Lasciate ogni speranza voi che votate: il sistema operativo del M5S non e’ una piattaforma di e-democracy

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  5 ottobre, 2013  |  Nessun commento
5 ottobre, 2013
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Sistema operativo o piatattaforma web? Chissà, magari nessuno delle due oppure entrambe: a seconda del periodo, c’è un po’ di confusione alla voce e-democracy e Movimento 5 Stelle, almeno a giudicare dalle ultime evoluzioni apparse sul blog di Beppe Grillo relativamente alla democrazia diretta.

Ripercorriamo le tappe e vediamo di capirci qualcosa? In principio, il leader del M5S aveva fatto sapere che entro il mese di settembre (ormai finito…) sarebbe stata disponibile “l’applicazione per la discussione da parte degli iscritti delle proposte di legge dei nostri parlamentari” sul sito del Movimento.

Poi, la retromarcia e l’incazzatura (di default) contro i giornalisti di parte che lamentavano il ritardo sulle operazioni della piattaforma web di e-democracy che non è ancora pronta, a quanto pare. “‘Allora… a quando il portale che chiede la base?’. ‘A quando la piattaforma, ci dovete una risposta! Sono anni che aspettiamo’. ‘Democrazia diretta solo a parole, date alle persone la possibilità di scegliere come avete promesso!’. Queste tiritere da giornalista pidimenoellino sono uno dei tormentoni della politica italiana”, ha scrittoil Beppe Nazionale in un nuovo post. “Delle due l’una, o sono scemi, o sono orbi. Il sistema operativo del Movimento è in costruzione da due anni. Ad oggi sono quasi 90mila gli iscritti certificati nel data base, quasi raddoppiati in un anno”.

Un attimo, facciamo chiarezza per non confonderci. Chi aveva fatto l’annuncio sulla democrazia diretta solo due settimane fa, Topo Gigio? La notizia sul rinvio di altri 3-4 mesi della piattaforma di cui diversi parlamentari lamentano i ritardi esiste, è fondata, e non si sindaca su quello che c’è già (il sistema operativo) ma su quello che si era detto ci sarebbe stato (la piattaforma di democrazia diretta).

Piattaforma, sistema o portale? Che confusione…

Siccome qui si parla di e-government e di miglioramento della vita dei cittadini, lasciando da parte mere questioni politiche che non interessano, analizziamo anche l’assaggio che lo stesso Beppe Grillo ha dato del sistema, mostrando sul suo blog una prima schermata.

Si tratta di un assaggio di quello che il leader del Movimento 5 Stelle definisce non portale, non piattaforma ma “sistema operativo” del M5s. Un’idea che si delinea quindi non strutturale, cioè non come un servizio per i cittadini e i rappresentanti, ma infrastrutturale per il Movimento.

Di fatto, per semplificare l’idea, è come un sistema operativo permette a un computer o uno smartphone di funzionare. E la “suite” di funzionalità sembra nascere proprio per essere declinata su più strumenti di fruizione, dai computer ai tablet.

M5SOS reloaded

Descritto dallo stesso Grillo sul suo blog, il sistema operativo del Movimento 5 Stelle, acronimo M5OS, permette di disporre di applicazioni online gratuite (“non dovete pagare due euro ogni volta che votate“, è l’incipit che richiama il costo per le primarie del centrosinistra…) che sono:

1. Scelta candidati per le elezioni politiche (utilizzata per le Parlamentarie)
2. Scelta portavoce regionale, o comunale per capoluoghi di provincia (utilizzata per le regionali in Lombardia e per le comunali a Roma)
3. Scelta candidato carica pubblica nazionale (es. presidente Repubblica, Authority, presidente del Senato, ecc) utlizzata per le Presidenziali
4. Decisione immediata su temi di interesse nazionale o del MoVimento (utlilizzata per la valutazione del comportamento di due parlamentari del M5S)
5. Discussione proposta di legge parlamentare (in futuro anche regionale) con gli iscritti (in beta test ad alcuni parlamentari)
6. Creazione di banchetti sul territorio nazionale per eventi specifici con Foursquare
7. Invio mail da parte delle liste M5S certificate agli aderenti sul territorio a livello comunale e regionale (utilizzate regolarmente da molte liste)
8. Forum di discussione pubblico su temi locali
9. Forum privato di condivisione delle attività comunali e regionali da parte dei consiglieri eletti
10. Raccolta fondi (utilizzata per le elezioni politiche)
11. Invio Sms/mail a tutta la popolazione degli iscritti in occasioni di importanza nazionale (utilizzata in varie occasioni)
12. Kit di promozione digitale e fisica per gli attivisti su un tema specifico (utilizzata per le elezioni politiche)

Un sistema che insomma incorpora gli strumenti digitali già testati dal M5s nel corso degli anni, che finora non aveva trovato una sintesi. E che per questo aveva suscitato qualche polemica. Infatti Grillo, dopo l’incipit polemico, chiude con un’altra frecciata ai giornalisti “pdmenoellini” che da tempo lamentano la mancanza di una spina dorsale digitale di un Movimento che come dice Gianroberto Casaleggio, “senza internet non sarebbe esistito“.

Dice Grillo in un ps dei suoi: “Giornalisti rassegnatevi, una piattaforma non ve la daremo mai. Nel frattempo studiate. applicatevi, portalizzatevi!“. Forse perché, quando si parla di democrazia diretta, la collettività si aspetta qualcosa di semplice e immediato. Tanto che, giusto per citare uno dei tanti commenti dei frequentatori delusi, “…deve nascere una piattaforma unica e semplice dove anche mia nonna sia in grado di fare le sue scelte, cosa attualmente lontana anni luce“. Amen.

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