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Premio EGOV 2013: un giovedi’ da leoni…

Premio EGOV 2013: un giovedi’ da leoni…
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Mentre assieme agli altri componenti della commissione procedevo alla valutazione dei progetti candidati al Premio eGov 2013, riflettevo anche sui luoghi comuni che circondano ancora il settore pubblico e su quanta indifferenza ci sia intorno a chi ha a cuore il patrimonio collettivo, ovvero il bene pubblico.

Non siamo un paese che si ama e amiamo poco ciò che esula dall’ambito privatistico ma, per fortuna, molti colletti bianchi che operano quotidianamente nella Pubblica Amministrazione si ostinano ancora nel cercare un allineamento, quasi impossibile, con gli altri paesi europei per offrire servizi che siano in linea con l’evoluzione delle tecnologie e degli stili di vita dei cittadini. Ed è per questo che li stimo e mi dispiace un sacco non poterli premiare tutti.

Dunque domani, giovedì, premieremo i più meritevoli? Non lo so, forse sì, forse in parte, forse solo quelli che sono riusciti realmente ad emozionarci. Ma dovevamo fare delle scelte e le scelte non sono mai facili.

In un momento in cui le risorse sono scarse e sono scarsissimi i riconoscimenti per chi si dà da fare oltre i compiti assegnati, so bene che ogni premio può essere una gratificazione che spinge ed incita ad andare avanti, a perseverare oltre quel ruolo di innovatore che nessuno ci assegna e che quasi mai ci viene riconosciuto.

I singoli territori brulicano di dipendenti pubblici che ben interpretano il ruolo di ‘public servant’ e spesso fra quest’ultimi si annidano gli innovatori veri, quelli che non si accontentano di servire ma vogliono anche migliorare, evolvere, semplificare.

Molti di loro non hanno ruolo, altri sono capo progetto, altri ancora sono semplici ma puntigliosi esecutori di processi innovativi che spesso migliorano la vita di tutti i giorni a cittadini che si sentono vessati, incompresi e spesso respinti da una Pubblica Amministrazione vecchia, sorda e boriosa.

Non nascondiamoci però, basta la colpa e l’onta di un singolo che, mai come nel Pubblico Impiego, tutto il settore viene gettato immediatamente nel fango e le conseguenze diventano catastrofiche.

Dunque l’innovatore pubblico si muove sul filo del rasoio. Scarso riconoscimento, rischi altissimi, nessuna enfasi e diffidenza che fa coppia con un retropensiero che, in Italia, ha radici profonde e schiere di paladini in ogni settore della società.

A Riccione molti di questi innovatori portano le loro sfide in un momento in cui non ci sono più risorse per gli investimenti e le poche economie disponibili vengono quasi sempre destinate all’ordinaria amministrazione. E allora vengono al Premio eGov perché sanno che l’Agenda Digitale di questo paese non si fa con i proclami e con i decreti ma si fa con i progetti veri che vengono dalla periferia, quelli concreti, tangibili che tutti i giorni aggiungono un tassello alla modernizzazione della macchina pubblica.

Loro portano progetti che spesso sono frutto di anni di ostinazione, tenacia e rischio. Spesso devono costruirli da soli, trovare i finanziamenti, comunicarli e marketizzarli, persuadere i politici a metterci il cappello e, mentre fanno tutto questo, difendersi dai detrattori e, soprattutto dagli invidiosi

Ripeto, avremmo voluto premiarli tutti ma abbiamo dovuto fare delle scelte dolorosissime. Abbiamo scelto non tanto sulla qualità ma soprattutto sull’abilità nel comunicare bene un progetto (ahimè quanto poco tempo si dedica alla comunicazione nel settore pubblico) e soprattutto sulla capacità di dimostrare indicatori di efficacia reali.

E qui devo ammettere che siamo ancora distanti da ciò che dovrebbe essere prassi comune, ovvero usare parametri e indicatori utili a capire se il progetto ha una sua ragione d’essere o è solo frutto di intuizione e mi riferisco a:

a) Analisi dei fabbisogni

b) Analisi dei costi per la collettività

c) Analisi dei benefici indotti

Sarà dunque un giovedì da leoni? Non lo so, ma spero tanto di si perché, al netto di vincitori e vinti, ciò che conta è stare assieme, contaminarsi, emulare e soprattutto credere ancora che il bene comune è la base solida sulla quale costruire un paese più moderno e più democratico.

Dimenticavo l’hashtag per quelli che domani saranno a Riccione durante il convegno finale: #premioegov2013

 

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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