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UProxy: Google e le ideas di liberta’

UProxy: Google e le ideas di liberta’
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Arrivano nuove importanti da Mountain View, nuove che hanno profumo di rivoluzione, che non si alimentano della foga di novità ma che piantano radici ben salde per evitare disastri.

Stiamo parlando di un nuovo progetto che coinvolge temi importanti come quelli di libertà, condivisione, democrazia per quei paesi in cui la censura in rete svolge ancora un ruolo importante.

Questo progetto si chiama uProxy, che coinvolge l’università di Washington, Google e la società no profit Brave New Software con lo scopo di creare un’estensione dei browser per superare alcuni firewell di restrizione che non consentono una navigazione libera ma che, sfruttando la logica del peer-to-peer, permetterebbe di agganciarsi alla connessione di chi non è soggetto a queste forme di controllo, svincolandosi dal problema. Governi di molti paesi,come quello cinese o iraniano, iniziate a tremare!

I browser su cui partirebbe questa estensione sono quelli di Chrome e di Firefox ma resta escluso Explorer. Il sistema è teoricamente semplice: permetterebbe a due persone già in contatto, per esempio attraverso chat, Facebook, email e simili, di condividere la connessione web di colui che vive in un paese in cui non ci sono norme restrittive di navigazione, consentendo al beneficiario del servizio di arrivare a quei siti ai quali altrimenti non avrebbe accesso semplicemente dalla sua connessione.

Il progetto è stato annunciato durante il Google Ideas Summit di New York, e il capo ingegnere di Google Ideas, Lucas Dixon, ha annunciato per spiegare il funzionamento di uProxy che sarà una sorta di Vpn, un Virtual Private Network, ma personalizzabile, il che permetterebbe di realizzare una connessione più semplice rispetto al classico Open Vpn.

UProxy non è pensato per realizzare navigazioni anonime, copertura dell’Ip, file sharing sulla scia di Tor, ma solo per permettere chi è soggiogato a logiche di censura di attivare una connessione libera, tra “amici”.

Prima di rendere ufficiali date di lancio o codici, Google ha deciso di sottoporre il progetto ad organizzazioni che già lavorano con tool simili o comunque nel settore come Open Itp. Insomma, ci vanno con i piedi di piombo per garantire sicurezza massima a chi usufruirà del servizio. Non ci resta che attendere, sperando che il principio di libertà delle proprie scelte abbia la meglio.

Foto del profilo di Lampadina Lab
LampadinaLab è principalmente un laboratorio di idee. Siamo nate nel dicembre 2011, in ambito universitario. Data la necessità sociale di darci una forma ci descriviamo come Social Media Communicators. Ci occupiamo di comunicazione in tutte le sue fasi, dall’analisi contestuale alla pianificazione delle idee, dalla creazione di contenuti all’animazione dei canali social. La nostra intenzione principale è quella di dare contenuto alle tecnologie, di dargli vita, nella maniera più originale possibile. Comunicare è un istinto a cui cerchiamo di dar forma attraverso la creatività, sfruttando le opportunità che ogni media ci offre. Siamo cinque: Oriana Bottini, Valentina Canu, Eleonora Ciali, Sara Di Costanzo, Daniela Mannini. LampadinaLab collabora con Alessia Canu per la realizzazione grafica. Le nostre competenze professionali si muovono in ambienti diversi e il nostro desiderio di crescere professionalmente ci spinge ogni volta a dare il massimo dell’impegno per incrementare il nostro bagaglio culturale. Ci occupiamo di Social Media Management e Animation, Blogging, Fotografia e Videomaking, Rassegna stampa, Gestione e Copertura di eventi in loco e on line. La nostra filosofia è quella di ideare una modalità di lavoro aperta e mutevole che favorisca le dinamiche di gruppo; professionalità e preparazione tecnica associata alla creatività e al desiderio di ideare qualcosa di nuovo. Blog: http://lampadinalab.wordpress.com/

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