Agenda Digitale, il Digital Champion Caio cavalca l’anagrafe dei residenti. Tutto qui?

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  9 settembre, 2013  |  Nessun commento
9 settembre, 2013
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Tra Digital Champions, agenda digitale che non si vede (e non c’è neanche, giusto per essere chiari), libri digitali posticipati vita natural durante e banda larga da penultimi in Europa, che le priorità siano solo tre ci fa molto felici. Del resto se lo dice Mister Digitale, Francesco Caio, scelto proprio da Enrico Letta come consigliere del futuro digitale italiano, ci sarà da credergli.

E’ del resto nella nuova veste – si legge in una nota diffusa dal Govero – che Caio ha incontrato, lo scorso 5 settembre a Bruxelles, la vice presidente della Commissione Europea e commissario europeo per l’Agenda digitale, Neelie Kroes. Caio ha quindi ufficialmente sostituito il dg dell’Agenzia per l’Italia digitale, Agostino Ragosa, che ha ricoperto l’incarico dallo scorso 2 maggio fino ad oggi.

C’è una cosa che ho imparato da quando gestisco le aziende ed è un principio che ho sempre ben presente. I ‘se’ li lascio ai filosofi“: l’incipit è interessante perché noi pionieri dei se e dei ma siamo francamente stufi. Ci piacerebbe tantissimo avere dei ‘si fa’ e dei ‘si procede’. Quindi?

Si deve cambiare marcia – ha detto Caio -. Ci si deve dare delle priorità. Ed è quello che stiamo facendo”. Il problema è la strategia, attualmente inesistente: ad esempio, come sostiene anche Caio, la spinta sul web 2.0 sarebbe “vitale per la crescita del Paese e della sua economia“.

Fin qui, però, nulla di nuovo. “L’incontro con la commissaria Kroes è andato bene per tutta una serie di motivi. Primo fra tutti il fatto che è da occasioni come queste che ci si rende conto di come non ci sia solo un’Europa che si irrigidisce attorno ai vincoli di bilancio. C’è anche un’Europa che pensa in termini progettuali. Un’Europa che vede veramente nell’implementazione dei servizi digitali una condizione essenziale per favorire l’innovazione e le imprese. C’è poi un altro aspetto sul quale mi ritengo personalmente molto soddisfatto”.

Ma l’Italia, in tal senso, come intende muoversi? Il decreto crescita 2.0 ha un senso di esistere nell’ottica dell’agenda digitale? Gli italiani è questo che si chiedono…“La commissaria Kroes ha condiviso l’impostazione che abbiamo voluto dare alla nostra agenda digitale, per la cui attuazione abbiamo deciso di procedere puntando su alcune priorità, che sono state condivise e apprezzate”.

Ok, priorità. Sentiamole. In primis “l’anagrafe dei residenti. È stato firmato il Dpcm quadro che ora attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Questo permetterà di far partire una pianificazione di dettaglio da parte del gruppo di lavoro interessato composto da ministero degli Interni, Sogei, Agenzia Digitale, Istat, Comuni e Regioni. Forse non se ne coglie subito la portata, ma rappresenta le fondamenta della costruzione digitale della PA che può dare una vera accelerazione al Paese”.

A parte che di anagrafe unica o dei residenti si parla da almeno 5 anni, aspettiamo e speriamo. Puntualizzando – senza polemica alcuna – che le altre priorità (e ce ne sarebbero almeno una cinquantina) non le scorgiamo. Sarà mica che il motivo è che probabilmente non sono priorità?

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