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Pubblica amministrazione tra fordismo e agenda digitale: e’ ora di delegificare!

Pubblica amministrazione tra fordismo e agenda digitale: e’ ora di delegificare!
1 minuti di lettura

Continuo a ritenere che l’organizzazione della pubblica Amministrazione sia improntata al fordismo. Anzi, la pubblica amministrazione italiana è l’ultima espressione del fordismo: continuo anche ritenere che l’agenda digitale per quanto avanzata possa essere rimarrà inapplicata che se non si delegificano e non si cambiano i modelli organizzativi della pubblica amministrazione.

L’architettura dei software gestionali nella pubblica amministrazione, è plasmata secondo la struttura organizzativa “fordista”, riproducendo e codificando la separatezza tra i diversi settori. In questo modo i software non aiutano il sistema ad esprimere organicità, non godono delle necessarie integrazioni.

Ogni forma di integrazione sembra impossibile, o è enormemente difficoltosa nella sua realizzazione poiché incontra ostacoli burocratici (la resistenza di chi difende la titolarità e il primato del “suo” software, la proprietà del “suo” database) o strutturali (software progettati secondo logiche diverse). Un server, secondo questo schema, è il luogo dove si sommano e non si integrano le diverse componenti della rete informatica dell’Ente.

Provate a confrontare questo processo, i suoi tempi, i suoi riti, le sue regole, la sua “verticalità”, l’autolegittimazione di ogni parte della sua struttura (indipendentemente dall’importanza effettiva che oggettivamente dovrebbe assumere) con la logica della novecentesca catena di montaggio, con la cultura fordista, con il taylorismo.

Non stiamo assistendo a un bel tuffo nel passato? Siamo a ben prima della cultura organizzativa della “qualità totale”.” Nei prossimi giorni pubblicherò un ebook “Una scommessa da vincere” dove affronterò questo ed altri problemi. A presto!!!! Naturalmente raccomando di comprare il mio libro “Smart Cities-Gestire la complessità urbana nell’era di Internet”.

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Foto del profilo di Michele Vianello
Ex Direttore Generale di VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, imprime una forte impronta di innovazione IT nel territorio veneziano e veneto, sperimentando e attuando, a favore della crescita tecnologica e della competitività delle imprese, modelli avanzati di sviluppo gestionale e organizzativo “Enterprise 2.0”, nuove modalità di marketing “Web 2.0”, le più avanzate soluzioni tecnologiche e piattaforme di eccellenza. La sua carriera politica ha inizio nel 1997 come Vice Sindaco nella sua città natale: Venezia. Deputato della Repubblica dal 2001 al 2005, rientra a Venezia, braccio destro del Sindaco Cacciari alla guida della città lagunare, fino a ottobre 2009. In quattro anni promuove un cambiamento radicale nell’organizzazione della macchina comunale e nell’interazione tra PA e cittadini, con l’adozione delle filosofie gestionali “Web 2.0” e “Amministrare 2.0”. E’ ideatore delle politiche del Comune di Venezia in materia di banda larga e connettività wi-fi: con il progetto “Cittadinanza digitale” ha reso Venezia la prima città d’Italia completamente digitale, con connessione Internet wi-fi gratuita per tutti i residenti nelle piazze, biblioteche e uffici pubblici; con il portale “Venice Connected”, che intermedia decine di migliaia di ordini, ha contribuito ad innovare la gestione dei flussi turistici della città. Numerose le relazioni, gli scritti e le interviste di natura specialistica rilasciate su riviste e quotidiani. Nel 2010 pubblica il libro “VE 2.0. Cittadini e libertà di accesso alla rete” edito da Marsilio Editori. Ad aprile 2010 è stato insignito del prestigioso premio nazionale “La città dei cittadini – Cineca Award 2010”, quale personalità che si è più distinta in Italia nello sviluppo di progetti che favoriscono la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web.

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