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Servizio Pubblico: l’Agenda Digitale di EMC e’ ricca e orientata a PA, cittadino e aziende

Servizio Pubblico: l’Agenda Digitale di EMC e’ ricca e orientata a PA, cittadino e aziende
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Sergio Feliziani, responsabile area centro Sud Emc Italia, a chiusura trimestre fa il punto sulle soluzioni EMC a corollario di una consapevolezza digitale che si cerca ovunque: nel comparto pubblico, nella sanità, nei servizi ai cittadini.

Da decenni EMC si impegna sul mercato dell’IT differenziandosi dalla massa per gli obiettivi concreti che persegue. Qual è il vostro segreto?

Siamo un’azienda che si muove sul mercato in maniera fluida, con soluzioni tecnologiche che non diventano un semplice elemento aggiuntivo, ma un elemento tecnologico all’interno di una proposizione più avanzata. La nostra forza è data dal fatto di lavorare su temi strategici per la crescita del nostro Paese, come per esempio  la digitalizzazione piuttosto che l’open data o i big data di cui parliamo da almeno un paio d’anni. La tecnologia aiuta molto ma la differenza la fanno i manager che lavorano su questi progetti. Noi siamo impegnati sul mercato italiano e abbiamo tracciato un percorso intorno al concetto di “esplosione dei dati”: siamo assolutamente convinti che la gestione e la sicurezza dei dati sia un problema cardine sul tavolo delle discussioni, ci sono aree dove la questione è molto sentita e altre dove però non è ancora compresa. Lo abbiamo capito da tanto tempo e abbiamo acquisito  aziende tecnologiche di diverso tipo, e oggi il nostro impegno prosegue attraverso i nostri brand come RSA e Documentum, le acquisizioni più consolidate che sono diventate parte integrante della nostra offerta. La filosofia di EMC è di acquisire aziende fortemente tecnologiche per creare un’offerta completa ed articolata.

Si parla continuamente di Agenda Digitale e dell’applicazione della tecnologia a campi pubblici che permettano effettivamente di migliorare la vita del cittadino. Come creare servizi ad alto valore aggiunto ma anche perfettamente fruibili?

La chiave sono le infrastrutture e la loro evoluzione: in ambito pubblico, con la nuova Agenzia per l’Italia Digitale, questi sono temi molto sentiti e sui quali stiamo dando il nostro contributo, cercando di tracciare una strada di evoluzione della PA che sia coerente col servizio che tutti noi, come cittadini, ci attendiamo. Tutto questo ci porta verso la capacità della pubblica amministrazione di utilizzare tecnologie aperte e robuste che siano coerenti con i dati: l’importante è organizzare al meglio i dati e le informazioni, per la PA è fondamentale avere un punto di concentrazione e analisi di queste informazioni, che vengono riorganizzate e ricatalogate al fine di migliorare i servizi. C’è sicuramente, all’interno di queste attività , un time to market diverso tra aziende private e PA. Da parte nostra, abbiamo lavorato su diversi progetti, tra cui per esempio  la digitalizzazione del censimento ISTAT realizzato con il Gruppo Poste Italiane.

In quali settori le tecnologie EMC trovano la loro applicazione? Poste Italiane è un riferimento perfetto?

In diversi settori: uno dei progetti più importanti è quello realizzato proprio per Postel e basato sulle nostre tecnologie hardware e software Documentum iniziando un percorso di avvicinamento al cittadino in termini di servizi. Si è trattato della centralizzazione e indicizzazione delle informazioni in modo strutturato, estendendo il servizio nei vari uffici postali. L’impatto è importante e sta acquisendo sempre più una dimensione nazionale, considerando i 14 mila uffici postali di Poste Italiane. L’obiettivo finale di centralizzare e indicizzare le informazioni si rifà al principio di base dell’Agid, ossia utilizzare in maniera strutturata le informazioni più importanti in ambito pubblico e renderle fruibili al cittadino.

Non solo documenti ma anche welfare, nei pensieri di EMC: la sanità digitale è qualcosa che può effettivamente migliorare in Italia?

L’attualità ci dice che è così. L’Europa primeggia nella Gestione dei dati sanitari: pensate all’importanza, per chi gestisce una struttura sanitaria, di avere la possibilità di razionalizzare il servizio e renderlo disponibile in maniera dinamica e rapida sia all’utenza interna che esterna. Pensate anche alla capacità di evolvere questo tipo di servizio per far si che ci si rechi fisicamente nella ASL ma poi, dentro la ASL, è tutto telematico, dal referto digitale alla spedizione dello stesso. Noi lavoriamo con i più importanti operatori del settore, tra cui  FUJI, 3M, CARRESTREAM, SIEMENS MEDICAL. In questi contesti il nostro obiettivo è di contribuire alla creazione del fascicolo sanitario elettronico del cittadino, che permetterà alla struttura da un lato di avere informazioni centralizzate e precise e dall’altro una significativa ottimizzazione dei costi di archiviazione e gestione.

Torniamo per un attimo all’agenda digitale italiana: quali obiettivi sono realmente perseguibili e cosa propone EMC in quest’ottica?

E’ in atto un grandissimo sforzo, nella PA, per procedere spediti in questa direzione: stiamo seguendo molto da vicino i progetti dell’Agid come ad esempio la carta d’identità elettronica associata alla tessera sanitaria, e riteniamo di avere le soluzioni (GREENPLUM, RSA, Documentum sistemi di gestione dei dati) che possono fare al caso della pubblica amministrazione. Spingiamo molto in questa direzione: stiamo organizzando il nostro appuntamento annuale, l’EMC FORUM, nel quale ospiteremo non solo tematiche come quelle della sanità ma anche più generali di innovazione tecnologica, coinvolgendo aziende pubbliche e private che in questo momento sono investite da questa ondata di innovazione e digitalizzazione che la PA deve vivere e concretizzare. Avremo, in questo contesto, realtà italiane di startup – al momento non ancora conosciute e che devono essere portate “alla ribalta” nella maniera più assoluta.

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