Europarlamento, ok alla tutela della privacy: multe fino al 5% del fatturato mondiale

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  23 ottobre, 2013  |  Nessun commento
23 ottobre, 2013
Plenary session at the European Parliament in Strasbourg

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I social network, la diffusione di smart device e la appificazione della nostra società compromettono, volenti o nolenti, la privacy degli utenti. Se poi ci aggiungiamo lo scandalo del Datagate e le rivelazioni sul programma americano di sorveglianza Prism, diventa ineludibile una revisione delle regole sulla privacy.

Già nell’aria da diverso tempo in quel di Strasburgo, proprio l’altro ieri è stato approvato a larga maggioranza (49 voti a favore, 3 contrari e una astensione) dalla Commissione Libertà pubbliche, Giustizia e Interni dell’Europarlamento (LIBE) il nuovo regolamento sulla protezione dei dati, che dovrebbe arrivare all’approvazione finale entro la legislatura in scadenza nel maggio 2014.
Come ha detto il relatore della Direttiva sulla protezione dei dati, Dimitrios Droutsas, la protezione delle informazioni personali dei cittadini europei è fondamentale e, come ha dichiarato la responsabile Ue per la Giustizia, “da oggi è un affare europeo”.

Dopo questo voto ora tocca agli Stati membri stabilire una posizione comune e avviare le negoziazioni coi Governi nazionali e il Consiglio. L’obiettivo è di concludere un accordo prima delle prossime elezioni europee di maggio 2014. “Potremo così rispondere agli interessi dei cittadini e aggiornare senza altri indugi le regole sulla protezione dei dati”, ha detto il relatore del nuovo regolamento Jan Philipp Albrecht, sottolineando che i leader europei dovranno dare un segnale chiaro in vista del Consiglio europeo del 24-25 ottobre.

Le nuove regole intendono ripristinare un clima di fiducia tra i cittadini  e gli operatori telematici e di Internet che sono in possesso dei loro dati. Una fiducia che, disattesa, potrebbe costare cara: fino a 100 milioni di euro o fino al 5% del fatturato mondiale “indipendentemente dalla grandezza”. Non proprio briciole. Ma vediamo quali sono…

Le nuove regole sulla privacy

Se un paese terzo chiede, per esempio a un motore di ricerca o un social network, di svelare dati personali trattati nella Ue, questa azienda dovrà ricevere il consenso del Garante della protezione dei dati, prima di poter trasmettere l’informazione. L’azienda titolare del trattamento dei dati dovrà inoltre informare anche la persona interessata da tale richiesta.

Inoltre, i dati personali di un cittadino dovranno essere cancellati se questi lo richiede. E non solo: il titolare del trattamento dei dati dovrà girare la richiesta anche a tutti coloro che avessero duplicato quel contenuto.

Per trattare le informazioni personali dei cittadini, le aziende o le organizzazioni che operano in Internet dovranno ricevere l’autorizzazione esplicita della persona interessata, che potrà ritirarla in qualunque momento.

I deputati precisano quindi che “l’esecuzione di un contratto o la fornitura di un servizio non può essere subordinata all’approvazione del trattamento dei dati a carattere personale che non sia strettamente necessaria per il completamento del contratto o del servizio”.

Sono stati fissati anche dei limiti al cosiddetto profiling, l’analisi della situazione economica, professionale, sanitaria e sociale di una persona, che dovrà dare il suo consenso se il profiling è previsto per legge o se è necessario per l’esecuzione di un contratto. Chiunque potrà opporsi a misure di profiling, sottolineano i deputati.

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