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Sistemi biometrici piu’ sicuri, il progetto “TABULA RASA” finanziato dall’UE migliora (e vende) la protezione dei dati biometrici

Sistemi biometrici piu’ sicuri, il progetto “TABULA RASA” finanziato dall’UE migliora (e vende) la protezione dei dati biometrici
5 minuti di lettura

La fantascienza è vicina… Dal dispositivo da polso che indossava il capitano Kirk (i.e. Galaxy Gear) alla capacità di sentire le perturbazioni nella forza di Luke Skywalker, i film della nostra infanzia stanno diventando realtà.
Su una di queste “telegeniche” tecnologie, in particolare, la Commissione europea si sta concentrando, cioè i sistemi biometrici perché, se da un lato si sono rivelati una delle soluzioni più efficienti in tema di sicurezza oggi, dall’altro presentano non pochi spazi di vulnerabilità. Basti pensare a come il TouchId, il sensore di impronte digitali montato sull’iPhone 5S, sia stato violato nel giro di pochissime ore.

Teoricamente le impronte digitali sono uniche, così come la firma o le caratteristiche facciali. Quindi le tecniche biometriche dovrebbero rappresentare la soluzione più avanzata per garantire la sicurezza degli accessi a un computer, tuttavia nella realtà non è così: i sistemi biometrici di riconoscimento possono essere ingannati con facilità.
Per questo la Commissione europea ha investito 4,4 milioni di euro in un progetto che migliora la protezione di questi dati biometrici: si tratta del lavoro di ricerca di TABULA RASA, un consorzio di 12 organizzazioni provenienti da 7 Paesi  (tra cui l’Università di Cagliari), che hanno collaborato per tre anni all’individuazione del maggior numero possibile di vulnerabilità e al conseguente sviluppo di contromisure e, infine, all’approntamento di una nuova generazione di sistemi biometrici più sicuri, in particolare contro il crescente fenomeno dello spoofing, ossia l’impiego di pratiche di uso quotidiano, quali trucco cosmetico, fotografia e registrazione della voce, al fine di compromettere o sabotare il funzionamento dei sistemi biometrici.

Nell’ambito del lavoro di ricerca di TABULA RASA, si è tenuto lo Spoofing Challenge, nel quale ricercatori di tutto il mondo sono stati invitati a mettere a punto piani di attacco per tentare di ingannare varie tecnologie biometriche. I partecipanti non hanno mancato di dimostrare l’esistenza di molti e diversi modi per interferire con questi sistemi. L’espediente più innovativo fra quelli proposti durante la sfida consisteva nell’uso di make-up per ingannare un sistema di identificazione facciale bidimensionale, che ha in effetti erroneamente riconosciuto le fattezze della vittima dell’attacco. Altri ricercatori in gara hanno invece impiegato con successo noti artifici come fotografie, maschere o false impronte digitali (calchi in silicone) per “battere” i sistemi.

Il Dott. Sébastien Marcel, coordinatore del progetto TABULA RASA, ha commentato: “Sarebbe stato impossibile condurre una ricerca su così vasta scala e collaborare con tanti partner europei senza l’investimento da parte dell’Unione Europea. Oltre a migliorare la sicurezza dei dispositivi e delle informazioni in essi contenute, il software potenziato assicurerà log-in più rapidi e controlli più veloci e accurati alle frontiere, compresa la verifica dei passaporti. Crediamo che molti possano essere i soggetti potenzialmente interessati alle nostre ricerche; fra questi: i produttori di tecnologie e di dispositivi mobili, le poste, le banche e gli operatori che offrono servizi online”.

Con un totale di 6 milioni di euro di finanziamento (a quelli della Commissione europea vanno aggiunti infatti 1 milione e 600mila euro messi a disposizione dal consorzio stesso), il progetto di ricerca TABULA RASA è riuscito a generare una vasta rassegna di possibili spoofing, valutando la relativa vulnerabilità dei sistemi biometrici e sviluppando contromisure che, ad esempio, sono in grado di rilevare segni vitali (ad esempio, ammiccamenti o traspirazione), potenziando quindi la sicurezza dei sistemi biometrici.
TABULA RASA ha già trasferito alle aziende il proprio know-how relativamente a cinque di queste contromisure. Sarà proprio questa conoscenza approfondita dei meccanismi di spoofing a consentire alle imprese europee di mantenere la propria leadership attraverso la futura ideazione di sensori biometrici migliorati e a prova di spoofing, in grado di mettere a frutto l’enorme potenziale delle tecnologie biometriche.

L’Università di Cagliari ha partecipato al progetto europeo TABULA RASA con il laboratorio diretto dal Professor Fabio Roli (PRA Lab, http://pralab.diee.unica.it) e con l’unità di ricerca sulle tecnologie biometriche diretta dal Professor Marcialis. I ricercatori cagliaritani hanno sviluppato una nuova tecnologia che impedisce a un malintenzionato di usare un’impronta digitale finta, ad esempio un dito di plastica, per frodare i sistemi di riconoscimento delle impronte digitali che sono oggi utilizzati negli aeroporti e che in un futuro lo saranno nei bancomat. È stato anche sperimentato l’uso combinato del riconoscimento facciale e delle impronte digitali come deterrenza contro i furti d’identità più sofisticati.
Sono in corso collaborazioni con aziende per il trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca e il loro sfruttamento commerciale.

Si prevede che il progetto TABULA RASA crei occupazione nel tessuto delle PMI europee a mano a mano che i risultati verranno integrati in soluzioni commerciali. Emblematico è il caso della KeyLemon, start-up con sede in Svizzera, che ha integrato in un suo prodotto una delle contromisure sviluppate da TABULA RASA per i software di riconoscimento facciale. L’esperienza maturata grazie al progetto TABULA RASA ha aiutato la KeyLemon ad aggiudicarsi un primo investimento da 1,5 milioni di dollari, creando posti di lavoro in azienda. Anche la Morpho (Safran), leader mondiale delle soluzioni biometriche, ha partecipato attivamente al lavoro del consorzio, contribuendo con la propria preziosa esperienza e visione del mercato.

Ryan Heath, portavoce della Commissione Europea responsabile dell’Agenda Digitale e delle relative tecnologie, ha dichiarato: “Molti di noi conservano informazioni personali e confidenziali su smartphone e tablet; dobbiamo quindi avere la tranquillità di poter fare pieno affidamento sugli strumenti biometrici. La Commissione Europea è soddisfatta dei successi sinora conseguiti da TABULA RASA. Ad oggi, nessun altro gruppo di ricerca ha ottenuto risultati tanto ambiziosi su questo fronte”.

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