Dal dire al fare

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  28 settembre, 2013  |  Nessun commento
28 settembre, 2013
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E’ passata una settimana dal Premio Egov 2013 e gli spunti offerti dai protagonisti di quella splendida giornata mi permettono di tornare sul tema del ‘fare senza bisogno di permessi‘ o, come dicono i dotti:
innovation without permission‘!

L’aspetto più evidente, ancora una volta, è stato quello del ‘timing’, ovvero della velocità con la quale i territori anticipano ciò che stenta a diventare prassi con l’ausilio della legislazione nazionale.

I progetti presentati (non solo quelli premiati) hanno dimostrato che l’innovazione avanza più velocemente della politica e delle sue liturgie. In periferia si fanno le cose perchè, probabilmente, c’è più prossimità ai bisogni e più empatia con i cittadini.

Il vero dramma, purtroppo, è che i vari decreti (… del fare …) rimangono alla fine solo del ‘dire‘, ovvero inattuati in parte o completamente, monchi o addirittura veri e propri libri dei sogni che rimandano a successivi decreti attuativi, regolamenti, linee guida o ulteriori leggi di riordino dell’intera materia.

E’ un po’ quello che sta succedendo con l’Agenda Digitale ma, non solo. Ad ulteriore conferma di questa sterile prassi che spesso mi permetto di etichettare come ‘cosmetica normativa‘, possiamo ora aggiungere il recentissimo decreto del Ministro Carrozza intitolato: ‘Decreto sui Libri Digitali‘ che, invece di prendere atto di uno switch-off ormai in atto, si inerpica in termini e concetti dilatori che, di fatto, rendono del tutto sterile l’intervento:

- si raccomanda

- ove possibile

- si consiglia

- potrà essere adottata

- favorire

- dovrebbero

Si, avete letto bene, e son tutti termini inseriti in un decreto legge, dunque privi di obbligatorietà e, fra l’altro, privi di lungimiranza sul tema dei formati degli eBook e dell’interoperabilità fra gli stessi.

Dunque, ammirando le istituzioni scolastiche che senza attendere simili provvedimenti hanno già avviato lo switch-off al digitale, plaudendo poi ai piccoli comuni che senza bisogno di leggi nazionali hanno già liberato il WiFi, aperto ai dati pubblici e favorito forme di governo partecipato , esaltando ancora le ASL o i consorzi delle stesse che già hanno dematerializzato le cartelle cliniche e unificato i CUP, imitando infine tutti gli enti e soprattutto gli innovatori che dentro gli stessi non hanno atteso i permessi, possiamo dire che la parola magica è, e rimane: SWITCH-OFF! Ovvero fare senza guardarsi indietro e senza aspettare i permessi.

Chi innova prende atto del presente, guarda al futuro e non si volta indietro. La politica e i suoi attori, invece, continuano a recitare una liturgia stonata che difficilmente i cittadini saranno disposti ad ascoltare ancora a lungo.

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