Francia vs Amazon: l’Assemblea nazionale approva una legge a difesa delle librerie

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  5 ottobre, 2013  |  Nessun commento
5 ottobre, 2013
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La Francia pare proprio non avere alcuna intenzione di abdicare allo strapotere dei colossi del web. Il paese della rivoluzione francese può forse accettare abusi di potere e disuguaglianze di qualsiasi genere?
Dopo aver promosso il mini-vertice per tassare i big del digitale e ottenuto da Google un fondo di 60 milioni di euro a sostegno dell’editoria on line, ora è la volta di Amazon, o meglio, di tutti gli operatori che vendono libri online e che fanno concorrenza sleale alle librerie offrendo la spedizione gratuita… quindi Amazon.

Una norma del 1981 impone infatti di vendere i libri a un prezzo fisso, su cui i distributori possono applicare al massimo un 5% di sconto. L’Assemblea nazionale giovedì scorso ha approvato un emendamento a questa legge che vieterebbe ad Amazon di aggiungere al 5% di sconto anche la spedizione gratuita.

Il primato che notoriamente la Francia riserva alla cultura e a qualsiasi sua espressione unito al tipico orgoglioso nazionalismo d’oltralpe, hanno decretato il successo bipartisan della proposta - manca infatti solo l’approvazione del Senato, praticamente scontata, e poi il provvedimento sarà legge –  ma solleva inevitabilmente anche diverse considerazioni sulla correttezza di questo “interventismo”, che in fin dei conti colpisce il consumatore finale.

E Amazon lo sa… Ha rilasciato infatti un comunicato piuttosto duro nel quale si pone a difesa dei consumatori e dei piccoli editori per cui la vendita on line può rappresentare invece una parte importante della loro attività: “Ogni provvedimento che porta ad aumentare il prezzo del libro per prima cosa penalizza il potere d’acquisto dei francesi – si legge nella nota - e poi crea una discriminazione per il consumatore su Internet”.

Il colosso di Seattle se la dovrà vedere però con l’agguerrita Aurélie Filippetti, Ministro della cultura francese, che ha già dimostrato in più occasioni di non apprezzare una certa spregiudicatezza fiscale dei big del settore. Basti questa affermazione a Bezos per capire contro chi dovrà difendere le sue politiche commerciali.

La Francia proteggerà il tessuto sociale delle librerie dai giganti americani.

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