L’economia digitale ha le vertigini: giu’ la vecchia IT, su la nuova (smartphone, social media, cloud). Il rapporto Assinform

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19 ottobre, 2013
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I numeri dell’economia digitale sono implacabili, quest’anno più che lo scorso: l’Information Technology italiana è nel pieno della recessione. Quasi 4 miliardi persi dal 2008 ad oggi, ci assesteremo a fine 2013 a 18.215 milioni di euro, con un calo del -4% rispetto al già negativo 2012.

Tutti e tre i segmenti sono in calo: Hardware -9,5%, Software -3,2%, Servizi IT -4,3%. E lo sono tutti i mercati verticali: PA e Sanità oltre il -11%, Commercio, Distribuzione e Servizi a – 5,4%, Industria – 4,7%, Trasporti e Logistica – 4,8%, Telecomunicazioni -2%, le stesse Banche (il maggior spender IT) – 2,1%. Unica piccola luce il Consumer, con un modesto ma incoraggiante +1%.

Eppure siamo diventati onnivori digitali, tablet al +42%, 28 milioni di smartphone che crescono a vista d’occhio, e con essi l’accesso al web, il cloud, e in definitiva l”economia digitale. Il nuovo mondo ancora non colma la crisi del vecchio, ma si espande velocemente con i dieci trend per noi più significativi: Mobile Internet, Social media, Big Data, Internet of Things, Cloud Computing, Automazione della conoscenza, Robotica, 3D Printing, Digital Marketing, E-commerce.

L’economia digitale in senso ampio cresce bene, il PIL digitale è qualcosa come il 3,1% dell’intero PIL nazionale, l’e-commerce cresce del +18% e il Mobile Commerce del +160%. Ma se ci confrontiamo con il resto d’Europa, questi valori sono sempre sotto la media.

Questa la prima fotografia dell’Assintel Report 2013, la ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi IT in Italia effettuata da NEXTVALUE per conto di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Impreseper l’Italia.Lo studio, presentato oggi a Milano a tutti gli Operatori, è stato reso possibile anche grazie al contributo di Aastra, Amadeus, CHG Meridian, Fondo Est, IBM, InfoCamere, Ingenico.

Che cosa vogliamo fare? Questa a caratteri cubitali è la domanda che più ci preme, a noi aziende che facciamo innovazione ma anche a noi cittadini che assistiamo al depauperamento del sistema economico. Non siamo più nel tempo del dire ma in quello del fare, semplicemente perché non c’è più tempo“, questo lo sfogo di Giorgio Rapari, presidente di Assintel e della Commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio.

Le parole della politica ormai sono miraggi dissolti a cui nessuno crede più,come l’agenda digitale che aspetta ancora i decreti attuativi, come la strategia nazionale per l’Innovazione che non arriva, come il credito alle piccole imprese e il sostegno agli investimenti digitali inesistente, o infine il sostegno all’occupazione attraverso la vera riduzione del costo del lavoro. Non per nulla nel Global Competitivenessindex del World Economic Forum, l’Italia è quest’anno scesa al 50° posto: ma è addirittura al 118° posto per l’importanza dell’IT nella visione del Governo e al 130° per la sua promozione fatta – anzi non fatta – dal Governo. Dobbiamo unirci affidandoci alle nostre forze: questa è l’anima del progetto associativo di Assintel. Facciamo squadra, lavoriamo insieme, facciamo network: questo è il richiamo che facciamo ai mille campanili di questa Italia dei campanili, questa è la sollecitazione al fare che lanciamo a tutti coloro che si muovono nel mondo dell’Innovazione“.

Numeri e trend del mercato IT

Chi è carente di immaginazione può continuare a pensare ad una Information Technology connessa a efficienza, a consolidamento, a riduzione di costi, ma gli stakeholder dell’Assintel Report, gli imprenditori, i manager, gli addetti ai lavori che ci seguono, ritengono che sia decisamente il momento di liberare nuove idee e renderle concrete, questo almeno è l’input che riceviamo di continuo“, così Alfredo Gatti, Managing Partner di NEXTVALUE, che ha realizzato la ricerca per conto di Assintel.

Come mostrano i risultati del nostro panel di decisori, per le imprese top e medie l’IT è fondamentale per affrontare l’innovazione: oltre il 40% dei budget IT sono oggi dedicati da queste imprese all’innovazione e alla trasformazione digitale. Perciò anche le aziende dell’Offerta devono operare nuove scelte, affrontare nuove aree di turbolenza ancorché più remunerative, ritrovare quello spirito imprenditoriale un po’ offuscato dagli anni di tanto disagio, imparare a interagire e a collaborare secondo nuovi paradigmi. Il nostro Report propone numeri e indicazioni, in molti ci dicono che sono molto utili per operare delle scelte e sono le scelte che fanno grandi le imprese“.

Un perimetro diverso per un mercato diverso: questa è la grande novità del 2013; l’economia digitale ha stravolto il mercato e le vecchie categorie devono essere integrate. Ecco perché il nuovo mercato IT deve comprendere gli Smartphone, che sono a tutti gli effetti dei PC portatili, le applicazioni Mobile, il Digital Marketing, il Cloud come abilitatore “as a service”: questo mercato allargato vale oggi 24.134 milioni di Euro.

Tuttavia la spesa IT nelle aziende è tutta in contrazione, soprattutto per quelle piccole: -19,7% per le micro imprese, -14,8% per le piccole, -11% per le medio-piccole, -7,4% per le medie imprese. Galleggiano solo quelle medio grandi (-0,5%) e quelle top (-0,3%).

Il budget IT incide sul fatturato meno del 2% per la stragrande maggioranza delle aziende intervistate (69%) e crescono di 8 punti le imprese che hanno budget addirittura inferiori all’1%. La tendenza è quella di spostarsi verso budget IT esterni all’azienda, che incidono per il 54% del totale; la buona notizia è che il 20% di esso è dedicato a nuovi progetti e innovazione, primi fra tutti quelli di Mobile Computing (64%), con un aumento del 48% rispetto allo scorso anno.
La nota positiva arriva dalle aziende Top: per il 13% di esse ci sarà un aumento della spesa IT esterna superiore al 5% nei prossimi 12 mesi.

Infine uno sguardo più nel dettaglio sul Software e sui Servizi, che coprono i 2/3 della spesa complessiva. Per la prima volta il Software cala decisamente a -3,2% (4.145 milioni di euro) in tutte le sue componenti: Software di Sistema (-4,3%), Middleware (-3,8%), Software applicativo (-2,6%), quest’ultima non ancora compensata dalle nuove voci di applicazioni di Digital marketing, social e-commerce, App, Internet of Things e Big Data.

I Servizi continuano la loro decennale ed infelice decrescita (-4,3%), soprattutto a causa della carenza di investimento in nuovi progetti da parte delle PMI e del downpricing delle tariffe professionali. Malissimo la Formazione (-14,2%) e il Process Management (-10,3%), più contenute le perdite per la System Integration (-2,4%) e addirittura un lievissimo segno positivo per la consulenza (+0,7%) e i servizi di Application Management (+2,2%).

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