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WeChat ha Belen, Line ha Emma (e i numeri), Whatsapp ha la “cartola”

WeChat ha Belen, Line ha Emma (e i numeri), Whatsapp ha la “cartola”
7 minuti di lettura

Siamo di fronte ad un fenomeno di massa senza precedenti, equiparabile probabilmente all’avvento dei Pc portatili, dell’ Internet ad alta velocità, dei giornali online: mentre Belen Rodriguez posta su Facebook le foto del backstage del nuovo spot di WeChat e Line si esalta per numeri da capogiro, la sensazione è che, per dirla alla ‘bolognese’, Whatsapp sia sempre una spanna sopra perché ha troppa più ‘cartola’.

Ora, senza dilungarsi troppo sul significato del termine ‘cartola’ (dal dizionario bolognese – italiano “tipo giusto, molto fico: avere la cartola significa che si possiedono tutte le caratteristiche necessarie per essere notati“), che in pratica assomiglia alla moda, alla consuetudine, al passaparola che non ha più bisogno di testimonial ne di classifiche (un po’ come il Mc Chicken, la Coca Media, l’iphone), c’è da sottolineare che la messaggistica online altrimenti detta messaggistica istantanea ha conquistato tutto il Pianeta, compresa la generazione che più di tutte utilizzava l’sms per dialogare (quella dai 20 ai 35 anni) e anche quella che con gli sms aveva scoperto un nuovo mondo, ora superato (dai 35 ai 55).

Qui i numeri sono vertiginosi: 11 miliardi di messaggi e 400 milioni di foto ogni 24 ore transitano, via Internet, su tutte le app esistenti di messaggistica istantanea.

La forza social di WeChat

Modi diversi di fare business, tutti basati sulla comunicazione istantanea ma rigorosamente mobile. Partiamo da WeChat: scegliere Belen Rodriguez è stata una bella mossa (in tutti i sensi), ma adesso si raddoppia e si passa dalla sola Belen alla “quasi famiglia intera”, comprensiva di marito (Stefano De Martino) e bambino somigliante al figlio Santiago. 

Per la nuova testimonial è stato creato un account ufficiale (WeChat ID: BelenRodriguez_Real) che permette ai suoi numerosissimi fan di essere costantemente aggiornati sulle sue attività e sui suoi nuovi progetti. Ma aldilà di Belen, cosa abbiamo?

WeChat è un’app cinese, Line giapponese, Whatsapp americana. Secondo i dati raccolti da GlobalWebIndex, tra il primo trimestre e il terzo trimestre del 2013 WeChat ha riportato un incremento del 1021% nell’uso dell’app tra i giovani dai 16 ai 19 anni a livello mondiale, superando così i principali social network e applicazioni come l’app cresciuta più rapidamente nella sua categoria. Anche più di Whatsapp, si.

Ad oggi, WeChat conta circa 240 milioni di utenti attivi al mese ed è diventata l’app di social communication più scaricata in numerosi mercati. WeChat è disponibile gratuitamente – Whatsapp no, Line si – per Android, iOS, Windows Phone, BlackBerry, Symbian e S40, oltre che in versione web.
L’applicazione integra tutte le funzionalità degli analoghi servizi già noti all’utenza italiana, ma ci sono alcune feature innovative ed esclusive. Gli utenti di WeChat possono aggiungere amici tramite la scansione dei QR Codecollegando i profili Facebook o attivando le funzioni di geo-localizzazione. È possibile comunicare con i propri contatti one-to-one oppure all’interno della propria rete sociale attraverso la funzione Momenti.
Non solo: è anche possibile seguire i canali di gruppi o personaggi famosi (Messi il primo), e tra le altre funzioni disponibili ci sono i messaggi vocali, in stile TalkBox, le chat di gruppo fino a 40 partecipanti, agita e cerca intono a te (per carcare e chattare con persone vicine oppure che ancora non si conoscono) e, ad esempio, Bottiglie alla deriva, tramite la quale l’utente registra un messaggio vocale o testuale e un’altra persona può rispondere o rigettare la bottiglia in mare.

Una ricerca condotta da AstraRicerche dimostra, peraltro, che la funzionalità di voice messaging come quella di cui WeChat è dotata soddisfa le mancanze del text messaging. L’85% degli intervistati ama i messaggi vocali perché giudicati più immediati, espressivi e capaci di comunicare emozioni.

WeChat, quindi, è una buona alternativa a Whatsapp: ma qual’è meglio? Quali sono le differenze? E in particolar modo su sistema Android, qual’è meglio installare? Prima considerazione: nel dubbio tra Whatsapp o Wechat, anzitutto, entra in gioco la popolarità: quanti amici usano una app anziché un’altra?

