L’applicazione delle norme sulla trasparenza

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  29 luglio, 2013  |  2 Commenti
29 luglio, 2013
trasparenza

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Il termine per l’adozione del Piano per la trasparenza è da ritenere fissato al 31 gennaio 2014. E’ quanto ci dicono la delibera n. 50/2013 della CIVIT “Linee guida per l’aggiornamento del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016” e la  circolare n. 2 dello scorso 19 luglio del Dipartimento della Funzione Pubblica “DLgs n. 33/2013, attuazione della trasparenza”. Da aggiungere che questo documento ritiene fissato al 31 gennaio 2014 anche il termine per l’adozione del piano triennale per la lotta alla corruzione, documento che tutte le PA devono redigere annualmente sulla base delle previsioni di cui alla legge n. 190/2012.

LE FINALITA’

La finalità essenziale del provvedimento è così riassunta dalla circolare del Dipartimento della Funzione Pubbllica

rafforzare lo strumento della trasparenza, che rappresenta una misura fondamentale per la prevenzione della corruzione e riordinare in un unico corpo normativo le numerose disposizioni esistenti in materia di obblighi di trasparenza e pubblicità a carico delle pubbliche amministrazioni, standardizzando le modalità attuative della pubblicazione, che avviene attraverso il sito istituzionale. L’attuazione della trasparenza rappresenta inoltre un’opportunità per i dirigenti ed i funzionari pubblici in quanto consente di evidenziare il corretto agire amministrativo alimentando per tale via la fiducia dei cittadini nell’amministrazione.

La circolare mette inoltre in evidenza il rilievo che assume l’impianto sanzionatorio introdotto dal provvedimento.

L’AMBITO DI APPLICAZIONE

In premessa è necessario ricordare che il provvedimento si applica a tutte le PA, nonché alle società partecipate ed a quelle dalle stesse controllate (per queste ultime solo per le attività di pubblico interesse). Per regioni ed enti locali gli adempimenti attuativi vanno previsti in specifiche intese da raggiungere in sede di Conferenza Unificata (la circolare evidenzia che le relative iniziative sono state attivate dal 3 luglio).

Gli obblighi di pubblicazione previsti dagli articoli 26 e 27 del D.Lgs n. 33/2013 (cioè le erogazioni finanziarie e l’elenco dei soggetti beneficari) si applicano, sulla base della deliberazione Civit n. 59/2013, a:

  •  “le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
  •  le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo,
  •  le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni,
  •  le istituzioni universitarie,
  • gli Istituti autonomi case popolari,
  • le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni,
  • gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali,
  • le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,
  • l’ARAN, le Agenzie di cui al d.lgs. n. 300/1999 e, fino alla revisione organica della disciplina di settore, anche il CONI. Le autorità indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione provvedono all’attuazione della norma secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti;
  • gli enti pubblici nazionali, ivi comprese le aziende speciali assimilate dalla giurisprudenza agli enti pubblici economici;
  • le società partecipate dalle PA summenzionate e le società da esse controllate”.

Sono compresi in tale obbligo, il che costituisce condizione di efficacia del provvedimento di concessione: gli “atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati” aventi un importo superiore a 1.000 euro. Questa cifra si calcola su base annuale; nel caso su superamento occorre dare notizia di tutti i provvedimenti, a prescindere dall’importo. Sono esclusi da tale obbligo i “compensi dovuti dalle amministrazioni, dagli enti e dalle società a imprese e professionisti privati come corrispettivo per lo svolgimento di prestazioni professionali e per l’esecuzione di opere, lavori pubblici, servizi e forniture”. Per tali provvedimenti la pubblicità è comunque prevista nell’ambito di altre parti del sito.

La pubblicità, in caso di provvedimenti pluriennali, deve essere applicata in modo retroattivo ed in caso di modifica o revoca è sufficiente solamente tale integrazione.

Infine la Civit ci dice che “le informazioni, suddivise per anno, debbano essere pubblicate in elenchi, consultabili sulla base di criteri funzionali (ad esempio, titolo giuridico di attribuzione, ammontare dell’importo, ordine alfabetico dei beneficiari etc)”.

LA CONDIZIONE ATTUALE

La circolare della Funzione Pubblica evidenzia che un monitoraggio a campione evidenzia che circa il 30% delle PA non ha ancora adeguato il sito, utilizzando la sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, per come previsto dal D.Lgs n. 150/2009. Del 70% che si è adeguato con la istituzione della sezione “Amministrazione trasparente”, solamente il 30% si è adeguato con la strutturazione delle sezioni come previsto dall’allegato, “adeguando una media di 50 elementi sui 66 previsti”, anche se non tutte le sottosezioni contengono le informazioni necessarie. Viene al riguardo suggerito di dedicare particolare attenzione “all’intero ciclo di vita delle informazioni, sfruttando i sistemi informativi interni ove possibile e predisponendo, nei limiti delle risorse disponibili, soluzioni organizzative e tecnologiche, anche in termini di reingegnerizzazione dei processi, atte a garantire la massima efficienza e razionalizzazione”.

LE INDICAZIONI DELLA CIVIT

La deliberazione della CIVIT n. 50 “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016” detta indicazioni per l’applicazione delle importanti novità introdotte dal D.Lgs. n. 33/2013. Nelle more della adozione del piano, ogni amministrazione deve comunque dare corso alla pubblicazione sul proprio sito internet delle informazioni minime imposte da tale provvedimento. Viene ricordato che l’obbligo di istituzione della sezione “amministrazione trasparente” è dettato anche per le società controllate relativamente alle attività di pubblico interesse.

