Beni comuni / in evidenza / Innovazione / Marketing / Open Source / Politica / Strategia

L’Uruguay adotta per legge software libero e formati aperti

L’Uruguay adotta per legge software libero e formati aperti
3 minuti di lettura
Durante il LibreOffice Conference 2013 di Milano avevamo visto come molte amministrazioni pubbliche italiane abbiano deciso di migrare dal software proprietario al software libero facendo cosi risparmiare oltre 100.000 Euro di soldi pubblici.  Adesso abbiamo una nazione intera, l’Uruguay, che ha approvato recentemente la legge “Software Libre y Formatos Abiertos en el Estado” che obbliga la pubblica amministrazione ad adottare software libero e formati aperti. La legge che consta di cinque articoli dovrà essere regolamentata ed entrare in vigore al massimo entro sei mesi. Segnaliamo nello specifico che l’articolo 3 indichi come sia d’interesse generale che il sistema educativo provveda a promuovere l’uso di software libero.
L’Uruguay diventa così il primo paese al mondo ad adottare per legge il software libero e i formati aperti rendendosi anche indipendente dal punto di vista tecnologico e per quanto riguarda la gestione dei suoi dati.
Il testo completo della legge, tradotto dal sito Gianni Mina – Latinoamerica, è il seguente:

ARTICOLO 1. I Poteri Esecutivo, Legislativo e Giudiziario, gli enti autonomi, gli organismi decentralizzati, le imprese dove lo Stato possegga la maggioranza delle azioni, i Governi Dipartimentali, le Giunte Dipartimentali, il Tribunale per il Contenzioso Amministrativo, la Corte Elettorale e gli organismi di controllo dello Stato devono distribuire tutte le informazione in almeno un formato aperto, standard e libero. Ogni richiesta di informazione deve essere accettata in almeno un formato aperto e standard.
ARTICOLO 2. Nelle istituzioni e dipendenze dello Stato citate nell’ art. 1, quando si contrattano licenze di software si deve dare la preferenza al software libero. Nel caso in cui si scelga un software privativo bisognerò spiegarne la ragione.
Nel caso in cui lo Stato contratta o sviluppa software, questo stesso quando sarà distribuito lo sarà come software libero. Lo scambio di informazioni realizzato con lo Stato attraverso Internet, deve essere possibile in almeno un programma distribuito come software libero.
ARTICOLO 3. È di interesse generale che il sistema educativo provveda a promuovere l’uso di software libero.
ARTICOLO 4. Il Potere Esecutivo deve regolamentare in un termine di 180 (centottanta) giorni le condizioni, i tempi e le forme in cui si dovrà effettuare la transizione dalla situazione attuale ad una che soddisfi le condizioni della presente Legge e orienti in tal senso le licitazioni e le contrattazioni future di programmi di computazione (software) realizzate a qualsiasi titolo.
ARTICOLO 5. Definizioni agli effetti della presente legge:
A) Il software libero è quello che viene licenziato in modo da rispettare simultaneamente le seguenti condizioni:
1. Che possa essere usato per qualunque scopo
2. Che abbia accesso al suo codice primario in modo da poter essere studiato e cambiato per adattarlo alle necessità
3. Che possa essere copiato e distribuito
4. Che sia possibile migliorare il programma e che queste migliorie possano passare ai cittadini.
B) Il software privativo è qualsiasi software che manchi di qualcuna delle quattro condizioni o libertà inerenti al software libero.
C) I formati aperti sono un modo di maneggiare e immagazzinare i dati dei quali si conosce la struttura ed è permessa la modifica e l’accesso senza imporre nessuna restrizione al suo uso. I dati immagazzinati in formati aperti non necessitano di software privativo per essere utilizzati.
D) I formati standard sono quelli che sono stati approvati da un ente internazionale di certificazione di standard.

Per maggiori informazioni rimando al Comunicato ufficiale del Cesol, Centro de Estudios de Software Libre
Foto del profilo di Alessio Sfienti
Appassionato del mondo Linux e della filosofia Open Source, da anni si occupa della cura di periodici e siti web di consulenza dedicati alla Pubblica Amministrazione

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>