Google: tre miliardi di dollari per dei termostati?

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  16 gennaio, 2014  |  Nessun commento
16 gennaio, 2014
Google_Nest

Visite: 1643

La notizia è risaputa, almeno credo. Google ha acquistato per 3,2 miliardi di dollari la società Nest. Di che cosa si tratta, e perché il motore di ricerca di Mountain View ha deciso di spendere così tanto?

A dirigere e a co-fondare Nest, c’è Tony Fadell, l’uomo che ha guidato il gruppo di lavoro che in Apple ha creato l’iPod.

Dopo il suo addio all’azienda di Cupertino, Fadell ha fondato questa azienda, che il fondo di investimenti Google Ventures già teneva d’occhio dal 2011. Nest produce termostati e apparecchi per rilevare la presenza di fumo all’interno di un’abitazione o una struttura pubblica. Detto così, sembra un gigantesco scherzo, oppure la dimostrazione che la bolla Internet è ripartita alla grande.

E invece no.

Primo aspetto: Nest non scomparirà (come di solito avviene con le acquisizioni), ma continuerà a operare con il proprio marchio. Per quale motivo spendere così tanto? Fece rumore l’acquisizione di YouTube per 1,6 miliardi di dollari, ed era “solo” il 2006…

Uno dei tanti settori dove si gioca la partita dell’innovazione (quindi a lungo termine, del profitto), è quello dei dispositivi connessi, e lo scenario è la nostra abitazione. Un po’ tutte le grosse aziende si stanno sforzando di entrare nelle case per renderle intelligenti.

Google ha Android che rappresenta la base sulla quale edificare l’intero sistema.

Nest è l’azienda che grazie ai suoi brevetti (sui quali Google ora ha messo le mani: un bel colpo, non c’è che dire), produce una serie di prodotti che avevano bisogno di un ecosistema per continuare a crescere e a consolidarsi. E in ballo non c’è solo l’inevitabile integrazione software, ma la capacità di creare dispositivi facili da usare. Oltre a essere (ebbene sì) belli da vedere. È sufficiente dare un’occhiata alla forma dei prodotti di Nest per comprendere come e quanto, la lezione di Apple sia stata assimilata.

Quindi, Nest continuerà a esistere come realtà indipendente (almeno per ora, in futuro chissà), e Fadell col suo gruppo di lavoro dovrà dimostrare la sua capacità di immaginare prima, e di realizzare poi, la visione di Google. La casa intelligente. E intelligente è pure la strategia del motore di ricerca. Invece di “svuotare” l’azienda come di solito si fa, inglobando i suoi dipendenti, si è deciso di lasciare a Nest la massima libertà, fornendo loro “solo” una cornice solida e ben definita. Fatta di denaro, certo, ma non solo.

Di tutte le acquisizioni di Google (gli oltre 12 miliardi di dollari per Motorola nel 2011), questa presenta forse le prospettive più interessanti e gli sviluppi più tangibili. Non resta che restare a vedere cosa ci porteranno i prossimi mesi.

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: