Blackberry non vende piu’ e sceglie la strada del rilancio

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  12 novembre, 2013  |  Nessun commento
12 novembre, 2013
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Inversione di rotta per Blackberry, che dopo lunghe trattative con varie società, ha deciso di rinunciare alla cessione che aveva in programma. L’azienda canadese non cambierà quindi proprietà, ma ha invece in mente una strategia per rilanciarsi e per risolvere i problemi che in pochi anni hanno ridotto drasticamente la sua quota di mercato. Se nel 2009 le sue vendite rappresentava più del 50% del totale, negli ultimi tempi è arrivata a un misero 2%.

Su questa scelta, pare abbia influito anche il Governo canadese che non vedeva di buon occhio la possibilità che l’azienda venisse rilevata dalla Lenovo, colosso cinese della tecnologia che nei mesi scorsi aveva dimostrato un forte interesse per l’acquisto di BlackBerry. Secondo il quotidiano canadese The Globe and Mail le autorità non avrebbero approvato la cessione a una società straniera di un’azienda strategica per la nazione, soprattutto considerando il coinvolgimento che Blackberry ha nello sviluppo della rete delle telecomunicazioni del paese.

Gli investitori però non hanno apprezzato la decisione di non vendere più, appena data la notizia infatti Blackberry ha perso in Borsa il 15 % . Malgrado questo, l’azienda sembra convinta a voler portare avanti un’opera di ristrutturazione e ha infatti già raccolto 1 miliardo di dollari da spendere nel rilancio. E la ristrutturazione non risparmia nemmeno i vertici dell’azienda, è infatti notizia di pochi giorni fa che il CEO Thorsten Heins è stato sostituito da John Chen, che ha alle spalle l’esperienza con il produttore di software Ssybase e che ha riportato alla ribalta dopo un periodo di crisi.

Di preciso non si sa ancora come Blackberry intenda rilanciarsi ma l’impressione generale è quella che voglia puntare sulla sicurezza e la tutela della privacy, che da sempre rappresentano il cavallo di battaglia dell’azienda ma che soprattutto dopo lo scandalo del Datagate potrebbero esercitare un nuovo appeal sui consumatori.

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