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Open Data e le infinite occasioni perdute

Open Data e le infinite occasioni perdute
1 minuti di lettura

Nei giorni scorsi McKinsey ha pubblicato lo studio “Open Data: unlocking innovation and performance with liquid information”. Secondo McKinsey la liberazione dei dati potrebbe generare una creazione di ricchezza pari ad una cifra che oscilla tra i 3 e i 5 miliardi di dollari.

I settori interessati sono:

  • la scuola e l’istruzione (Education);
  • i trasporti;
  • prodotti di consumo (commercio);
  • elettricità;
  • energia (oil and gas);
  • salute;
  • beni e prodotti finanziari.

La tabella riporta, settore dopo settore, il valore attribuito.

Non sfuggirà a nessuno come una parte rilevante dei settori interessati, almeno in Italia, riguardi il mondo della pubblica amministrazione. Solo per fare un esempio la scuola e la salute potrebbero generare, da una politica strutturata e non casuale di liberazione dei dati, risorse assolutamente rilevanti.

Il mondo delle public utilities potrebbe trarne infiniti giovamenti. Tali risorse potrebbero essere rinvestite in innovazione e miglioramento dei servizi. Naturalmente in Italia la liberazione dei dati (cd. open data) si è ridotta in larga parte ad essere “voyeurismo” degli stipendi dei Sindaci, dei Dirigenti pubblici, dei curriculum dei consulenti.

Si costruiscono pagine su Facebook per allertare persone a leggere questi dati “perché da soli non ce la facciamo. “Sbatti il mostro in prima pagina”. È la sagra dell’inutile. Quante energie sprecate. Ribadisco gli open data che ci interessano sono quelli che generano trasparenza, e questo non è in discussione ma, soprattutto, quelli che generano valore economico e sociale. Se ci fossero ancora dubbi lo studio di McKinsey aiuterà a risolverli definitivamente.

TRATTO DA MICHELECAMP.IT

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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