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Epsa 2013. L’italia c’e’ e vince con un progetto semplice: la bussola della trasparenza

Epsa 2013. L’italia c’e’ e vince con un progetto semplice: la bussola della trasparenza
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E’ chiaro ormai che siamo sempre più spesso misurati ed osservati dalla Comunità Europea con risultati non sempre positivi per il nostro Paese, anzi quasi sempre estremamente deludenti.

Il 27 novembre scorso è successa invece una cosa molto importante che spero sia di buon auspicio per far cambiare tendenza. Cosa è successo? L’Italia, ed esattamente il Dipartimento della funzione pubblica ha vinto uno dei premi più prestigiosi a livello europeo che viene assegnato ai migliori progetti d’innovazione nel settore della Pubblica Amministrazione: l’ EPSA (European Public Sector Award) 2013!

Il vincitore è il progetto “Bussola della trasparenza” (The compass of transparency). Il premio, di cui è possibile consultare tutti i dettagli informativi sul sito dell’evento www.epsa2013.eu , viene assegnato ogni due anni ed ormai giunto alla terza edizione. L’Italia, per la prima volta in assoluto, è  davanti a tutti gli altri Paesi Europei. Quanto è accaduto è dunque un miracolo? No, è semplicemente quello che accade quando la creatività e la fantasia dei dipendenti pubblici incontra la capacità effettiva di innovare del top management delle pubbliche amministrazioni. E’ sì, perché la verità è che, quando c’è “voglia di fare” e viene “concessa” la possibilità concreta di “fare”, i dipendenti pubblici danno il meglio di loro e diventano competitivi ai massimi livelli con ricadute positive in termini di efficienza, di produttività e efficacia dell’azione delle pubbliche amministrazioni.

In questi tre giorni dell’evento EPSA 2013, siamo stati a confronto con gli altri Paesi, abbiamo  visto cosa hanno fatto e realizzato gli altri, abbiamo scambiato esperienze , evidenziato problemi, presentato soluzioni, brainstorming, etc.etc., ma soprattutto ho  rafforzato alcune idee che vorrei condividere con voi:

  1. L’innovazione significa, a mio avviso, assumere concretamente rischi, sperimentare, tentare un cambiamento radicale che non sempre darà risultati positivi ma darà sicuramente una lezione per il futuro…
  2. La good governance, non si fa a parole  ma con i fatti, identificando strumenti di attuazione e di misurazione semplici e concreti che possano supportare i percorsi di cambiamento;
  3. I progetti efficienti ed efficaci non necessariamente richiedono  elevate risorse, se le idee sono altamente innovative e semplici;
  4. La creatività e la fantasia sono le cose su cui il nostro Paese può essere competitivo anche nel settore pubblico.

Tanti i progetti presentati in ambito EPSA 2013 e tutti attinenti al settore pubblico, tutti di altissimo livello, ma nulla su cui l’Italia non possa dire la sua. Quindi il messaggio è: diamoci da fare e rimbocchiamoci le maniche perché quello che è successo a Maastricht il 27 novembre 2013 può essere un piccolo mattoncino di un futuro palazzo in cui l’Italia non è più costretta a inseguire le politiche d’innovazione degli altri Paesi europei ma diventa un vero e proprio “driver” per lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza.

Foto del profilo di Davide D'Amico
Si è laureato in Ingegneria elettronica presso l’Università di “Tor Vergata” nel 1999 dove ha conseguito nel 2003 anche il titolo di Dottore di ricerca. Dal 2001 entra alla Presidenza del Consiglio dei Ministri come vincitore di concorso pubblico,e viene assegnato al Dipartimento della Funzione pubblica. Si occupa da subito di temi legati all’ICT ed in particolare a quelli di e-government. Ha avuto modo di approfondire aspetti legati all’impatto delle nuove tecnologie sulle amministrazioni pubbliche, alle metodologie di project management, ai metodi per la reingegnerizzazione dei processi, ai sistemi di gestione della conoscenza e a strumenti di supporto decisionale. E' stato coordinatore di numerosi progetti ICT, e per tre anni consecutivi, professore a contratto presso l’ Università di Roma Tor Vergata del corso di “architetture dei calcolatori” e del corso di “progettazione e gestione siti web”. Consigliere dell'Avvocatura dello Stato per 4 anni, sui temi dell'ICT e della pianificazione strategica. Oggi è responsabile tecnico del progetto “PERLA PA” (www.perlapa.gov.it) per l’integrazione di tutti gli adempimenti di responsabilità del Dipartimento della Funzione Pubblica e che coinvolge oltre 20.000 amministrazioni pubbliche. Tra gli obiettivi del progetto sia quello di semplificare l’infrastruttura tecnologica e gli aspetti organizzativi legati alle banche dati interne, sia la realizzazione di un unico sistema di Business Intelligence indirizzato al vertice politico/amministrativo in modo da supportare le scelte politiche sulla base di una conoscenza, il più possibile oggettiva ,dei dati e delle informazioni. E' un attento osservatore e studioso di temi innovativi come l'OPEN DATA e il CLOUD Computing, ed ha coordinato la stesura delle linee guida sui siti web della PA edizione 2010 e 2011. Ha elaborato la teoria sulla trasparenza centralizzata e distribuita nelle pubbliche amministrazioni. E' autore della Bussola della Trasparenza dei siti web delle PA (www.magellanopa.it/bussola).

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