Guerra dei brevetti parte 3, Samsung perde la causa contro Apple. Prossima battaglia a marzo 2014

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  22 novembre, 2013  |  Nessun commento
22 novembre, 2013
Apple_contro_Samsung

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Alla fine l’ha spuntata Apple… l’ultima battaglia dell’infinita guerra dei brevetti tra Stati Uniti-Apple e Sud Corea-Samsung è stata vinta dalla società di Cupertino con un bottino di 290 milioni di dollari, da aggiungere alla vertiginosa cifra di 600 milioni di dollari che Samsung già deve sborsare.  È questo il verdetto che dopo una settimana ha raggiunto la giuria del tribunale federale di San Josè, in California, nell’ambito dello storico processo fra i due colossi della tecnologia per la violazione di brevetti relativi al design e al touch screen.

Ma vediamo bene cosa è successo.
Ricordate che all’inizio di quest’anno il giudice Lucy Koch aveva rivisto al ribasso i danni riconosciuti a Cupertino nell’udienza contro Samsung, fissati nell’agosto 2012 a 1,05 miliardi di dollari, portando la cifra a poco meno di 600 milioni di dollari? Bene, in quell’occasione era stato ordinato un riesame della questione, in cui la giuria avrebbe dovuto decidere cosa fare della parte rimanente: Samsung si era detta disponibile a pagare 52 milioni di dollari – ammettendo una certa somiglianza tra i due prodotti – contro i 380 chiesti da Cupertino.

Ecco che siamo arrivati ad oggi e all’atteso verdetto.
Per una settimana testimoni e avvocati si sono succeduti sui banchi del tribunale di San Josè. I legali di Samsung ci hanno provato, anche con una linea difensiva piuttosto provocatoria che si riassume bene nella frase “Apple doesn’t own beautiful and sexy” pronunciata dall’avvocato William Price. Ma nulla ha potuto contro Apple, a cui sono stati riconosciuti 290,45 milioni di danni per violazione di brevetti.

Si tratta, come dicevamo prima, solo di una battaglia, l’ennesima sì ma che non risolve la questione: Samsung infatti potrebbe fare ricorso contro la decisione e  un terzo processo fra i due colossi tecnologici è in programma a marzo per valutare le rivendicazioni della “mela”, che chiede il ritiro dal mercato di alcuni modelli di telefonini (compresi gli ultimi esemplari della famiglia Galaxy).
Richiesta che ora, con la decisione della United States Court of Appeals del Federal Circuit, ha maggiori chance di essere accolta: Apple, secondo quanto si apprende dalla carte, dovrà ora limitarsi a convincere i giurati che esistono precisi collegamenti tra le caratteristiche descritte nei brevetti e i dispositivi di Samsung. Ed ottenere di conseguenza il blocco negli Stati Uniti dei prodotti del chaebol asiatico.

Una storia, quella di Apple contro Samsung, che comincia nel 2005, quando Apple decide di affidarsi a Samsung per la produzione di memorie flash per i suoi prodotti. Una partnership che si spinge senza intoppi fino al 2010, quando l’azienda coreana comincia a lanciare sul mercato prodotti molto simili all’iPhone. Durante una visita di alcuni executive Samsung a Cupertino, Jobs e Cook manifestano per la prima volta preoccupazione riguardo alla somiglianza fra i prodotti delle due aziende. E quando Samsung nel 2011 lancia sul mercato il primo Galaxy Tab, è la fatale goccia che fa traboccare il vaso.
Da allora Steve Jobs decide infatti di dichiarare la sua “guerra termonucleare” a Samsung, nonostante la contrarietà di Tim Cook, essendo Samsung uno dei principali fornitori di componenti per i prodotti Apple. Solo lo scorso anno l’azienda coreana ha incassato da Cupertino ben 8 miliardi di dollari.

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