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Roaming si o roaming no, il problema c’e’ eccome. L’Europa sogna il mercato unico delle telecomunicazioni, ma…

Roaming si o roaming no, il problema c’e’ eccome. L’Europa sogna il mercato unico delle telecomunicazioni, ma…
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Roaming no, roaming si, anzi no: chissà se il tip tap è finito, ma da quanto lasciato trapelare in ultima istanza dalla Commissione Europea, il progetto Telecom Single Market, una sorta di vero e proprio mercato unico europeo delle telecomunicazioni, va avanti e il prossimo 10 settembre sarà ufficialmente presentato a livello regolamentare.

Lo ha confermato Neelie Kroes, commissaria Ue all’agenda digitale, attraverso il suo portavoce. Inutile dire che sarebbe una manna dal cielo per tutti i cittadini, ma gli operatori? “Abbiamo sempre in programma di liberarci del roaming, è sempre stata la nostra intenzione sin dal 2010 eliminare i costi extra associati con il roaming e questa resta la nostra intenzione“, ha assicurato il portavoce Ryan Heath.

Tra gli scopi della proposta, come anticipato, oltre alla realizzazione di un vero e proprio mercato unico europeo delle telecomunicazioni, anche quelli di aumentare la competitività nell’offerta dei servizi a banda larga, la semplificazione tariffaria, lo stop al blocco dei servizi e l’eliminazione del roaming per le chiamate all’estero, il famigerato (e carissimo) roaming internazionale che peraltro ha fatto le fortune anche di Skype (oggi compie 10 anni, auguri!!), utilizzato da tantissimi all’estero sia verso i fissi che verso i cellulari visto che si risparmiano decine e decine di euro.

La precisazione del portavoce della Kroes è arrivata dopo che sembrava ci fosse stato un passo indietro verso il roaming zero, a seguito delle ovvie proteste degli operatori telefonici europei, Orange a Telecom Italia in primis. Il testo originale della proposta prevede una riduzione del 90 per cento le tariffe internazionali per traffico voce e dati sui principali dispositivi mobile.

Non solo: la proposta contiene un’ulteriore riduzione di 3 centesimi di euro al minuto dall’estate del 2014, mentre il costo per singolo megabyte di traffico dati sarebbe sceso di altri 1,5 centesimi di euro dall’attuale limite di 15 centesimi.

Quel che in ogni caso bisogna tenere presente è che i costi di roaming sono un reale ostacolo allo sviluppo dell’economia digitale, seppur la diatriba tra chi vorrebbe azzerarli (e i produttori di smartphone ne sarebbero felici) e chi no (gli operatori telefonici) finirà per condizionare la legge conclusiva.

Il dato di fatto è che oggi i cittadini europei sono invitati a usare sempre di più gli smartphone, ma quando si passa la frontiera tutti disattivano la funzione 3g – roaming, affidandosi a sporadici wifi liberi: nel 2013, quindi, a livello di comunicazione siamo al protezionismo totale!!

Navigatore satellitari, social network, sistemi di home banking, musica in streaming, Skype, Whatsapp, YouTube: senza Internet non funzionano e, oggi, almeno il 90% di chi va all’estero disattiva la funzione ‘dati’ per l’incubo del salasso che arriverà al rientro. Cambiare questo, ovviamente, porterebbe immediati vantaggi. Ma sarà possibile?

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