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Dal dire al fare

Dal dire al fare
2 minuti di lettura

E’ passata una settimana dal Premio Egov 2013 e gli spunti offerti dai protagonisti di quella splendida giornata mi permettono di tornare sul tema del ‘fare senza bisogno di permessi‘ o, come dicono i dotti:
innovation without permission‘!

L’aspetto più evidente, ancora una volta, è stato quello del ‘timing’, ovvero della velocità con la quale i territori anticipano ciò che stenta a diventare prassi con l’ausilio della legislazione nazionale.

I progetti presentati (non solo quelli premiati) hanno dimostrato che l’innovazione avanza più velocemente della politica e delle sue liturgie. In periferia si fanno le cose perchè, probabilmente, c’è più prossimità ai bisogni e più empatia con i cittadini.

Il vero dramma, purtroppo, è che i vari decreti (… del fare …) rimangono alla fine solo del ‘dire‘, ovvero inattuati in parte o completamente, monchi o addirittura veri e propri libri dei sogni che rimandano a successivi decreti attuativi, regolamenti, linee guida o ulteriori leggi di riordino dell’intera materia.

E’ un po’ quello che sta succedendo con l’Agenda Digitale ma, non solo. Ad ulteriore conferma di questa sterile prassi che spesso mi permetto di etichettare come ‘cosmetica normativa‘, possiamo ora aggiungere il recentissimo decreto del Ministro Carrozza intitolato: ‘Decreto sui Libri Digitali‘ che, invece di prendere atto di uno switch-off ormai in atto, si inerpica in termini e concetti dilatori che, di fatto, rendono del tutto sterile l’intervento:

– si raccomanda

– ove possibile

– si consiglia

– potrà essere adottata

– favorire

– dovrebbero

Si, avete letto bene, e son tutti termini inseriti in un decreto legge, dunque privi di obbligatorietà e, fra l’altro, privi di lungimiranza sul tema dei formati degli eBook e dell’interoperabilità fra gli stessi.

Dunque, ammirando le istituzioni scolastiche che senza attendere simili provvedimenti hanno già avviato lo switch-off al digitale, plaudendo poi ai piccoli comuni che senza bisogno di leggi nazionali hanno già liberato il WiFi, aperto ai dati pubblici e favorito forme di governo partecipato , esaltando ancora le ASL o i consorzi delle stesse che già hanno dematerializzato le cartelle cliniche e unificato i CUP, imitando infine tutti gli enti e soprattutto gli innovatori che dentro gli stessi non hanno atteso i permessi, possiamo dire che la parola magica è, e rimane: SWITCH-OFF! Ovvero fare senza guardarsi indietro e senza aspettare i permessi.

Chi innova prende atto del presente, guarda al futuro e non si volta indietro. La politica e i suoi attori, invece, continuano a recitare una liturgia stonata che difficilmente i cittadini saranno disposti ad ascoltare ancora a lungo.

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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