Epsa 2013. L’italia c’e’ e vince con un progetto semplice: la bussola della trasparenza

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  2 dicembre, 2013  |  Nessun commento
2 dicembre, 2013
bussola

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E’ chiaro ormai che siamo sempre più spesso misurati ed osservati dalla Comunità Europea con risultati non sempre positivi per il nostro Paese, anzi quasi sempre estremamente deludenti.

Il 27 novembre scorso è successa invece una cosa molto importante che spero sia di buon auspicio per far cambiare tendenza. Cosa è successo? L’Italia, ed esattamente il Dipartimento della funzione pubblica ha vinto uno dei premi più prestigiosi a livello europeo che viene assegnato ai migliori progetti d’innovazione nel settore della Pubblica Amministrazione: l’ EPSA (European Public Sector Award) 2013!

Il vincitore è il progetto “Bussola della trasparenza” (The compass of transparency). Il premio, di cui è possibile consultare tutti i dettagli informativi sul sito dell’evento www.epsa2013.eu , viene assegnato ogni due anni ed ormai giunto alla terza edizione. L’Italia, per la prima volta in assoluto, è  davanti a tutti gli altri Paesi Europei. Quanto è accaduto è dunque un miracolo? No, è semplicemente quello che accade quando la creatività e la fantasia dei dipendenti pubblici incontra la capacità effettiva di innovare del top management delle pubbliche amministrazioni. E’ sì, perché la verità è che, quando c’è “voglia di fare” e viene “concessa” la possibilità concreta di “fare”, i dipendenti pubblici danno il meglio di loro e diventano competitivi ai massimi livelli con ricadute positive in termini di efficienza, di produttività e efficacia dell’azione delle pubbliche amministrazioni.

In questi tre giorni dell’evento EPSA 2013, siamo stati a confronto con gli altri Paesi, abbiamo  visto cosa hanno fatto e realizzato gli altri, abbiamo scambiato esperienze , evidenziato problemi, presentato soluzioni, brainstorming, etc.etc., ma soprattutto ho  rafforzato alcune idee che vorrei condividere con voi:

  1. L’innovazione significa, a mio avviso, assumere concretamente rischi, sperimentare, tentare un cambiamento radicale che non sempre darà risultati positivi ma darà sicuramente una lezione per il futuro…
  2. La good governance, non si fa a parole  ma con i fatti, identificando strumenti di attuazione e di misurazione semplici e concreti che possano supportare i percorsi di cambiamento;
  3. I progetti efficienti ed efficaci non necessariamente richiedono  elevate risorse, se le idee sono altamente innovative e semplici;
  4. La creatività e la fantasia sono le cose su cui il nostro Paese può essere competitivo anche nel settore pubblico.

Tanti i progetti presentati in ambito EPSA 2013 e tutti attinenti al settore pubblico, tutti di altissimo livello, ma nulla su cui l’Italia non possa dire la sua. Quindi il messaggio è: diamoci da fare e rimbocchiamoci le maniche perché quello che è successo a Maastricht il 27 novembre 2013 può essere un piccolo mattoncino di un futuro palazzo in cui l’Italia non è più costretta a inseguire le politiche d’innovazione degli altri Paesi europei ma diventa un vero e proprio “driver” per lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza.

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