Facebook costruisce una citta’ per i suoi dipendenti: si chiamera’ Anton Menlo

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  8 ottobre, 2013  |  Nessun commento
8 ottobre, 2013
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Il campus di Facebook a Menlo Park, così come altri della Silicon Valley, deve essere così pieno di comfort e servizi che i suoi dipendenti non sentiranno mai il bisogno di tornare a casa… La novità è che ora lo potranno fare. Questa settimana, infatti, il social network ha detto che sta lavorando per costruire, a poca distanza dagli uffici, una comunità alloggio da 394 unità. Il progetto, che dovrebbe svilupparsi su 630.000 metri quadrati e costare 120 milioni di dollari, comprenderà tutto, dal bar dello sport alla toelettatura per cani. Realizzato con lo studio St. Anton Partners di San Francisco, il modello ospiterà il 10% degli impiegati e 15 abitazioni saranno concesse a inquilini esterni con un basso reddito.
Si chiamerà Anton Menlo.

Anche nella Silicon Valley, dove le aziende tecnologiche fanno a gara per attirare a sé gli ingegneri migliori a suon di benefit e uffici che assomigliano a parchi giochi per adulti, il piano di Facebook apre nuovi orizzonti: garantire un’abitazione ai propri dipendenti, dove è difficilissimo trovare casa e i prezzi sono letteralmente alle stelle.
“Il progetto non è stato pensato per fidelizzare i dipendenti”, ha detto un portavoce di Facebook. “Siamo certamente felici di avere più possibilità di alloggio e più vicine al campus, ma crediamo che le persone lavorino in Facebook perché quello che fanno è gratificante e perché credono nella mission della società”. Inoltre trovare casa nella Silicon Valley è molto difficile e i prezzi sono alle stelle.

Da un lato il Facebook Plan ricorda le cosiddette company town a cavallo del ventesimo secolo, dove gli operai americani vivevano in comunità iper organizzate di proprietà del datore di lavoro in cui avevano praticamente tutto: dall’alloggio all’assistenza sanitaria, dalla polizia al padre confessore. Il lavoratore si trovava così completamente immerso nella realtà lavorativa e proprio per questo scomparvero.

Dall’altro la Silicon Valley “è per molti aspetti l’antitesi della città-società”, come ha detto Ajay Agrawal, un professore dell’Università di Toronto. “Oggi nel settore della tecnologia i dipendenti si sentono meno legati alla  comunità e più alla posizione geografica e all’azienda per cui lavorano. Preferiscono passare da un’azienda all’altra e confrontarsi con persone al di fuori del loro gruppo di appartenenza“. Il rovescio della medaglia è che l’azienda investirà di meno sulla qualità di vita e sullo sviluppo dei suoi dipendenti.

I piani di Facebook sono ben lontani dalle company town minerarie di un secolo fa: i dipendenti di Facebook non devono lavorare lì per tutta la vita e tra l’altro il complesso potrà ospitare fino al 10% dei dipendenti di Menlo Park. Allo stesso tempo crea attorno al dipendente una comunità di appartenenza in cui è incoraggiato a socializzare e condividere idee.
Come dice il professore Ajay Agrawal, “ci può essere insomma una via di mezzo ottimale tra la company town e la Silicon Valley in cui tutti si muovono da un’azienda all’altra”.

Tra servizi di trasporto, di lavanderia e pulitura a secco, parrucchieri, corsi di lavorazione del legno, manutenzione della  bici… insomma, i dipendenti di Facebook non si devono preoccupare di nulla.
Lauryn Hale , laureatasi alla Business School di Harvard e assunta in Facebook nel 2010, ha detto che tutti questi servizi producono un po’ di stress al di là della giornata lavorativa permettendole così di pensare in modo più creativo. La cosa che preferisce? Fare un “incontro-camminata ” con un collega ma solo dopo essersi presa un frozen yogurt in gelateria.

Ma che strano!!!

via WSJ

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