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Mondo invaso da app, privacy a rischio: i Garanti per la privacy adottano la Dichiarazione di Varsavia

Mondo invaso da app, privacy a rischio: i Garanti per la privacy adottano la Dichiarazione di Varsavia
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Alle app che invadono la nostra vita i Garanti per la protezione della privacy di tutto il mondo hanno dedicato la “Dichiarazione di Varsavia”, un vero e proprio piano per l’educazione digitale. Si è conclusa giovedì scorso, dopo 3 giorni di lavori e con l’adozione di ben otto Risoluzioni,  la 35ma Conferenza internazionale sulla privacy che ha visto riunite nella capitale polacca le Autorità garanti per la protezione dei dati di tutto il mondo.

In particolare i rappresentanti delle autorità per la privacy hanno discusso della appificazione della società e delle sfide derivanti dall’utilizzazione crescente di applicazioni per dispositivi mobili e degli approcci possibili a tali sfide. Come abbiamo già scritto, si sta parlando sempre più anche della cosiddetta app economy, particolarmente florida in Europa.

Le troviamo negli smartphone e nei tablet, sulle auto, in casa e fuori casa: sono sempre più numerosi gli oggetti che dispongono di interfacce-utente connesse ad Internet. … Le app facilitano e vivacizzano molte delle attività che svolgiamo giornalmente; allo stesso tempo, le app raccolgono anche una grande mole di informazioni personali. Tutto ciò permette un monitoraggio digitale permanente, mentre gli utenti spesso non ne hanno consapevolezza né ne conoscono i fini ultimi, inizia così la Dichiarazione di Varsavia.

Tutto questo, ovviamente, crea problemi di riservatezza a cui non possono sottrarsi le Autorità Garanti che, “anche se la responsabilità di tutelare la privacy degli utenti compete in primo luogo ai soggetti operanti nel settore delle app”, lavoreranno per promuovere la consapevolezza in materia, applicheranno le norme e dopo un periodo di osservazione decideranno il da farsi nel prossimo appuntamento mondiale a Mauritius.

La Conferenza ha adottato inoltre una risoluzione che impegna i governi a promuovere  l’educazione digitale di tutti i cittadini, senza distinzione di età, esperienza o ruolo rivestito. Il programma fissa cinque principi:

  • assicurare una protezione particolare ai minori nel mondo digitale;
  • garantire una formazione permanente sulla tecnologia digitale;
  • raggiungere un giusto equilibrio tra opportunità e rischi presenti nella tecnologia digitale;
  • promuovere il rispetto degli utenti;
  • diffondere un pensiero critico sull’uso delle nuove tecnologie.

A sostegno di questi principi i Garanti dei diversi continenti hanno individuato anche quattro obiettivi operativi:

  • promuovere, nell’ambito dei programmi di alfabetizzazione digitale, una educazione sulla privacy;
  • giocare un ruolo nella “formazione dei formatori” in materia di protezione dei dati personali;
  • sviluppare settori particolarmente innovativi, specialmente nel campo della “privacy by design”;
  • formulare raccomandazioni e buone pratiche sull’uso delle nuove tecnologie a favore di genitori, insegnanti, minori, aziende.

Le altre Risoluzioni hanno riguardato una serie di importanti questioni: la necessità che imprese e governi assicurino la massima trasparenza nel trattamento dei dati dei cittadini; l’esigenza che l’attività di profilazione si basi su una preliminare valutazione di impatto-privacy, garantisca trasparenza agli interessati e ponga particolare attenzione alla tutela dei minori; l’attenzione da porre ai rischi legati più in generale al ricorso crescente al tracciamento della navigazione sul web (web tracking), che deve essere reso più trasparente ed ispirarsi ai principi detti di “privacy by design”; l’obiettivo di pervenire ad un maggiore coordinamento tre le Autorità per aumentare l’efficacia delle attività di enforcement; la necessità di adottare un piano strategico di azione per il biennio 2014-2015 finalizzato innanzitutto alla creazione di una rete globale di regolatori; la necessità di un accordo internazionale vincolante che salvaguardi i diritti umani attraverso un corretto equilibrio tra sicurezza, interessi economici e libertà di espressione.

 

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