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ChatON e WeChat sfidano Whatsapp: la messaggistica istantanea domina. Costi, caratteristiche, confronti, bufale (tipo Whatsapp a pagamento)

ChatON e WeChat sfidano Whatsapp: la messaggistica istantanea domina. Costi, caratteristiche, confronti, bufale (tipo Whatsapp a pagamento)
8 minuti di lettura

Chaton, Wechat, Whatsapp, Skype, Viber, Facebook Messenger e chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno ne viene fuori uno, e del resto ormai siamo tutti completamente schiavi della messaggistica istantanea. Questi sistemi immediati, che di fatto stanno sostituendo in tutto e per tutto i vecchi SMS (con ovvi malcontenti degli operatori telefonici), si arricchiscono continuamente di funzionalità che li rendono praticamente indispensabili per l’utente medio del 2013, ormai smartphone oriented in tutto e per tutto.

Whatsapp: coppie scoppiate, costi, novita’, privacy

Whatsapp è sempre dominante, aldilà di tutti i tentativi – online e non – di destabilizzazione che provengono probabilmente dagli avversari e da chi, come per tutti i leader, rosica: addirittura, ora, ‘accusano’ Whatsapp di rovinare convivenze e matrimoni. Un saccente studio di CyberPsychology e Behaviour Journal ha rivelato infatti che 28 milioni di coppie si sono sciolte a causa dell’applicazione di messaggistica istantanea. Dunque, su 300 milioni di utenti, poco meno del20% ha visto finire il proprio rapporto causa Whatsapp.

Due, le funzioni galeotte di Whatsapp: la possibilità di vedere l’ultimo ingresso (in alto l’orario di accesso) e la conferma di avvenuta lettura (la famigerata seconda ‘spunta’). Secondo lo studio, queste due funzioni creerebbero confusione nella coppia generando gelosia e ansia, che spesso si concretizzano nella fine del rapporto. Considerazione personale: i messaggi fanno uguale, le telefonate anche peggio.

Se però qualcuno ci crede, può tranquillamente disattivare almeno una delle due funzioni, quella relativa all’ultimo ingresso. Per il resto, occhio alle conferme di lettura, il vostro partner si aspetta una risposta e sa che avete letto il suo messaggio. Anche se, in realtà, molti non hanno inserito la funzione e, automaticamente, quando ricevono un messaggio anche senza vederlo parte la doppia spunta (in particolare su iphone).

Passiamo alle cose un po’ più serie, tipo la bufala di Whatsapp diventerà a pagamento per ogni singolo messaggio: come scrive Hoax Slayer, il messaggio che sta circolando è soltanto un falsoWhatsapp non diventerà a pagamento. La compagnia continuerà a chiedere una tariffa di 99 centesimi di dollaro all’anno dopo i primi dodici mesi di utilizzo, ma non ha nessuna intenzione di far pagare i propri utenti per ogni singolo messaggio inviato. Inoltrare il messaggio di avviso che gira in rete non servirà ad altro che a far perdere un po’ di tempo a chi lo invia e a chi lo riceve.

Il messaggio recita così: “Sabato mattina Whatsapp diventerà a pagamento. Se hai almeno dieci contatti mandagli questo messaggio. In questo modo sapranno che sei un utente fedele: il logo della tua app diventerà blu, e l’app resterà gratuita. Altrimenti, Whatsapp costerà 1 centesimo di euro a messaggio. manda questo messaggio a dieci persone: il logo diventerà blu, in caso contrario Whatsapp attiverà il pagamento“. Giusto per non saper ne leggere ne scrivere, WhatsApp ha smentito la bufala con un comunicato sul proprio sito.

Concludendo, richiamiamo le principali caratteristiche di Whatsapp: sistema praticamente perfetto, il cui vantaggio è l’immediatezza, e a mio modo di vedere anche la semplicità di invio di immagini e file mentre per quel che riguarda il vocal messaging, non ha aggiunto molto al core business di Whatsapp che resta composto da testo + immagine.

Whatsapp ha di recente annunciato che verranno introdotti entro la fine del 2013 anche tariffe triennali (2.40 euro) e quadriennali (3.34 euro). Senza abbonarsi, addio messaggi? Non proprio, volendo, c’è il modo per averlo gratis a vita. Come? Il procedimento per continuare ad utilizzare Whatsapp gratis è molto semplice:

  1. Disinstallare Whatsapp dal cellulare;
  2. Trovare (o farsi prestare) un cellulare con un sistema operativo diverso da quello attualmente utilizzato (quindi se avete un cellulare con sistema Windows phone, dovrete procurarvi un iPhone o un cellulare Android);
  3. Scaricare l’applicazione sul nuovo telefono ma registrarsi con il numero di telefono originario;
  4. Uscire dall’account Whatsapp sul cellulare procuratosi e reimpostare Whatsapp sul telefono originario;
  5. Controllare la scadenza e se troverete la scritta “Lifetime” (per tutta la vita) avrete Whatsapp gratis per sempre

Ovvio: se volete mantenere il vosto smartphone, vi tocca pagare. A questo punto però c’è una grossa differenza tra Android e Apple (iOS): se infatti per gli utenti Android sarà necessario pagare per continuare a ‘whatsappare’, per chi usa iOS c’è un metodo, assolutamente legale, per non doversi abbonare. Le nuove tariffe, infatti, saranno applicate soltanto per gli utenti che scaricheranno l’applicazione dopo la loro introduzione. Tradotto: chi acquista oggi a 0.89 euro Whatsapp, potrà utilizzarla gratuitamente per sempre.

