Agenda Digitale, i tre must di Caio ai raggi X

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4 dicembre, 2013
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Costruttivi, ansiosi, propositivi: in tema di agenda digitale si può dire di tutto, ma che Pionero sia capace solo di fare polemica proprio no. Il Premio Egov, le diverse pubblicazioni sul digitale e, in ultima, la partnership con Michele Vianello sulla proposta di deleigificare l’IT nella PA sono solo alcuni degli esempi concreti del fatto che l’agenda digitale o presunta tale, sui queste pagine, ha una priorità di tipo ‘uno’.

Detto questo, l’ultimo post di riferimento sul tema denominato “Agenda Digitale, i fatti non esistono” ha suscitato diverse considerazioni, commenti, riflessioni, invettive. Ne siamo felici, perché più se ne parla più si potrà capire e, magari, costruire. In tal senso, mentre notiamo che anche altri esponenti dell’informazione chiedono fatti, è giusto fare il punto della situazione in base a quello che i principali protagonisti dell’agenda digitale italiana stanno portando avanti (road map).

Identità digitalefatturazione elettronica e anagrafe digitale sono i must di Francesco Caio, la persona identificata da Enrico Letta per dare seguito, in chiave digitale, al decreto crescita 2.0, in realtà approntato dal Governo Monti, del quale è rappresentante, se vogliamo, il presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale Agostino Ragosa.

Entrambi, su un’intervista rilasciata a Wired, parlano di questi punti e dello status quo della road map italiana sull’agenda digitale. I tre must, secondo Caio, sono “un percorso verso la modernizzazione degli assi portanti dell’amministrazione pubblica“. La forte impronta sull’identità digitale è, in questo senso, è giustificata dal fatto che “uno dei grandi temi che emerge è quello dell’interoperabilità fra sistemi, vale a dire la transizione da una pubblica amministrazione dove ogni ente e ogni applicazione digitale rappresentano un sistema a sè, a un’amministrazione che si mostra al cittadino in maniera organica.

Identita’ digitale

Quindi, di fatto, il primo dei tre must, ciò su cui fonda il progetto di Caio, è l’identità digitale. Che, si spera, non sarà semplicemente la carta di identità elettronica ferma li da circa 10 anni in attesa di giudizio. Il risparmio per le PA e per i cittadini dopo l’attuazione del piano identità digitale è stimato in circa 2 miliardi e mezzo di euro all’anno.

Qualcuno parla addirittura di 7 miliardi di euro di risparmi semplicemente associando ad ognuno di noi, cittadino italiano, un username e una password che possano essere utilizzati per qualsiasi procedura esistente in natura. Esempio: pagare una multa, registrare una pratica automobilistica, ecc.

Tutte situazioni, quindi, in cui passaggi e code nelle varie amministrazioni e attese di pin cartacei nella posta ordinaria ed elettronica non saranno più necessari. Tutto questo è positivo perché a user e password siamo già abituati ormai, tra mail e social network.

In tema di identità digitale, al netto di tutto ciò che saremmo costretti a condividere e dei problemi di privacy che potrebbero derivarne, il decreto della Presidenza del Consiglio dovrebbe arrivare entro fine 2013, come auspicato proprio da Agostino Ragosa.

Sarà poi proprio l’Agenzia per l’Italia Digitale (che però non ha ancora uno statuto…) varare un regolamento che potrebbe consegnare la dote delle più semplici autenticazioni ai primi mesi del 2015. La carta d’indentità digitale, valida anche come tessera sanitaria, potrebbe essere oggetto di decreto entro l’anno. 180, i milioni di euro sul piatto.

Fatturazione elettronica e Pos

Sono già stati definiti standard di interoperabilità e meccanismi di definizione delle fatture. Entro il prossimo anno tutta l’interazione fra le imprese e la pubblica amministrazione centrale dovrà essere canalizzata attraverso le fatture elettroniche“. Parole sempre di Ragosa.

Però, e qui siamo sempre ai soliti posticipi, le amministrazioni locali saranno interessate al fatto solo dal 2015. Il tempo passa e non ne abbiamo. E, fra l’altro, scoppia il caso del decreto sparito sull’obbligo del POS, che stava alla base della razionalizzazione dei pagamenti elettronici.

Di cosa parliamo? A poco più ii un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo di legge di dotarsi di sistemi di incasso per carta di debito da chiunque operi in ambito commerciale e professionale, non c’è nessuna notizia dal Ministero, mentre rimangono ancora ombre sui pagamenti con medesime carte verso la PA. E due.

Anagrafe Nazionale dei Residenti

Si tratta, nelle volontà di Caio, di una base dati comune sulla popolazione residente a cui associare gli eventuali servizi digitali della pubblica amministrazione. Strettamente correlata quindi con il primo punto (identità digitale). Di fatto i Comuni continueranno a gestire le singole anagrafi ma ci sarà una grande anagrafe centrale disponibile a tutti tramite cloud computing.

Qui, in ottica agenda digitale condivisa, gli attori sono molteplici. “Agenzia per l’Italia Digitale, Sogei, responsabile dell’aspetto tecnologico; Cicis e Anci, a fare le veci di Regioni e Comuni e a gestire la migrazione delle anagrafi locali verso la nuova risorsa centrale - spiega Caio - Il tutto dovrebbe concludersi entro il 2014. Sul piatto ci sono 15 milioni di euro attribuiti a Sogei e tre per la gestione annuale del sistema“.

Varie ed eventuali

Caio punta forte sulla banda larga, si dimentica un po’ troppo delle startup e continua – giustamente – a puntare il dito sui problemi di governance condivisa che, peraltro, su Pionero affrontiamo da una vita. In più, c’è il nodo delle risorse da rimediare.

Andremo ad attingere alla spesa della pubblica amministrazione, sia centrale sia locale, per l’informatica ci sono a disposizione 5 miliardi di euro all’anno“. Non fond destinati ad hoc, quindi, ma una gestione mirata degli stessi già esistenti.

Torniamo al problema delle governance. ”Ci sono troppe amministrazioni che non comunicano fra loro eppure – ha sottolineato Caio intervenendo al convegno convegno sulle competenze digitali di Roma - ci vogliono solo 20mila euro per realizzare una piattaforma dati, per mettere in connessione le PA che oggi troppo spesso non comunicano fra loro“.

E Ragosa che dice? Lo Statuto sull’Agid che Caio reclama assieme a tutta Italia dov’è? “Con i progetti siamo partiti ed entro gli inizi del 2014 le prime amministrazioni saranno collegate per la fatturazione elettronica sulla piattaforma – dice il presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale – Stiamo lavorando in stretta collaborazione con Caio, non litighiamo affatto e puntiamo a rafforzare il ruolo dell’Agenzia. Noi non vogliamo gestire fondi ma semmai mettere il ‘bollino blu’ sui progetti e sui programmi. 

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