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Linkedin guarda ai giovani: accesso ai giovanissimi e University Pages

Scritto da:     Tags:      Data di inserimento:  22 agosto, 2013  |  Nessun commento
22 agosto, 2013
linkedin

Linkedin decisamente sta pensando ai giovani. Troppi barbogia nella sua rete? Un modo per aumentare adesioni traffico e popolarità? O l’intenzione lodevole di far conoscere il mondo del lavoro a chi ancora non ne ha uno? Chissà… Certo è che il social network dedicato ai professionisti si apre anche a loro: infatti è stata abbassata da 18 a 13 anni l’età minima per aderire al servizio.

La novità, che sarà effettiva dal 12 settembre, consentirà anche ai giovanissimi di aprire un account, dotato di impostazioni predefinite con meno dati personali visibili pubblicamente e link in evidenza per le informazioni di sicurezza. Anche le richieste di supporto saranno trattate separatamente.

Il dottor Bernie Hogan dell’Oxford Internet Institute, si legge nell’articolo della BBC, ha detto che la novità potrebbe aiutare i ragazzi “a distinguere tra il profilo pubblico che vogliono mostrare al mondo del lavoro e il profilo personale che condividono su Facebook con  gli amici e la famiglia” . Dopo essersi detto contrario alla pratica dei datori di lavoro di fare selezione andando a vedere i profili su Facebook perché il rischio di discriminazione è molto alto, il dottor Hogan ha anche ammesso che i ragazzi possono diventare un fastidio per i 225 milioni di membri di LinkedIn, se lo usassero per giocare o creare profili con nomi falsi. Del resto “non puoi essere impiegato sotto falso nome”.

Ma non è solo questa la novità che Linkedin dedica al mondo dei giovani. Infatti ora anche le università potranno aprire una loro pagina, in cui far conoscere la loro offerta formativa – quindi aumentare il numero di iscrizioni – e comunicare direttamente con gli studenti. Nasce senz’altro come strumento di marketing per gli atenei – e per il social network stesso che così potrebbe ampliare il suo pubblico – ma potrebbe essere anche l’occasione per i giovani di fare una scelta più consapevole anche in funzione delle richieste del mercato del lavoro.

Sono già più di 200 gli atenei che hanno aperto la loro pagina pubblica, tra cui New York University, University of California San Diego,Fundação Getúlio Vargas, University of Michigan, Villanova, Rochester Institute of Technology, University of Illinois, ma purtroppo ancora mancano all’appello i più grandi atenei italiani.

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