Oggi a Bruxelles il primo Consiglio Europeo dedicato all’economia digitale. Per l’Agenda digitale italiana un giorno decisivo

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24 ottobre, 2013
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Ha inizio oggi e terminerà domani il primo Consiglio Europeo dedicato all’economia digitale, una conferma istituzionale della centralità che ha rispetto alla crescita e allo sviluppo dell’Europa. Il richiamo del  presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy nella lettera d’invito ai capi di stato e di governo è stato chiaro: “Un mercato digitale unico darebbe veramente un notevole contributo alla crescita e alla creazione di posti di lavoro nei nostri paesi, e sarà di vitale importanza per l’Europa affinché riconquisti una leadership mondiale in questi settori”. 

Parole che trovano conferma in quelle del nostro premier Enrico Letta che, come abbiamo riportato l’altro giorno riguardo al Digital Agenda Annual Forum di Confindustria, in chiusura aveva dichiarato senza mezzi termini, proprio riferendosi al Consiglio Europeo di oggi e domani:  ”una svolta o una tomba, ci giochiamo una partita che può avere effetti terribili ma l’alleanza del governo italiano con la Commissione è forte e verrà fuori: abbiamo intenzione di alzare i toni perché questa è un’occasione irripetibile”.

Quindi non un appuntamento come gli altri per l’Italia che, già sotto lo sguardo attento e sospettoso di Bruxelles per il rientro del deficit, presenterà le strategie del Governo Letta per attuare l’Agenda digitale, a partire dai tre progetti prioritari identificati da Francesco Caio, il nostro Mister Agenda digitale, e che sono: anagrafe unica, identità digitalefatturazione elettronica.

  • L’anagrafe unica, ricordiamolo, coinvolgerà Ministeri, Regioni, Comuni, Istat eccetera e darà piena circolarità del dato anagrafico delle persone fisiche. Attorno ad essa ruoterà un potenziale di servizi erogabili non banale, e – soprattutto – capace di semplificare e velocizzare non poco alcuni processi oggi lenti e farraginosi.
  • L’identità digitale, ovvero il possesso di una password unica per accedere ai servizi dell’amministrazione, che permetta di identificare il cittadino in maniera univoca dal sistema della PA, è la base per puntare a servizi erogati da sistemi interoperabili.
  • Infine, la fatturazione elettronica sarà forse accompagnata dalla nascita di una piattaforma unica per i pagamenti verso la P.A.: i nuovi obblighi dovrebbero generare risparmi per 1,6 miliardi di euro, ai quali si dovrebbero sommare ulteriori 3 miliardi di euro di vantaggi per l’intero Sistema Paese, se la pratica si diffonderà anche solo in un quinto dei rapporti tra imprese. Il processo completo di digitalizzazione del ciclo del pagamento con le Pubbliche Amministrazioni dovrebbe produrre 60 miliardi di euro di risparmi, rendendo la dematerializzazione uno strumento efficace per battere la crisi.

Che dire? Piacerà al Consiglio Europeo lo scheletro immaginato da Caio per sostenere l’opera di digitalizzazione dell’Italia?
Non si tratta certo di un peso piuma…

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