Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Blogger / Elezioni politiche 2013 / Innovazione / Marketing / Politica / Social Media / Strategia

Comunicazione politica, social network e stampa locale

Comunicazione politica, social network e stampa locale
6 minuti di lettura

Fatto (in generale) sui social network: un comunicato, anzi una lettera aperta, da un Presidente di Regione al Presidente del Consiglio, oltre che dai canali ufficiali, diretti e politici, oltre che dai comunicati inviati alla stampa, alle tv e all’informazione online locale e non, passa anche per Facebook.

Cosa c’è di strano? Nulla.

Nel 2013, anzi a inizio 2014, nulla. È il contrario che dovrebbe preoccuparci, è l’assenza dei canali social network dalle dinamiche comunicative che dovrebbe impensierirci.

La pagina del Presidente di Regione è il canale ufficiale di comunicazione disintermediata. Seguita, letta, condivisa, commentata in maniera aperta, anche da chi non è allineato e schierato dalla stessa parte. Usata quasi quotidianamente, la pagina racconta, coinvolge, chiama alla riflessione e a volte anche all’azione. I numeri della pagina in questione parlano. Si raggiunge una bella fetta di cittadini, una buona visibilità esterna.

Facebook permette di taggare (cioè segnalare al destinatario della missiva che “hey, sto parlando con te, ti chiedo attenzione, altrimenti non sapresti che ti ho scritto”). Basta una @ e il nome. Facebook permette, con molta trasparenza, anche ai cittadini, di leggere cosa un Presidente di Regione scrive al Presidente del Consiglio e, soprattutto, di commentare, diffondere, esprimere la propria opinione. E, si, certo, di saperlo anche prima di comprare il giornale in edicola il mattino dopo.

Così come Twitter. Canale che permette in 140 caratteri di mandare un messaggio e taggare (ebbene si, anche su Twitter si dice così, basta una @ e il nome utente). Nominare qualcuno in un tweet equivale sempre a dire “hey, parlo con te, leggi qua, altrimenti nel flusso questa cosa te la perdi”.

Nel linguaggio dei due social network (Facebook e Twitter) è normale, quindi, segnalare con il tagging qualcosa a qualcuno. Nello specifico, il Presidente di Regione che scrive “anche” via Facebook e Twitter al Presidente del Consiglio, taggandolo, sta semplicemente usando il codice giusto, quello proprio dei due strumenti.

Che poi chieda ai suoi “followers” di fare da megafono della missiva, condividendo a loro volta, su Facebook e su Twitter, taggando a loro volta il Presidente del Consiglio, fa ancora parte del codice dei due strumenti, delle modalità di lettura e di dialogo.

Allargare la portata della lettera aperta, grazie a chi legge e condivide a sua volta, e arrivare al destinatario da più fronti. Ad ogni tag o mention, infatti, corrisponde una notifica al diretto interessato. O meglio, stiamo anche un po’ con i piedi per terra, una notifica allo staff social network del diretto interessato (che comunque ha avuto la lettera dai canali ufficiali e tradizionali).

O qualcuno veramente pensa che il Presidente del Consiglio stia là, magari dal suo iPad, ad aggiornare il suo Twitter e la sua pagina Facebook (così come quasi tutte le figure pubbliche)?

Dal fatto generale, ai reali protagonisti, da cui prendo spunto per scrivere queste riflessioni.

Protagonisti: il Presidente neoeletto della Regione Basilicata, Marcello Pittella e la sua richiesta, per canali ufficiali in primis e poi anche via social, dello stato di calamità per le zone danneggiate dall’alluvione, al Premier Enrico Letta.

Per me è abbastanza ovvio che la “letterina” non sia stata scritta solo su Facebook. Che Facebook e Twitter siano solo altri canali per arrivare non a Letta ma alla gente, lucana e non, per tenere ancora alta l’attenzione sull’alluvione e sui territori danneggiati.

È abbastanza ovvio.

Poi compri un giornale (a cui è arrivato il regolare comunicato stampa della lettera di cui sopra, che non ha sicuramente scoperto la lettera su Facebook) e leggi cose che ti fanno riflettere sulla percezione falsata che c’è della comunicazione – politica o meno – che utilizza i social e la rete per veicolare informazioni, con codici diversi e a contesti non immediatamente comprensibili, se non li si frequenta (cosa che invece la gente comune oramai fa, comunque).

