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eTalia 2020: future internet e cio’ che storia e natura ci hanno regalato nei secoli

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  24 dicembre, 2013  |  Nessun commento
24 dicembre, 2013
etna

Abbiamo trattato con il giusto grado di non serietà non assurda il tema del ‘reach’ delle produzioni e qualità naturali delle località italiane in un recente articolo. Proseguiamo, dunque, la valutazione delle opportunità che questo ‘settore industriale’ potrebbe offrire in chiave di sviluppo locale.

A proposito di marketing online, una buona e sana pratica che sta gradatamente prendendo piede tra strutture ricettive e istituzioni locali dal nord al sud del paese è il blog tour. Una volta esistevano i giornalisti: scrivevano di viaggi e gastronomia, erano invitati a fiere ed eventi del settore turistico e, diciamoci la verità, la facevano da padrona nella valutazione, più o meno indipendentemente, e nella produzione, più o meno veritiera, dell’informazione e della diffusione di informazioni relative a un territorio. Poi è arrivato internet, grazie al cielo, con la sua ventata di democratica e orizzontale partecipazione nel processo di produzione di contenuti. Democrazia spesso tradotta in anarchia linguistica, ma che rappresenta pur sempre una sana libertà di scrivere e descrivere. E con la Rete sono nati i blogger, opinionisti o semplici appassionati che decidono di dare libero sfogo alle proprie idee/conoscenze/passioni aprendo e gestendo degli spazi editoriali e producendo una massa di contenuti di vario tipo: articoli, ma anche foto, video… Ahimè, con tutto ciò che comporta, dai francesismi alle frasi disarticolate e iper-realiste come quelle del sottoscritto, a forme di lingua scritta e storpiata, a invenzioni più o meno complottiste e autoreferenziali. In verità tutto ciò era già vero 20 anni fa e più, quando ci si scambiava pareri e sensazioni oniriche sul proprio vivere, incluse le sensazioni su viaggi e mete (si usava uno strano attrezzo chiamato Mosaic). Anche le BBS erano mezzi per parlare di scienza e… affaracci propri. Il web dei ricercatori e pionieri, grandi viaggiatori per mestiere, dava al tema del viaggio una sua centralità. Ma questo lo sanno solo i ‘diversamente giovani’ come alcuni di noi (gli over 40). Insomma il blogging come i rais dei forum ancor prima, sono una manna dal cielo quando raccontano l’invisibile attraendo interesse, arrivando a ‘vendere’ un sentimento, un’esperienza o un prodotto. Quando raccontano individualità poco interessanti, scritte per piacersi, beh, sono inutili sebbene la libertà di espressione sia sacrosanta. Tra quelli più interessanti, nati a valle della formalizzazione dei weblog di Jorn Barger nel 1997, sul tema del viaggio/esperienza turistica (interessanti per noi perché vere e proprie vetrine di prodotti turistici) e ‘anziani’ ricordiamo Turisti per caso, quanto interesse stimolano ancora oggi verso una meta sconosciuta quei racconti di viaggio?

Bene, accade negli ultimi 15 anni, prima coi forum e siti specialistici, che il viaggio diventa traino di tutta un’economia online, un moltiplicatore di viaggi, un amplificatore di esperienze di viaggio. E i blogger piano piano hanno iniziato a guadagnare terreno in fatto di competenza e autorevolezza: semplicemente, nell’ information overload, gli utenti tendono a fidarsi molto più dei propri pari, gente comune che può vantare quasi certamente un giudizio più neutro e sincero, rispetto ai giornalisti, pagati e quasi mai indipendenti. Potremmo scrivere svariati trattati sulla nascita, l’evoluzione e il ruolo dei blog nell’era digitale. Quello che ora è bene sottolineare, però, è la funzione promotrice che questi stanno sempre più guadagnando anche nel settore turistico. E i blog tour ne sono la dimostrazione. Stiamo parlando di viaggi di qualche giorno organizzati da strutture ricettive o dagli enti locali che coinvolgono i blogger nella scoperta o riscoperta di un territorio. Ovviamente, si gioca sulla “influenza” che questi blogger godono sulla Rete, la capacità, ossia, di saper coinvolgere e concretamente influenzare delle community di riferimento composte con molta probabilità da utenti appassionati al tema “viaggi”. Tema che evoca sensazioni pari a mero viaggio in rete, all’esplorativo vagare tra i meandri delle esperienze altrui. Un Internauta, uno strano essere 15 anni fa, che oggi diviene parte dell’immaginario collettivo e ogni singolo individuo si pone a dimensione ‘girovago’ in poltrona.

