Aziende / in evidenza / Informazione / Innovazione / Marketing / Strategia

Presto anche in Italia la legge che difende l’informazione da Google

Presto anche in Italia la legge che difende l’informazione da Google
2 minuti di lettura

Paletti per Big G anche in Italia: dopo il vicino cugino francese, anche il Belpaese si doterà della cosiddetta legge anti-Google, quella che dovrebbe tutelare i produttori di contenuti giornalistici dalla longa manus di Mountain View e che in Francia ha sortito la creazione di un fondo di 60 milioni finanziato dal colosso americano per traghettare l’informazione dalla sponda cartacea a quella digitale.

Lo ha fatto sapere il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Giovanni Legnini, in occasione degli Stati generali dell’informazione del Veneto che hanno avuto luogo l’altro ieri a Venezia, da dove ha assicurato che il provvedimento è in calendario per uno dei prossimi Consigli dei Ministri mentre va verso la sospensione la liberalizzazione delle edicole italiane.

Il problema che ha scatenato le polemiche giunte fino a noi è l’indicizzazione  delle notizie, e quindi l’uso a fini commerciali da parte del motore di ricerca, un “saccheggio” che va ad aggravare una situazione di per sé già molto critica per l’editoria italiana e che a quanto pare il Governo Letta intende a risolvere.

L’Esecutivo italiano, gli editori della carta stampata e i rappresentanti di Google si incontreranno quindi per trovare un accordo, probabilmente simile a quello raggiunto con la Francia –  cioè la creazione di un fondo per sostenere lo sviluppo dell’informazione online in cambio degli articoli – oppure remunerativo. Nel caso non si trovasse un punto d’incontro, dovrebbe intervenire l’Agcom con una decisione sostitutiva.

“Il rispetto delle regole vale per tutti, anche per chi fa un lavoro prezioso e importante come Google”, ha detto Legnini. “I motori di ricerca attraggono sempre più la raccolta pubblicitaria e l’Italia deve fare quello che hanno fatto gli altri paesi“.

Gli Stati generali del Veneto sono stati anche l’occasione per riflettere sulla crisi e sugli scenari futuri dell’informazione: “La domanda di informazione cresce e si rivolge verso l’informazione gratuita, ma cresce anche la domanda di approfondimento, di informazione di qualità”, ha detto il Sottosegretario. “Su queste basi l’intero sistema deve essere protagonista: la rivoluzione digitale è già in atto, spetta a noi decidere se vogliamo governarla”.

Il Governo, ha proseguito Legnini, pensa anche ad altri interventi come “la liberalizzazione delle edicole, che noi vorremmo sospendere per difendere il presidio di democrazia che le 30 mila edicole italiane rappresentano sul territorio. O quello sul decreto attuativo dell’equo compenso, su cui, soprattutto i giovani, lanciano grida di dolore ripetute. Ho chiesto alle parti di sedersi a un tavolo ma, siccome l’accordo non si trova, non posso non intervenire”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>