Leggo e sorrido su quanto segue, riporto alcuni estratti dell’articolo. Un post su Facebook, la lettera in questione, descritta come la letterina di Natale che, con le nuove tecnologie, diventa di facile invio per tutti. Modo diretto di comunicare per i mortali.

Nel terzo millennio basta un click per leggere le dichiarazioni del Presidente. La caduta dei miti se i carteggi tra un Governatore e un Premier avvengono via Facebook. Per “disvelare” al cittadino semplice, così che tutto diventa meno misterioso e formale. Tutto così semplice, lo scrivere su una bacheca Facebook.

Il cittadino “normale” che potrebbe obiettare: a scrivere una lettera al premier su Facebook potevo pensarci anche io, quindi a che serve la Regione?

“Fa specie, comunque, che tra premier e presidenti ci si parli attraverso un social network.”

“Basta un click, un post sulla pagina del presidente di turno, per risolvere qualsiasi problema.”

“Facebook batte tutto e tutti.”

Facebook come pozzo di San Patrizio, dove chiedere e imbustare le proprie doglianze, a portata di mouse.

“Ma il premier ha il tempo di leggere Facebook?”

Nell’articolo si legge infine che non si crede che la politica e l’amministrazione “abbiano più o meno credibilità in base alla quantità di mi piace”.

Pagina seguente, stesso giornale (La Nuova del Sud, Basilicata, pagg. 3/4 del 27 dicembre 2013). “Pittella ha preso il mouse e ha scritto una lettera al premier. Si è vendicato con la nuova tecnologia” Vendicato? Con un mouse?

Non mi tolgo dalla mente l’immagine del Presidente Pittella che, brandendo un mouse, scrive su Facebook la letterina di Natale a Letta. L’immaginario collettivo è servito, il Gladiatore (come è stato definito da un altro giornale lucano, Il Quotidiano) da oggi diventa il Gladiatore col mouse.

Così come continuo a sorridere sui luoghi comuni utilizzati e, ripeto, sulla percezione falsata di queste nuove tecnologie che nuove non sono. Twitter esiste dal 2006, Facebook da poco dopo, su Facebook siamo circa 20 milioni di italiani, non una manipolo di “maghi del computer”. Per essere novità son datate abbastanza.

Percezione errata di questi social network, che non sono roba da ragazzini ma normali estensioni relazionali di ognuno di noi, anche, a maggior ragione, di chi ha un ruolo pubblico per il quale il dialogo con i cittadini oramai avviene anche attraverso telefonini, messaggi, tweet, post su Facebook, commenti, messaggi privati ecc.

E no, non è vero che il nipote 15enne puó gestire la pagina o il profilo Facebook/Twitter di un politico, di una PA, di un ente, tanto “che ce vó??” E no, i mi piace non risolvono problemi. E no, non è facile, non basta un click o un post su Facebook.

C’è una strategia di comunicazione che utilizza e integra i canali dei social network nel dialogo istituzionale, politico, con l’informazione tradizionale. Anche perché, quando si improvvisa, invece, pensando “che ce vó??” puntualmente si sbaglia.

È qualcosa che spiazza, la comunicazione “anche” attraverso i social network. Qualcosa con cui, comunque, dobbiamo imparare, tutti, semplicemente a convivere. O a farsi spiegare come funziona, quando se ne sa poco.

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Foto del profilo di Caterina Policaro
Docente di ruolo nella secondaria II grado dal 2007 e formatrice in corsi in presenza e online. Mi occupo di didattica, e-learning, formazione e insegnamento/apprendimento con le nuove tecnologie, formazione ai docenti (e non solo) su social media, LIM (Lavagne interattive multimediali) ecc. Dal 2002 scrivo il mio blog divulgativo Catepol.net e ogni tanto scrivo anche altrove nel web. Sono co-autrice del Vademecum Pubblica Amministrazione e Social Media. Abito con piacere la rete che condivide conoscenza con il nickname catepol (su tutti i social network o quasi).

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Campi richiesti *

Puoi usare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Lost Password

Register