Rivoluzione Internet Provider: dovranno oscurare per legge i siti pirata!

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  28 novembre, 2013  |  Nessun commento
28 novembre, 2013
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Abbastanza rivoluzionaria, la nuova probabile sentenza sugli Internet provider scuote la rete semplicemente perché va a colpire non solo l’utente ma proprio il sito incriminato e quindi il suo gestore. In parole povere: gli Internet provider da oggi in poi saranno obbligati ad attivarsi, su indicazione del giudice, per bloccare l’accesso a siti e servizi web che permettono o comunque facilitano il download di materiale pirata.

Lo ha affermato l’avvocato generale dell’Unione Europea, Cruz Villalon, nelle conclusioni della causa tra l’Internet provider austriaco UPC Telekabel Wien e la società Constantin Film Verleih e Wega Filmproduktionsgesellschaft. Considerando che, in genere, le conclusioni dell’avvocato sono poi riprese nelle sentenze dei giudici UE, possiamo quasi dare la sentenza per assodata.

Specifiche

In base al diritto dell’UE gli Stati membri devono assicurare che i titolari dei diritti d’autore possano chiedere un provvedimento inibitorio nei confronti di intermediari i cui servizi siano utilizzati da un terzo per violare i loro diritti. Gli Internet provider sono pertanto da considerare come intermediari.

Fino a ieri eravamo fermi alla sentenza, considerata pro pirateria, della Corte di giustizia del novembre 2011, per cui i giudici nazionali non possono imporre agli Internet provider di applicare filtri per prevenire il download di contenuti illegali.

Villalon ha specificato che si può però obbligarli a chiudere l’accesso a un sito che viola il copyright. Altrimenti sono complici di un reato, anche se non hanno alcun legame con i siti pirata; ma possono essere perseguiti se non soddisfano le richieste dei giudici. Inoltre, in tale contesto il provider dell’utente non ha alcun rapporto con i gestori del sito internet che ha violato il diritto d’autore ed esso non ha leso tale diritto.

Una concreta misura di blocco relativa a uno specifico sito, imposta nei confronti di un Internet provider, invece, non sarebbe, in linea di principio, sproporzionata per il solo fatto che comporti un impiego di mezzi non trascurabile e, tuttavia, potrebbe essere facilmente aggirata senza particolari conoscenze tecniche.

Spetterebbe ai giudici nazionali compiere nel caso di specie un bilanciamento tra i diritti fondamentali delle parti coinvolte, tenendo conto di tutti gli elementi rilevanti e assicurare in tal modo un giusto equilibrio.

Considerazioni finali

Gli Internet provider, quindi, non sono tenuti ad agire preventivamente e di propria iniziativa ma devono immediatamente attenersi ai provvedimenti dei giudici. Il traffico dati non dev’essere filtrato a priori evitando così di ledere i diritti dell’utenza ossia i loro diritti alla tutela dei dati personali e la loro libertà di ricevere o di comunicare informazioni.

Tuttavia, viene sancito un obbligo di intervenire per bloccare l’accesso a siti colpevoli di violazioni sulle norme a tutela del diritto d’autore.

Il problema di fondo sta nella disposizione di blocco di un intero sito web a fronte della distribuzione illegittima di qualche file protetto dalle leggi sul diritto d’autore: in tal caso, forse, sarebbe meglio attivarsi affinché i gestori dello stesso sito rimuovano i contenuti lesivi dei diritti di terzi. Oppure no?

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