In altre parole, ai blogger viene data la possibilità di fare un’esperienza concreta e interessante all’interno di un territorio, alla scoperta delle sue doti enograstronomiche, della sua storia, della sua gente. Nel contempo il blogger racconta alla sua audience questa stessa esperienza, attraverso articoli, ma anche post su Facebook, live tweeting, immagini su Instagram, video… Un’audience che potenzialmente potrebbe essere interessata a visitare a sua volta questo territorio e a godere dei suoi prodotti materiali e della sua cultura immateriale. Questa nuova accessibilità della cultura delle località rappresenta oggi una risorsa enorme, specialmente per i rimasugli di questo paese. Adorato e padrone dell’immaginario di americani e eschimesi, di oriundi e aspiranti sposini attraverso il web esso spalanca un portone sul proprio futuro economico, ovvero lo spalancherebbe se le nostre istituzioni non sprecassero fondi destinati alla promozione online e le nostre aziende fossero un po’ più preparate sullo sfruttamento della rete per fare marketing del territorio.

Io grazie al web ho scoperto un’Italia meravigliosa, tanto da farmi abbandonare la civilissima e noiosissima Europa del Nord per tornare a zappare e seminare futuro nella mia terra. Terra che non mi stanca mai, mi incuriosisce sempre con tutti i suoi difetti (altrimenti sarebbe noiosa davvero per una vita ‘umana’ e non robotica), quando scavallo incredibili gole nell’appennino o girovago tra 9.000 anni di storia tra Puglia, Molise e Campania, quando leggo di come la Cornamusa usata dallo scozzese per incutere paura nel nemico sia ispirata dalle Legioni Sannite dell’esercito romano che a sua volta era fuggito di fronte alle Zampogne sannite in luoghi ancora oggi visitabili e semisconosciuti in una zona di confine tra Molise e Campania, piena di antiche città incredibilmente avanzate di epoca pre-romana, quando la Megale Hellas surclassava la patria greca per progresso e raffinatezza e si contaminava a vicenda con Sanniti, Etruschi ecc.

Il trip blogging può e sta già ravvivando la conoscenza e una nuova visione di questo paese che certo non è ciò che ci vogliono inculcare in poche ore di scolarizzazione o di finzioni televisive. Il web riapre la porta al futuro di un paese antico se i suoi giovani ne sanno approfittare.

Potremmo dire che lo storytelling di una terra prende vita attraverso lo storytelling crossmediale e multicanale realizzato dai blogger. Ovviamente, una gestione efficace di questa tipologia di eventi che volesse puntare a monetizzare non solo la pubblicazione sul blog, ma che volesse generare flussi turistici verso il territorio, necessita di competenza e professionalità: è una macchina organizzativa che implica una profonda conoscenza di community, forum, social media oltre alla propria realtà locale. La cosa è alquanto complessa e implica una formazione specifica che in Italia poche università e scuole sono in grado di dare, purtroppo. Tra queste ricordiamo la IULM, il Sole24Ore, Ateneo Impresa e pochissimi altri, anche indipendenti e condotte via blog e social network da individui con grandi esperienze alle spalle. Questo discorso proseguirà nei prossimi articoli. A voler immaginare una scuola di mestieri per il futuro, che coniughi ciò che madre natura e storia ci hanno regalato con le potenzialità del web, occorre fare un articolato e sostenibile discorso, osservando queste potenzialità da ogni lato possibile.

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