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Legge Elettorale e consultazioni online: Grillo le fa. E gli altri?

Legge Elettorale e consultazioni online: Grillo le fa. E gli altri?
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Mentre la nuova legge elettorale proposta da Matteo Renzi, Italicum, impazza sul web e sui social a livelli fantascientifici (ieri il testo è stato depositato in Commissione affari costituzionali della Camera), Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle hanno lanciato la prima consultazione online sulla legge elettorale, coi risultati favorevoli al sistema proporzionale.

La domanda, ora, è però un’altra: gli altri schieramenti cosa aspettano a sondare i loro elettori e iscritti per capire se Italicum piace o se, magari, il ‘popolo’ desidererebbe un’altro tipo di legge elettorale? Aldilà di un sistema di e-democracy che sarebbe effettivamente cosa buona e giusta nel ventunesimo secolo, c’è in ballo anche la credibilità politica di un Paese che deve consultare i suoi elettori e non metterli sempre di fronte al fatto compiuto.

La consultazione elettorale del M5S

La consultazione sulla legge elettorale del Movimento 5 Stelle metteva di fronte sistema proporzionale o maggioritario: in tutto, hanno votato per il proporzionale in poco più di 20 mila iscritti (20.450) e per il maggioritario in poco più di 12 mila (12.397).

I votanti in tutto sono stati 32.847. A questa iniziativa seguiranno “altri quesiti e per febbraio la legge nelle sue linee essenziali sarà pronta“, si legge sul blog di Beppe Grillo. Al voto nella piattaforma M5S hanno e potranno votare solo “gli iscritti certificati”, particolare che in passato non ha mancato di suscitare polemiche.

I votanti hanno potuto chiarirsi le idee col video del professor Aldo Giannulli, che argomentava i pro e i contro delle due scelte e rispondeva alle domande durante l’ultima settimana sul suo blog e in diretta su La Cosa.

E gli altri? Solo critiche e pochi fatti

Dopo mesi in cui il M5S ha letteralmente dormito sulle riforme necessarie per il Paese si ridesta unicamente per attaccare l’unico partito che sta avanzando proposte concrete per uscire democraticamente dalla palude. Il movimento di Grillo si nasconde dietro una consultazione fatta online tra pochi amici, senza alcuna trasparenza“. La critica, netta, è di Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Ora, sulla trasparenza e le modalità di voto che già in passato ha attuato il M5S potremmo riempire pagine (sia di pro, che di conto) ma il fatto è che, gli altri Partiti, sono anni luce lontani anche solo dal proporla, una consulta sulla legge elettorale online. Perché non iniziano invece di criticare?

Qualcuno, a tal proposito, lo avrebbe anche ‘auspicato’. Trattasi del deputato PD Stefano Fassina, che ha proposto proprio una consultazione online degli iscritti del Pd sulla proposta di riforma della legge elettorale.

Quella che si va elaborando “è la proposta di Renzi“, ha spiegato in un’intervista su SKY, “il segretario ha vinto le primarie ma non ha preso il voto della maggioranza degli iscritti. Le nostre sono posizioni di minoranza rispetto all’esito delle primarie ma certo significative“.

Dunque bisogna “consultare i circoli, lo statuto lo prevede, con le email e internet. Chiediamo ai nostri iscritti di pronunciarsi, nel giro di 10 giorni, attraverso i canali telematici“, ha spiegato. Alla domanda l’intesa sulla legge elettorale con Berlusconi la ha fatta Renzi o il Pd? Fassina risponde “l’ ha fatto il segretario del Pd, domani in direzione sentiremo, è preoccupante che segretario del Partito democratico abbia profonda sintonia con Berlusconi“.

Va beh, seppur ci sorga il dubbio – non amletico ma consequenziale – che l’ex vice Ministro dell’Economia abbia sfruttato la consulta online per la legge elettorale come polemica verso il famigerato “Fassina Chi?” di Renzi, almeno qualcuno che si espone nel Pd c’è, e ce lo facciamo bastare.

Il resto è nulla

A destra (ma anche al centro) è tabula rasa. Di consultazioni online sulla legge elettorale neppure l’ombra, ma del resto ne Forza Italia – quella nuova – ne Alfano e company hanno mai dimostrato di dare chissà quale valore all’aspetto e-democracy. Continuiamo così che andiamo bene…

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