WeChat e la sfida a Whatsapp: quale utilizzare su sistema Android?

WeChat è disponibile gratuitamente per Android, iOS, Windows Phone, BlackBerry, Symbian e S40, oltre che in versione web. L’applicazione integra tutte le funzionalità degli analoghi servizi già noti all’utenza italiana, ma ci sono alcune feature innovative ed esclusive. Gli utenti di WeChat possono aggiungere amici tramite la scansione dei QR Codecollegando i profili Facebook o attivando le funzioni di geo-localizzazione. È possibile comunicare con i propri contatti one-to-one oppure all’interno della propria rete sociale attraverso la funzione Momenti.

Non solo: è anche possibile seguire i canali di gruppi o personaggi famosi (Messi il primo), e tra le altre funzioni disponibili ci sono i messaggi vocali, in stile TalkBox, le chat di gruppo fino a 40 partecipanti, agita e cerca intono a te (per carcare e chattare con persone vicine oppure che ancora non si conoscono) e, ad esempio, Bottiglie alla deriva, tramite la quale l’utente registra un messaggio vocale o testuale e un’altra persona può rispondere o rigettare la bottiglia in mare.

WeChat, quindi, è una buona alternativa a Whatsapp: ma qual’è meglio? Quali sono le differenze? E in particolar modo su sistema Android, qual’è meglio installare? Prima considerazione: nel dubbio tra Whatsapp o Wechat, anzitutto, entra in gioco la popolarità: quanti amici usano una app anziché un’altra?

Nello scegliere non si può negare che, al di là del servizio, il puro e semplice fatto che gli altri con cui vogliamo messaggiare utilizzino Whatsapp, anziché Wechat, rappresenta uno scoglio non da poco per l’installazione di quest’ultimo. E in Italia, in merito alla popolarità, non esistono dubbi: WeChat cresce ma Whatsapp continua a dominare.

Però, quando ci si chiede quale scegliere tra Whatsapp o WeChat per il proprio smartphone entra in gioco anche il fattore videochiamate, offerto da WeChat, che rappresenta forse il più grande punto a favore di quest’ultimo. Wechat offre anche contenuti social particolari (vedi sopra), tuttavia la funzione delle videochiamate appare al momento di gran lunga la più importante.

La ‘mise’ di Whatsapp, soprattutto su Android, è esteticamente eccezionale, WeChat molto meno. Ma è anche a livello di utilizzo che WeChat perde, visto che dispone di una pagina principale da cui accedere alle chat, una pagina di contatti in cui è possibile gestire le connessioni e una pagina social che ha più di 4 opzioni. Su Whatsapp è tutto li, nell’unica pagina a vista. Meno confusione, più immediatezza.

Qualcuno potrebbe obiettare “ma WeChat è forte sui video, sui messaggi audio, sulle foto, sulle emoticon“. Vero, ma trattando un po’ di tutto si rischia di perdere il senso finale che Whatsapp ha centrato, l’istantaneità del messaggio. Peraltro WeChat necessita di un percorso un po’ lungo: scelta del nome utente, collegamento al profilo di questo o quel social network, eccSu Whatsapp, il tutto avviene in automatico.

WeChat, però, è molto più forte da un punto di vista poli-funzionale: si possono inviare foto in simultanea, messaggi vocali, tenere video-chat, conversare in modalità walkie-talkie. Su Whatsapp no. WeChat ha anche una modalità brillante per l’accesso alle singole chat e per il trasferimento di file tramite il browser. Diciamo che WeChat è più “pc-oriented”, Whatsapp molto più “smartphone-oriented”.

La sfida di ChatON

Il terzo incomodo si chiama Samsung ChatON, anche perché è un servizio di serie destinato all’utenza Samsung. In due anni, ChatON è riuscito ad oltrepassare i 100 milioni di utenti diventando pian piano un concorrente di Whatsapp e WeChat. Particolarità di ChatON è il supporto: l’applicazione mobile è disponibile non solo per Android ma anche per Bada, Apple iOS, Windows Phone e soprattutto la versione web consente di poter utilizzare la webchat da qualsiasi pc con Linux, Windows o Mac.

Con ChatON, peraltro, è possibile gestire gruppi di chat con messaggi broadcast, messaggi animati, foto, video, suoni, informazioni sul luogo, contatti e calendario. Non solo: per ogni gruppo di chat è possibile visualizzare tutti i messaggi inviati e ricevuti compresi i video. Gratuita e senza pubblicità, Samsung ChatON è già preinstallata nei nuovi device Samsung sia con Android che Bada e Microsoft Phone.

 

Samsung ChatON versione web

 

L’ultima versione di ChatON, la 3.0.533, è caratterizzata da una nuova grafica, più in stile piatto ed Holo, proprio in linea con le direttive di Google riguardo l’interfaccia delle applicazioni. Oltre la UI, vi sono stati dei miglioramenti generali che includono l’introduzione di nuove funzioni, come quella di poter cambiare lo sfondo nel proprio Profilo dell’app semplicemente tenendovi premuto in uno spazio vuoto, di caricare foto, video e località via PostON, e condividere news da LIVEpartner con i propri contatti. Inoltre sembra esserci stato un fix del problema del recapito in tempo reale dei messaggi, dunque ora dovrebbe funzionare tutto molto meglio. Ora che sapete, potete scegliere. Alla prossima puntata…

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