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Apple: una scommessa a 64 bit

Apple: una scommessa a 64 bit
2 minuti di lettura

Il 22 ottobre prossimo ci sarà un evento targato Apple. La previsione più facile è che l’azienda presenterà l’iPad con processore A7 a 64 bit, il medesimo che si trova nell’iPhone 5S.

Il punto è che questa architettura non è una bella notizia per i produttori PC, che vedono le loro vendite scendere mestamente. E proprio quel processore a 64 bit potrebbe complicare una situazione già poco rosea.

processore a7 iphone

Il processore A7 integra un ipervisore. Per molti è aramaico antico, ma significa un sistema che eseguirà delle macchine virtuali a livello del processore. Anche questo però sembra poco chiaro.

Una “macchina virtuale” è un software che crea un ambiente virtuale capace di eseguire diversi sistemi operativi sulla medesima macchina. Su Mac, c’era un tempo Virtual PC che permetteva di eseguire Windows (che girava su processori Intel) nonostante Apple ricorresse a processori PowerPC. L’ambiente virtuale creato con questo software, era chiuso, indipendente dal resto (ma naturalmente sfruttava RAM, disco rigido e processore del computer), e in esso giravano applicazioni, si creavano e si salvavano documenti…

Un esempio di macchina virtuale disponibile anche oggi per OS X è VirtualBox (una soluzione gratuita).

Torniamo a noi.

Da più parti si chiede che Apple introduca la multiutenza anche sui dispositivi iOS. C’è già su OS X, che ci vuole? A Cupertino non sono in grado di fare un semplice trasloco da “A” a “B”? La risposta potrebbe essere: se non lo hanno fatto ancora, forse non si tratta di un semplice trasloco.

Un processore come l’A7 permetterà ad Apple di creare più ambienti sicuri, dove applicazioni e compiti legati al lavoro, siano non solo protetti, ma separati dal resto delle attività. La critica che i professionisti (e non solo loro in realtà) rivolgono all’iPhone o all’iPad, è che si tratta di dispositivi che non offrono alcun “recinto” per proteggere la propria attività lavorativa, da quella non lavorativa.

La concorrenza questo problema in parte lo ha già affrontato e risolto, ma la concorrenza non è Apple. E la società di Tim Cook ha scelto la sua strada.

Un sistema operativo mobile in grado di supportare la virtualizzazione, con multiutenza e file e applicazioni protette da una cifratura hardware; ambienti di lavoro separati e nascosti, ai quali accedere grazie al sensore Touch ID: suona dannatamente bene. Significa anche avere un motivo in più per scegliere l’iPad, invece che un PC. Certo, alcuni compiti resteranno di pertinenza dei computer, e per molti i tablet non saranno mai altro che tablet. Le persone intanto comprano, e scelgono sempre di meno PC, sempre di più “altro”. E non solo le persone.

Apple questo lo ha capito. Steve Jobs diceva che il computer è un Tir, e le persone che hanno bisogno di un simile mezzo, sono poche. Però, tutti noi abbiamo questo “Tir”, che sfruttiamo poco e male.
Adesso che c’è la possibilità di costruire qualcosa di più adatto alle esigenze degli individui, lo si fa. I dispositivi mobili considerati poco più che “giocattoli”, stanno crescendo, non solo in unità vendute. Ma in potenza, in capacità di lavorare.

Prima ho scritto che l’A7 permetterà, col verbo al futuro. Tutto questo, e molto altro, lo si vedrà solo in iOS 8. Allora il senso di questa mossa (il processore a 64 bit) tacciata di essere “puro marketing”, apparirà più chiara.

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Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

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