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In Francia al via il fondo finanziato da Google per sostenere l’editoria nella transizione al digitale

In Francia al via il fondo finanziato da Google per sostenere l’editoria nella transizione al digitale
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La vertenza carta stampata-informazione on line è sentito ovunque, non solo in Italia, semplicemente perché esiste davvero: concretamente le società e i gruppi editoriali devono re-inventarsi per poter convivere – nella migliore delle ipotesi fruttuosamente – con il digitale. E mentre in Italia si chiede l’istituzione di un fondo pubblico, la Francia incassa un fondo di 60 milioni su tre anni finanziato direttamente da Google: dal 19 settembre è attivo infatti l’accordo che gli editori francesi e Google hanno firmato all’Eliseo il primo febbraio scorso per l’utilizzo, ritenuto illecito, degli articoli prodotti da giornali e siti d’informazione d’Oltralpe da parte del motore di ricerca di Mountain View.

Il Fonds pour l’Innovation Numérique de la Presse, il cui fine è quello di sostenere lo sviluppo dell’informazione online, finanzierà quei progetti ritenuti innovativi nel traghettare la stampa verso il digitale. Testate giornalistiche cartacee e on line (588 le aziende editoriali riconosciute) entro il 10 ottobre potranno presentare il loro progetto a patto che sia avviato dal 1° gennaio 2013 e ottenere fino a un massimo di 2 milioni di euro ciascuno, naturalmente se saranno ritenuti meritevoli dal consiglio di amministrazione del Fondo che li dovrà giudicare entro il 17 ottobre.
Il cda è composto da sette persone: due presidenti a rotazione, ossia Natahlie Collin (editori) e l’italiano Carlo d’Asaro Biondo (Google), due rappresentanti della stampa (Marc Feuillée del Figaro e Francis Morel del gruppo Les Echos) e tre esterni (Stéphane Ramezi, Marie-Christine Levet e Mats Carduner). Il direttore generale del Fondo sarà Ludovic Blecher (ex di Libération).

Visto il momento di difficoltà per la stampa non a torto il presidente francese Hollande dopo la firma aveva dichiarato: “Si tratta di un avvenimento di portata mondiale. È un bene per la stampa, per gli utenti di Internet, per Google. La Francia è fiera di avere promosso un accordo senza precedenti”.  D’accordo il presidente di Google Schmidt che aveva definito la firma “un passo storico nell’interesse del popolo francese”.

E non solo del popolo francese visto che per 60 milioni di euro – una cifra più che abbordabile per il colosso di Mountain View – Google diventa il partner privilegiato degli editori francesi, oltre che nella loro transizione al web, anche nel campo della raccolta pubblicitaria.

Sarà interessante vedere se e come il precedente francese troverà applicazione negli altri paesi europei, uniti contro Google sia per lo “sfruttamento delle opere editoriali” sia per la privacy policy. Il 13 dicembre scorso Big G ha siglato un accordo analogo in Belgio (da 5 milioni), mentre il Governo tedesco ha presentato in Parlamento un progetto di legge finalizzato a imporre una remunerazione. Insomma, è molto probabile che il “modello francese” venga presto adottato anche in Germania, Italia e Svizzera.

 

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