Libri digitali, c’e’ il decreto: tutte le linee guida degli ebook (in colpevole ritardo)

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1 ottobre, 2013
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Delle due l’una: i libri digitali sono un passaggio obbligato oppure nel passaggio dalla carta al digitale non interessa uniformarsi all’Europa e un mondo che non è tecnologico ma semplicemente evoluto. Chiediamo ovviamente aiuto all’amico Michele Vianello, che sul tema si è sempre dimostrato molto ‘caldo’, mentre prendiamo spunto dalla firma del decreto ministeriale sui libri digitali.

Il ministro Maria Chiara Carrozza, infatti, ha messo definitivamente nero su bianco il decreto ufficiale che sancisce tempi e modi del passaggio dalla carta all’e-book: l’introduzione, come sappiamo, avverrà solamente dall’anno scolastico 2014-15 (meglio tardi che mai? No: è già troppo tardi…).

Leggi il testo ufficiale del decreto!

L’unica vera novità utile, quindi è che i libri digitali verranno introdotti gradualmente a partire dal prossimo anno scolastico e porteranno anche un cambiamento dei tetti di spesa per i testi, con un risparmio immediato del 10% per le famiglie degli alunni che frequenteranno le classi prime, della secondaria di primo grado e le prime e le terze, della secondaria di secondo grado. Resta pertanto una specie di mistero (della fede…) il posticipo di qualcosa che non solo è propedeutico all’istruzione europea ma è anche vitale per le vessate tasche degli italiani.

Linee guida

Va beh, andiamo avanti. Il decreto sui libri digitali contiene, nel suo allegato, anche linee guida sul libro del futuro che dovrà essere fruibile su tutti i supporti digitali. Il decreto, infatti, pone dei precisi paletti per le caratteristiche degli e-book.

I libri di testo dovranno continuare a essere conformi alle indicazioni nazionali, dovranno offrire un’esposizione autorevole degli argomenti, organizzare contenuti complessi in un percorso narrativo efficace attraverso infografiche, animazioni, tabelle, contenuti audio e video.

I software utilizzati, inoltre, dovranno essere aperti e interoperabili, fruibili con la stessa qualità, cioè, su tutti i supporti elettronici, dai computer ai tablet, in commercio per lasciare libertà di scelta alle famiglie e ai docenti nell’acquisto. I dati raccolti eventualmente attraverso le piattaforme di fruizione dovranno essere gestiti secondo le normative sulla privacy.

Sono consapevole dell’importanza di questo passaggio storico al libro digitale - sono le parole di Maria Chiara Carrozza -. Probabilmente il modo di apprendere cambierà molto. Ma non deve cambiare la nostra attenzione ai contenuti, alla qualità degli apprendimenti e alle pari opportunità per tutti gli studenti italiani. Credo che il libro digitale possa rappresentare una grande opportunità di crescita e progresso per la nostra scuola se sarà vissuto in modo aperto e progressivo da tutti gli attori del sistema scolastico“.

Di sicuro lo sarà. Anche perché, rispetto agli obiettivi dell’ormai perso nella notte  decreto crescita 2.0, sembra evidente quanto prioritaria sia una consapevolezza digitale che nasca dai nostri figli, coloro i quali non hanno rimasugli cartacei da difendere.

Leggi il testo ufficiale del decreto!

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