Twitter sempre piu’ vicina a Wall Street: obiettivo 1 miliardo di dollari. I numeri della societa’ dichiarati alla Sec

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  7 ottobre, 2013  |  Nessun commento
7 ottobre, 2013
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Avrà come ticker Twtr e l’Offerta Pubblica Iniziale sarà di 1 miliardo di dollari: stiamo parlando di Twitter, che dopo l’annuncio del settembre scorso ha presentato pubblicamente il prospetto per la quotazione in Borsa. Al di là degli aspetti finanziari, la presentazione alla Sec del modulo S-1 è stata per lo più l’occasione di accedere finalmente a dati che fino ad ora sono rimasti riservati.

Fondamentalmente dal primo tweet di Jack Dorsey del 21 marzo 2006 il sito di microblogging ne ha fatta di strada. E non solo in termini di numero account, ricavi e guadagni… se pensiamo che il 2 maggio 2011 l’assalto al compound di Osama Bin Laden è stato twittato ore prima che fosse data la notizia dai media tradizionali e che il presidente americano Barack Obama ha annunciato pubblicamente la vittoria alle elezioni del 2012 con un tweet visto circa 25 milioni di volte con l’indimenticabile immagine dell’abbraccio con la moglie Michelle.
Ugualmente l’Ipo di Twitter, come la società stessa ha dichiarato, sarà low profile, proprio per evitare l’insuccesso clamoroso che registrò quella del suo più acerrimo concorrente Facebook.

I numeri di Twitter

Come dicevamo la presentazione della documentazione alla Sec per la quotazione in Borsa è stata l’occasione per vedere quali sono realmente i numeri di Twitter.
Gli utenti attivi sono in media al mese 218,3 milioni.  I tre quarti dei suoi utenti accedono a Twitter dal proprio dispositivo mobile, contro il 66% dell’anno precedente. Solo il 33% degli utenti attivi è negli Stati Uniti, contro il 77% nel resto del mondo. I maggiori guadagni provengono proprio dagli account americani: i ricavi al di fuori degli Usa rappresentano infatti solo il 25% di quellitotali.

La società nel 2012 ha chiuso con ricavi per 317 milioni di dollari e una perdita di 79 milioni di dollari. Nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi si sono attestati a 253 milioni di dollari e il rosso a 69 milioni di dollari.
L’85% dei ricavi arriva dalla pubblicità. Il 65% dei ricavi pubblicitari arriva dal mobile nei tre mesi che si sono chiusi il 30 giugno.

A dimostrazione del costante impegno per migliorare il servizio di microblogging, la voce più alta nel lato delle spese è quella relativa alla ricerca (119 milioni nel 2012 e già 111 nei primi sei mesi del 2013).

L’amministratore delegato di Twitter, Dick Costolo, ha una quota dell’1,6% della società. Il co-fondatore Evan Williams ha il 12%, mentre il presidente e co-fondatore Jack Dorsey ha il 4,9%. A curare l’ipo di Twitter sono Goldman Sachs, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Bank of America Merrill Lynch e Deutsche Bank. Un ruolo nella quotazione l’avranno anche Allen & Co e CODE Advisors.

La quotazione in borsa

Nonostante la lettura dei numeri non possa che essere positiva, c’è chi sostiene che questa quotazione non è detto sarà un successo. Si legge su Panorama che “da una prospettiva economico-finanziaria, è vero che la società ha chiuso il 2012 con ricavi pari a 317 milioni di dollari e una perdita di 79, mentre il 2013 è iniziato con un avanzo di 253 e un disavanzo di 69, ma l’incognita di Twitter non sono gli utili quanto gli utenti”.

Business Insider ha infatti pubblicato un grafico secondo cui negli Stati Uniti solo il 18% degli internauti ha un profilo Twitter, e che la maggior parte degli utenti (quelli attivi sono circa 215 milioni al mese) lo usa solo per cercare notizie, quindi non tanto come social network ma piuttosto come fonte di informazione.

 

Potrà essere anche vero, ma intanto il titolo della società statunitense Tweeter Home Entertainment Group il cui ticker Twtrq, è stato scambiato dai trader con quello di Twitter, è balzato da meno di 1 centesimo fino a 13 centesimi prima di assestarsi attorno ai 5 centesimi, con un aumento del 523%.
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