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Oggi Giornata della privacy, l’Europa mette in guardia dal lato oscuro del digitale

Oggi Giornata della privacy, l’Europa mette in guardia dal lato oscuro del digitale
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Vogliamo Facebook, Google e l’ultimo smartphone uscito sul mercato? Allora dobbiamo rinunciare a un briciolo della nostra riservatezza. E’ un compromesso difficile da digerire ma la coperta è corta. Eppure la privacy, in particolare in Italia, è sentita come un diritto inalienabile, al punto che oggi si celebra la 7a Giornata europea della protezione dei dati.

Peter Hustinx, Garante europeo della privacy
“Purtroppo ci stiamo abituando a dei servizi on line gratuiti dove in cambio l’utente diventa completamente trasparente. Dobbiamo essere più critici”, ha dichiarato Peter Hustinx, Garante europeo della protezione dei dati (nella foto), in uno scambio di battute pubblicate sul sito del Parlamento europeo.
“Quello che vediamo oggi [riferendosi al datagate] non è solo una vasta attività di spionaggio da parte delle agenzie di intelligence, è anche il lato oscuro del mondo digitale che comprende degli strumenti che utilizziamo tutti i giorni: smartphone, portatili o tablet. Attualmente siamo impegnati in una revisione molto ambiziosa del quadro normativo. Essa porterà maggiori diritti e obblighi, la vigilanza sarà aumentata e l’applicazione sarà estesa al fine di comprendere grandi aziende quali Apple, Facebook o Google. Queste ultime sono certamente delle aziende di successo, ma devono adeguarsi alla legge”.

Se l’Europa guarda alle grandi società del web, in Italia l’attenzione è rivolta all’uso dei social media e ai rischi che ne derivano, come per esempio il fenomeno del cyberbullismo. Il Garante italiano per l’occasione ha messo a disposizione  un video di animazione con le istruzioni per un uso consapevole dei social network, e un test con venti semplici domande per verificare il grado di conoscenza dei principali rischi che si possono correre in rete.

“L’obiettivosi legge sul sito del Garanteè quello di aiutare i ragazzi a servirsi di questi strumenti di libertà in maniera consapevole e sicura, e di promuovere una sempre più forte cultura del rispetto e il grande valore che rappresenta la protezione dei dati personali”.
La riservatezza è importante, non si discute, ma lo è anche insegnare che la libertà non cresce sugli alberi, gratuitamente e in quantità: è piuttosto uno spazio mobile che si co-struisce e non si impone.

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