In Francia al via il fondo finanziato da Google per sostenere l’editoria nella transizione al digitale

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  23 settembre, 2013  |  Nessun commento
23 settembre, 2013
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La vertenza carta stampata-informazione on line è sentito ovunque, non solo in Italia, semplicemente perché esiste davvero: concretamente le società e i gruppi editoriali devono re-inventarsi per poter convivere – nella migliore delle ipotesi fruttuosamente – con il digitale. E mentre in Italia si chiede l’istituzione di un fondo pubblico, la Francia incassa un fondo di 60 milioni su tre anni finanziato direttamente da Google: dal 19 settembre è attivo infatti l’accordo che gli editori francesi e Google hanno firmato all’Eliseo il primo febbraio scorso per l’utilizzo, ritenuto illecito, degli articoli prodotti da giornali e siti d’informazione d’Oltralpe da parte del motore di ricerca di Mountain View.

Il Fonds pour l’Innovation Numérique de la Presse, il cui fine è quello di sostenere lo sviluppo dell’informazione online, finanzierà quei progetti ritenuti innovativi nel traghettare la stampa verso il digitale. Testate giornalistiche cartacee e on line (588 le aziende editoriali riconosciute) entro il 10 ottobre potranno presentare il loro progetto a patto che sia avviato dal 1° gennaio 2013 e ottenere fino a un massimo di 2 milioni di euro ciascuno, naturalmente se saranno ritenuti meritevoli dal consiglio di amministrazione del Fondo che li dovrà giudicare entro il 17 ottobre.
Il cda è composto da sette persone: due presidenti a rotazione, ossia Natahlie Collin (editori) e l’italiano Carlo d’Asaro Biondo (Google), due rappresentanti della stampa (Marc Feuillée del Figaro e Francis Morel del gruppo Les Echos) e tre esterni (Stéphane Ramezi, Marie-Christine Levet e Mats Carduner). Il direttore generale del Fondo sarà Ludovic Blecher (ex di Libération).

Visto il momento di difficoltà per la stampa non a torto il presidente francese Hollande dopo la firma aveva dichiarato: “Si tratta di un avvenimento di portata mondiale. È un bene per la stampa, per gli utenti di Internet, per Google. La Francia è fiera di avere promosso un accordo senza precedenti”.  D’accordo il presidente di Google Schmidt che aveva definito la firma “un passo storico nell’interesse del popolo francese”.

E non solo del popolo francese visto che per 60 milioni di euro – una cifra più che abbordabile per il colosso di Mountain View - Google diventa il partner privilegiato degli editori francesi, oltre che nella loro transizione al web, anche nel campo della raccolta pubblicitaria.

Sarà interessante vedere se e come il precedente francese troverà applicazione negli altri paesi europei, uniti contro Google sia per lo “sfruttamento delle opere editoriali” sia per la privacy policy. Il 13 dicembre scorso Big G ha siglato un accordo analogo in Belgio (da 5 milioni), mentre il Governo tedesco ha presentato in Parlamento un progetto di legge finalizzato a imporre una remunerazione. Insomma, è molto probabile che il “modello francese” venga presto adottato anche in Germania, Italia e Svizzera.

 

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