Mi piace o non mi piace, “this is the question”, almeno su Facebook!

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  26 agosto, 2013  |  Nessun commento
26 agosto, 2013
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E’ oramai un po’ di tempo che si sente parlare del tasto “non mi piace” per il Facebook, social network blu più popolare al mondo, l’introduzione del quale genera qualche dubbio circa la sua generale necessità. D’altronde Facebook non smette mai di far parlare di sè, o no?

In effetti logica e democrazia vogliono che tanto quanto un’idea possa piacere, così possa non essere gradita. E perchè non condividere anche le disapprovazioni? Bisognerebbe riformulare l’intero concetto di condivisione presente ora su Facebook per valutarlo in funzione di un “no”, a prescindere da chi lo pronuncia e dal perchè. Bisognerebbe riflettere su come un utente possa reagire di fronte alla possibilità di sottoporre le proprie scelte anche al giudizio negativo, perchè tra dire e fare c’è sempre il mare, allora tutti i bei concetti sull’indipendenza dal giudizio altrui perdono gravità quando ci si sente troppo vulnerabili.

Il sociologo Enrico Finzi, che conduce ricerche e studi sulla felicità, si è chiesto quali effetti potrebbe generare l’introduzione del “dislike” da un punto di vista social/sociale, dichiarando a Lettera43.it:  «temo che la possibilità di esprimere giudizi negativi possa dare vita a orribili piccole vendette, che potrebbero trasformare il sito in un’orgia di micro aggressività e stupide rese dei conti». Il sociologo, in particolar modo, teme che la tendenza ad esprimere giudizi in maniera semplicistica e superficiale possa condurre a forme di cyberbullismo basato su spicciole riflessioni e prese di posizione per opposizione.

Dovremmo, a prescindere dal mi piace o non mi piace presenti o assenti quali siano, riflettere su quanto profonde e sensate siano realmente tutte le parole espresse quotidianamente da centinaia di utenti, parole che per qualcuno sono estemporanee constatazioni di poco conto e che per altre possono risultare veri e propri macigni che si abbattono sulle poche certezze che si hanno. Si è parlato di introdurre il dislike su Facebook accompagnandolo alla possibilità di esprimere il perchè del non gradimento, intendendolo come uno strumento per esprimere dettagliatamente il proprio dissenso. Ma staremo a vedere nei prossimi mesi.

Questo microscopico cambiamento, l’introduzione di un piccolo tasto potrebbe avere un’influenza con dimensioni non altrettanto piccole. Allora ci viene da pensare alle 10 P che si ripetevamo agli amici da piccoli, quando dicevano cose che ritenevamo abbastanza “sceme”: Prima Pensa, Poi Parla, Perchè Parole Poco Pensate Portano Pena.

 

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