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La posta elettronica ammazza il fax: nella PA solo mail e basta carta. Ma non chiamiamola rivoluzione

La posta elettronica ammazza il fax: nella PA solo mail e basta carta. Ma non chiamiamola rivoluzione
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Solo posta elettronica, rigorosamente certificata (PEC) e basta fax. Per sempre. Esultano i puristi del digitale, per la fine di un’epoca che, in realtà, era già passata da un pezzo e noi che guardiamo avanti possiamo al massimo accontentarci di abbozzare un sorriso ma non certo parlare di rivoluzione.

E’ forse rivoluzionario mandarsi una posta elettronica? Secondo la PA evidentemente si: ci è voluto un apposito emendamento nel decreto del fare per sancire che in tutti gli uffici pubblici il fax scompare e le comunicazioni dovranno avvenire soltanto per via telematica, attraverso l’email.

L’emendamento ammazza-fax (anche sul nome ci sentiremmo di aprire un dibattito ma glissiamo), anticipato dalla chiara dichiarazione di intenti da parte del senatore democratico Francesco Russo, era stato addirittura bocciato alla Camera mentre il Senato lo ha approvato.

Ergo, obiettivo raggiunto: il fax non sarà più lo strumento principe della Pubblica Amministrazione, lasciando così spazio a strumenti più nuovi, più efficienti, meno onerosi ed in linea con le esigenze digitali del giorno d’oggi. Strumenti che però esistono da almeno un decennio, ahinoi.

Abbiamo sconfitto il fax: l’emendamento‪ ‎ammazza-fax‬ ripresentato al Senato assieme alla collega De Monte (dopo che la Camera lo aveva bocciato) è stato, finalmente, approvato. Per alcuni potrà sembrare una cosa di poco conto, una banalità. Ma credetemi, è una grande vittoria anche culturale: uno Stato efficiente, infatti, necessita di strumenti all’avanguardia. E d’ora in poi, in Italia, le comunicazioni all’interno della PA dovranno avvenire solo per via digitale

Il commento del senatore Russo, al quale comunque va dato merito di essersi applicato affinché la posta elettronica diventasse l’unico strumento di comunicazione all’interno delle PA (a proposito, ma tra imprese e PA come funzionerà? Qualcuno ce lo spiega?), arriva al termine di una serie infinita di decreti e contro-decreti, di temporeggiamenti e gradualità, di prese di posizione e difesa del cartaceo.

Diciamo che, per vedere il bicchiere mezzo pieno (sempre che la legge venga rispettata), c’è la concreta possibilità di risparmiare e ridurre gli sprechi. Nella PA italiana infatti si consumano ancora 11 milioni di tonnellate di carta l’anno e gran parte di questa, inutile, rappresenta soltanto l’ultima onda del culto nazionale per le scartoffie.

Trentadue fogli di carta ogni giorno, in media, vengono usati in ogni ufficio pubblico italiano: pare che, con questa legge, si arriverà a risparmiare circa 6 miliardi di euro. Averli spesi negli ultimi 8-10 anni resta un grande mistero, ma è meglio guardare avanti sperando che questo emendamento sulla posta elettronica dia linfa anche alla vera scrittura di un’agenda digitale che allo stato attuale non esiste.

Altro che ammazzare il fax o la macchina da scrivere: quella che dobbiamo ammazzare è l’idea – retrograda – di non essere pronti per strumenti già pronti da una vita. Come la posta elettronica, il cloud, i libri digitali, il wifi. Solo allora sarà rivoluzione. Anzi, sarà civiltà.

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