L’ascesa di Line

Dicono che Line sia l’app di messaggistica che più infastidisca Whatsapp. Il problema, però, è che al momento non infastidisce gli utenti di Whatsapp e che – motivo del perché Whatsapp non ha bisogno di testimonial di lusso – la miglior pubblicità per un’app di messaggistica è l’invito di un utente a collegarsi su quella stessa app per comunicare (fatevi un giro in una qualsiasi biblioteca italiana o Università e chiedete, a 10 ragazzi a caso, quale app di messaggistica utilizzano: 8 su 10 Whatsapp).

Comunque sia, Line ha da poco superato la soglia dei 300 milioni di utenti attivi al mese (Whatsapp è a quota 350 milioni). L’app, molto simile nelle funzionalità a Whatsapp, Line, Viber, ChatOn e chi più ne ha più ne metta, oltre a una testimonial di impatto come Emma Marrone, sta conquistando il mercato italiano grazie all’integrazione totale delle funzioni.

Line è infatti multipiattaforma come Whatsapp e WeChat (disponibile su iOs, Android, Windows Phone, Blackberry e perfino Nokia Asha) e dispone, proprio come Skype, di una versione desktop per Pc e Mac. Mentre, a livello di esperienza per l’utente, sfoggia un po’ di tutto: dagli emoji di Whatsapp ai più irritanti sticker  –  sorta di maxiemoji  –  che tanti quattrini rendono ogni mese alla concorrente WeChat.

Con Line, e non conWhatsapp (che mantiene la particolarità di essere un servizio di messaggistica puro, se si esclude la possibilità del messaggio vocale registrato che ha anche WeChat), è possibile telefonare gratis in tutto il mondo via VoIP (tipo Viber e Skype). Non solo: Line dispone di un QR Code per connettersi automaticamente e tante altre funzioni. Line, insomma, potrebbe essere il futuro d’Europa anche se il presente si chiama Whatsapp. In tal senso, il Ceo di Line Corporation, Akira Morikawa, punta ai 500 milioni di utenti/mese per il 2014.

Il dominio di Whatsapp

Onestamente non ne avrebbe bisogno, ma l’ultima indagine di riferimento sulla messaggistica chiama in causa addirittura il sorpasso, da parte di Whatsapp, su Facebook Messenger che fa capo a Facebook. E allora vale la pena analizzare il fenomeno totale di questa app, NON GRATUITA (0.89 centesimi di euro di ‘rata’ annuale), che in Europa domina la scena e in Italia di fatto la monopolizza.

L’indagine sopracitata ci svela che i possessori di smartphone iOS e Android utilizzano maggiormente Whatsapp rispetto alle altre alternative. Whatsapp è utilizzato dal 44% degli intervistati, mentre il 35% usa Facebook e il 28% preferisce WeChat (primissima in Cina). BlackBerry Messenger ha invece raccolto il 17% delle preferenze, con un maggior utilizzo in Indonesia e Sud Africa.

 

Tutte le applicazioni di messaggistica costituiscono l’86% dell’utilizzo di uno smartphone per la comunicazione tra utenti, mentre il 73% preferisce utilizzare le normali chiamate; il 75% usa ancora i normali SMS mentre il 60% preferisce inviare mail.

Tornando a Whatsapp, pur latitando l’aggiornamento per iOS 7, sistema operativo di riferimento dello smartphone di riferimento (l’iphone), siamo sempre li: Whatsapp ha di recente annunciato che verranno introdotti entro la fine del 2013 anche tariffe triennali (2.40 euro) e quadriennali (3.34 euro).

Dicevamo degli 0.89 centesimi di euro all’anno? Volendo c’è il modo per averlo gratis a vita. Come? Il procedimento per continuare ad utilizzare Whatsapp gratis è molto semplice:

  1. Disinstallare Whatsapp dal cellulare;
  2. Trovare (o farsi prestare) un cellulare con un sistema operativo diverso da quello attualmente utilizzato (quindi se avete un cellulare con sistema Windows phone, dovrete procurarvi un iPhone o un cellulare Android);
  3. Scaricare l’applicazione sul nuovo telefono ma registrarsi con il numero di telefono originario;
  4. Uscire dall’account Whatsapp sul cellulare procuratosi e reimpostare Whatsapp sul telefono originario;
  5. Controllare la scadenza e se troverete la scritta “Lifetime” (per tutta la vita) avrete Whatsapp gratis per sempre

Occhio alla differenza tra Android e Apple (iOS): se infatti per gli utenti Android sarà necessario pagare per continuare a ‘whatsappare’, per chi usa iOS c’è un metodo, assolutamente legale, per non doversi abbonare. Le nuove tariffe, infatti, saranno applicate soltanto per gli utenti che scaricheranno l’applicazione dopo la loro introduzione. Tradotto: chi acquista oggi a 0.89 euro Whatsapp, potrà utilizzarla gratuitamente per sempre. Con buona pace di Belen, di Messi, di Emma e delle cartole di tutto il mondo…

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