

  1. Social network di nicchia – Di recente alcuni social network emergenti come Medium per gli aspiranti narratori, Pose per i fashion addicted, Shots of me per gli amanti delle selfie e Give it 100 per imparare a migliorarsi hanno fatto molto parlare di sé. Questo significa che i community manager che gestiscono i social dovranno tener conto, oltre che dei soliti Facebook e Twitter, anche di questi nuovi social di nicchia dedicati a comunità circoscritte;
  2. Commentare, ora e subito – L’anno scorso il famigerato tweet di Oreo sul clamoroso blackout al Superbowl è passato alla storia ma, nel 2014, reagire immediatamente ad un commento o ad un evento improvviso diventerà una prassi scontata. Il problema di cavalcare un hot topic, però, è che lo fanno tutti: ne è un esempio eclatante l’applicazione “Unbaby Me”, messa a disposizione da Google Chrome con lo scopo di bloccare qualunque notizia relativa al pargolo reale che stava letteralmente infestando il web. Il trucco starà nella capacità di cogliere il trend del momento per dire qualcosa di creativo e realizzare delle campagne memorabili;
  3. Digitalizzazione del retailOggi l’esperienza d’acquisto digitale dei consumatori non è più limitata alla versione online dei punti vendita fisici o ai colossi dell’e-commerce. Si stanno diffondendo dei servizi che puntano a creare una relazione diretta tra cliente e brand, trasformando i contenuti in veri e propri chioschi interattivi, vetrine virtuali attraverso le quali le vendite avvengono direttamente. I brand sono spesso più rapidi dei loro punti vendita ad adattarsi alle nuove tecnologie, quindi la sfida che si pone ai retailer è di velocizzare il passo;
  4. Morte dell’anonimato – Sulla scia delle rivelazioni della NSA (National Security Agency americana), i brand faranno fatica a riconquistare la fiducia dei consumatori relativamente alle questioni legate alla tutela della privacy. Per chi opera nel mondo della comunicazione ciò significa assicurare totale trasparenza e tracciabilità, promuovendo nei consumatori la fiducia nei confronti di un uso consapevole dei loro dati sensibili;
  5. Tecnologie che prevengono i nostri bisogniGoogle Now è già in grado di predire le informazioni di cui potremmo avere bisogno in qualsiasi momento, ma è solo l’inizio…nel 2014 questa tipologia di tecnologia intelligente troverà piena realizzazione;
  6. Social media a scuola – Anziché rinnegare i social network, le scuole inizieranno a utilizzarli a proprio vantaggio, includendo fra gli strumenti didattici piattaforme come Skype o altre, come Edmodo, specificamente sviluppate per questo ambito;
  7. Gli artigiani digitali – Ammettiamolo, ci siamo tutti innamorati dell’effetto seppia e dei filtri anticanti di Instagram e della USB Typewriter, la macchina da scrivere vintage che si collega all’iPad. Questa nostalgia per il passato non si sta solo realizzando nell’affermazione di una nuova generazione di ‘artigiani digitali’, ma avrà un effetto a catena anche sulle aziende, che faranno di tutto per ricreare una sorta di atmosfera di ‘autenticità casalinga’ rivelando la storia che sta dietro al brand stesso;
  8. Dai clienti alla community – E’ ormai da un po’ di tempo che il servizio clienti si sta avvicinando sempre più ai social media, ma nel 2014 il customer service perderà definitivamente la sua reputazione rigida e stantia e i community manager conquisteranno maggiore autorità in questo ambito. In Italia, oggi, solo il 2% delle aziende utilizza le piattaforme social come strumento di customer service[i], ma questo dato è destinato a crescere prepotentemente e il 2014 lo dimostrerà con sempre maggiore evidenza;
  9. I nuovi grandi media – Nel 2014 è BuzzFeed il grande mezzo di comunicazione da battere: la chiave del suo successo sta nel fatto di avere scovato un modello di business basato su articoli sponsorizzati apertamente presentati come tali. Molti guardano con sospetto a questo approccio così spudoratamente commerciale, però funziona. Seguire questo modello darà alle aziende l’opportunità di pubblicare storie progettate specificamente per far colpo sul proprio pubblico e spingerlo a condividerle.
  10. La misurazioneSaper fornire un ROI accurato delle attività di comunicazione diventerà sempre più essenziale per chi opera nelle aziende. La proliferazione di strumenti e piattaforme utili proprio a questo scopo è un segno inequivocabile che la misurazione diventerà una prassi imprescindibile per qualunque strategia di comunicazione.

Nel 2014 ci si focalizzerà sulle opportunità che le soluzioni già esistenti rendono concretamente possibili. Abbiamo sorpassato la fase affascinante in cui ci domandavamo ‘come funziona?’ e siamo entrati nella fase di consolidamento in cui i brand si chiederanno semplicemente ‘come posso sfruttarla a mio vantaggio?” afferma Alessia Bulani, country manager di Hotwire per l’Italia. “Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo anticipato molte delle tecnologie e dei comportamenti che hanno plasmato lo scenario digitale e oggi la trasformazione di questi trend in prassi acquisite su larga scala ci conferma che eravamo sulla strada giusta. La cosa più stimolante per noi è poter tradurre questa consapevolezza in strategie sempre più efficaci per coinvolgere il pubblico dei nostri clienti e un numero sempre più ampio di influencer.

Il report completo è disponibile qui

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