Premio EGOV 2013: un giovedi’ da leoni…

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  18 settembre, 2013  |  Nessun commento
18 settembre, 2013
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Mentre assieme agli altri componenti della commissione procedevo alla valutazione dei progetti candidati al Premio eGov 2013, riflettevo anche sui luoghi comuni che circondano ancora il settore pubblico e su quanta indifferenza ci sia intorno a chi ha a cuore il patrimonio collettivo, ovvero il bene pubblico.

Non siamo un paese che si ama e amiamo poco ciò che esula dall’ambito privatistico ma, per fortuna, molti colletti bianchi che operano quotidianamente nella Pubblica Amministrazione si ostinano ancora nel cercare un allineamento, quasi impossibile, con gli altri paesi europei per offrire servizi che siano in linea con l’evoluzione delle tecnologie e degli stili di vita dei cittadini. Ed è per questo che li stimo e mi dispiace un sacco non poterli premiare tutti.

Dunque domani, giovedì, premieremo i più meritevoli? Non lo so, forse sì, forse in parte, forse solo quelli che sono riusciti realmente ad emozionarci. Ma dovevamo fare delle scelte e le scelte non sono mai facili.

In un momento in cui le risorse sono scarse e sono scarsissimi i riconoscimenti per chi si dà da fare oltre i compiti assegnati, so bene che ogni premio può essere una gratificazione che spinge ed incita ad andare avanti, a perseverare oltre quel ruolo di innovatore che nessuno ci assegna e che quasi mai ci viene riconosciuto.

I singoli territori brulicano di dipendenti pubblici che ben interpretano il ruolo di ‘public servant’ e spesso fra quest’ultimi si annidano gli innovatori veri, quelli che non si accontentano di servire ma vogliono anche migliorare, evolvere, semplificare.

Molti di loro non hanno ruolo, altri sono capo progetto, altri ancora sono semplici ma puntigliosi esecutori di processi innovativi che spesso migliorano la vita di tutti i giorni a cittadini che si sentono vessati, incompresi e spesso respinti da una Pubblica Amministrazione vecchia, sorda e boriosa.

Non nascondiamoci però, basta la colpa e l’onta di un singolo che, mai come nel Pubblico Impiego, tutto il settore viene gettato immediatamente nel fango e le conseguenze diventano catastrofiche.

Dunque l’innovatore pubblico si muove sul filo del rasoio. Scarso riconoscimento, rischi altissimi, nessuna enfasi e diffidenza che fa coppia con un retropensiero che, in Italia, ha radici profonde e schiere di paladini in ogni settore della società.

A Riccione molti di questi innovatori portano le loro sfide in un momento in cui non ci sono più risorse per gli investimenti e le poche economie disponibili vengono quasi sempre destinate all’ordinaria amministrazione. E allora vengono al Premio eGov perché sanno che l’Agenda Digitale di questo paese non si fa con i proclami e con i decreti ma si fa con i progetti veri che vengono dalla periferia, quelli concreti, tangibili che tutti i giorni aggiungono un tassello alla modernizzazione della macchina pubblica.

Loro portano progetti che spesso sono frutto di anni di ostinazione, tenacia e rischio. Spesso devono costruirli da soli, trovare i finanziamenti, comunicarli e marketizzarli, persuadere i politici a metterci il cappello e, mentre fanno tutto questo, difendersi dai detrattori e, soprattutto dagli invidiosi

Ripeto, avremmo voluto premiarli tutti ma abbiamo dovuto fare delle scelte dolorosissime. Abbiamo scelto non tanto sulla qualità ma soprattutto sull’abilità nel comunicare bene un progetto (ahimè quanto poco tempo si dedica alla comunicazione nel settore pubblico) e soprattutto sulla capacità di dimostrare indicatori di efficacia reali.

E qui devo ammettere che siamo ancora distanti da ciò che dovrebbe essere prassi comune, ovvero usare parametri e indicatori utili a capire se il progetto ha una sua ragione d’essere o è solo frutto di intuizione e mi riferisco a:

a) Analisi dei fabbisogni

b) Analisi dei costi per la collettività

c) Analisi dei benefici indotti

Sarà dunque un giovedì da leoni? Non lo so, ma spero tanto di si perché, al netto di vincitori e vinti, ciò che conta è stare assieme, contaminarsi, emulare e soprattutto credere ancora che il bene comune è la base solida sulla quale costruire un paese più moderno e più democratico.

Dimenticavo l’hashtag per quelli che domani saranno a Riccione durante il convegno finale: #premioegov2013

 

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