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Agenda digitale: la Commissione contesta il metodo utilizzato dall’AGCOM per regolare i prezzi dei servizi a banda larga

Agenda digitale: la Commissione contesta il metodo utilizzato dall’AGCOM per regolare i prezzi dei servizi a banda larga
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L’AGCOM intende modificare i prezzi attualmente applicati per l’accesso a banda larga all’ingrosso ma la Commissione europea, ritenendo che tali modifiche possano incidere negativamente sulla capacità degli operatori di pianificare e decidere in merito ai prezzi da applicare in Italia, ha fatto ricorso al meccanismo di riesame dell’UE.

La Commissione, in particolare, ritiene che la recente decisione dell’AGCOM di fissare i prezzi per il 2013 sulla base della precedente analisi di mercato sia in contraddizione con la dichiarazione, rilasciata nell’ottobre 2012, in cui l’Autorità affermava che i nuovi prezzi sarebbero stati basati sulla nuova indagine di mercato. Tale decisione è ancora più sorprendente, si legge nella nota, se si considera che l’AGCOM ha sottoposto a consultazione in parallelo i risultati delle sue nuove analisi di mercato, avviate già nel settembre 2012. Poiché i prezzi di accesso dovrebbero riflettere i più recenti dati sui costi, la Commissione ritiene che l’AGCOM avrebbe dovuto fissarli sulla base della sua analisi di mercato completa più recente e affidabile. Nei prossimi tre mesi la Commissione, in stretta collaborazione con il BEREC, discuterà con l’AGCOM le modifiche da apportare alla proposta in questione.

La Commissione, prosegue la nota, intende garantire l’adozione di approcci normativi che siano trasparenti e in grado di assicurare condizioni di pianificazione prevedibili e stabili agli operatori del mercato, la cui attività sarebbe fortemente ostacolata dall’impossibilità di pianificare in anticipo i prezzi da offrire ai clienti. In particolare, considerata la linea di condotta che l’AGCOM aveva annunciato di voler perseguire, tutti gli operatori del mercato in Italia si aspettavano che eventuali modifiche ai prezzi di accesso all’ingrosso per il 2013 sarebbero state basate esclusivamente su un’analisi completa dei mercati della banda larga effettuata alla luce delle più recenti informazioni.

La Vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes, responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato

Scegliendo di adottare un approccio diverso da quello annunciato l’anno scorso per la fissazione dei prezzi di accesso sui mercati della banda larga italiani, l’AGCOM pregiudica la certezza normativa necessaria a tutti gli operatori economici, che hanno diritto a usufruire di condizioni paritarie.

A norma dell’articolo 7 della nuova direttiva quadro sulle telecomunicazioni, le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni sono tenute a notificare alla Commissione, all’Organismo dei regolatori europei per le comunicazioni elettroniche (BEREC) e alle autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni degli altri Stati membri le misure che intendono adottare per ovviare all’assenza di un’effettiva concorrenza sui mercati in questione.

In base alle nuove competenze previste dall’articolo 7 bis della direttiva quadro sulle telecomunicazioni, la Commissione può adottare ulteriori misure di armonizzazione sotto forma di raccomandazioni o decisioni (vincolanti) qualora, nel lungo periodo, persistano divergenze nelle modalità di regolamentazione utilizzate dagli organismi regolatori nazionali dell’UE, comprese le misure correttive.

I servizi di accesso a banda larga all’ingrosso (il cosiddetto accesso disaggregato alla rete locale e l’accesso bitstream) interessati dalla proposta consentono agli operatori alternativi di utilizzare parte della rete di un operatore dominante (in questo caso, la rete di Telecom Italia) per fornire servizi al dettaglio agli utenti finali.

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