Il termine di approvazione del piano della trasparenza è stato spostato al 31 gennaio 2014  in quanto esso è strettamente connesso con il piano anticorruzione, di cui costituisce di regola una sezione, nonché con il piano delle performance. Alla base di tale rinvio la mancanza del piano nazionale anticorruzione (solamente nei giorni scorsi la Funzione Pubblica ha licenziato la proposta che dovrà essere approvata dalla CIVIT) e delle linee guida per la lotta alla corruzione da parte di regioni ed enti locali (che devono essere adottate dalla Conferenza Unificata). Non viene invece rinviato il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di trasparenza che sarà comunque effettuato in ogni ente entro la fine del 2013 da parte degli OIV ed i cui esiti dovranno essere comunicati alla stessa Civit.

Regioni ed enti locali, nella adozione del piano della trasparenza, dovranno tenere conto delle linee guida che saranno elaborate dalla Conferenza Unificata.

Ogni PA si deve dare un responsabile della trasparenza, che di regola coincide con quello per la prevenzione della corruzione. Il suo compito essenziale è garantire il rispetto degli obblighi di pubblicità dettati dal legislatore e dei vincoli dettati dal piano della trasparenza. Egli deve inoltre garantire il cd accesso civico, cioè il diritto dei privati di avere tutte le informazioni che devono essere pubblicate sul sito.

Il piano della trasparenza deve indicare le misure attraverso cui dare attuazione a questi nuovi vincoli. Può prevedere referenti nei singoli uffici delle amministrazioni complesse ed indica le procedure di monitoraggio. Esso deve inoltre contenere gli obiettivi strategici che si vogliono conseguire in tema di trasparenza, le modalità di coinvolgimento delle strutture e dei soggetti esterni portatori di interessi. Ed ancora vanno disciplinate le iniziative e gli strumenti di comunicazione per la diffusione dei contenuti del Programma e dei dati pubblicati, nonché la organizzazione ed i risultati attesi delle Giornate della trasparenza che ogni PA deve realizzare per favorire il controllo diffuso. Nel piano vanno infine indicati i dati ulteriori rispetto a quelli minimi fissati dal legislatore che ogni amministrazione decide di pubblicare.

L’ACCESSO CIVICO

E’ questa la prima scelta innovativa contenuta nel DLgs n. 33/2013 che la circolare della Funzione Pubblica evidenzia e commenta. L’istituto è così definito: uno strumento attraverso il quale “chiunque può vigilare, attraverso il sito web istituzionale, non solo sul corretto adempimento formale degli obblighi di pubblicazione, ma soprattutto sulle finalità e le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche da parte delle pubbliche amministrazioni e degli altri enti destinatari delle norme”. Ed inoltre “chiunque ha il potere di controllare democraticamente la conformità dell’attività dell’amministrazione determinando anche una maggiore responsabilizzazione di coloro che ricoprono ruoli strategici all’interno dell’amministrazione, soprattutto nelle aree più sensibili al rischio corruzione”. Tale diritto si estende anche alle società: esse sono infatti direttamente interessate ad una serie di informazione che devono essere pubblicate sui siti internet.

La circolare marca l’ampliamento del dettato della legge n. 241/1990 e successive modificazioni –e non certo la sua sostituzione- per gli aspetti relativi alla quantità di informazioni (non siamo in presenza di documenti, ma di dati ed informazioni che le PA devono comunque pubblicare) e dei requisiti (non si deve dimostrare l’interesse diretto ed immediato).

Per la utilizzazione di questo istituto occorre rivolgersi al responsabile della trasparenza, che di norma è quello per la prevenzione della corruzione, cioè negli enti locali il segretario. Questa richiesta non necessita di una specifica motivazione e non si possono prevedere oneri. Essa deve essere soddisfatta entro 30 giorni, anche tramite la pubblicazione sul sito internet.

Viene inoltre ricordata dalla circolare le necessità per tutte le PA di individuare il soggetto chiamato a sostituire il responsabile inadempiente nel caso di mancato rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti: si ricorda che, negli enti locali, in assenza della individuazione di altri soggetti, questo compito è affidato direttamente dallo stesso legislatore al segretario comunale. Tale potere sostitutivo è previsto anche nel caso di mancata risposta alla richiesta di accesso civico e determina l’obbligo di segnalazione del nominativo del soggetto inadempiente all’ufficio per i procedimenti disciplinari, agli organi di vertice, alla CIVIT, all’organismo di valutazione. E’ consentito il ricorso al TAR.

GLI ADEMPIMENTI

La disposizione è entrata in vigore lo scorso 20 aprile e non è necessario attendere l’adozione di uno specifico decreto interministeriale: siamo in presenza di una disposizione che è immediatamente applicabile. Con l’allegato sono dettate gli schemi applicativi. Siamo in presenza di una quantità assai elevata di adempimenti e di obblighi. Occorre in primo luogo predisporre sul sito una sezione denominata “Amministrazione trasparente”. I requisiti delle informazioni sono i seguenti: completezza, facile consultabilità, comprensibilità, riutilizzabilità, tempestività, periodico aggiornamento e pubblicazione per 5 anni e “comunque finchè perdurano gli effetti degli atti”, dopo di che vanno trasferiti in un archivio che deve comunque essere consultabile on line.

Il documento richiama subito la necessità della pubblicazione delle notizie sui componenti gli organi di indirizzo politico: curricula, compensi connessi alla carica ed informazioni patrimoniali, quali possesso di azioni, dichiarazioni dei redditi, proprietà, incarichi di amministratore o sindaco di società etc. Non viene chiarito se gli obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale si applicano anche agli amministratori dei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti. I coniugi non separati ed i parenti entro il secondo grado devono fornire queste informazioni, ma possono anche non consentirvi.

La Funzione Pubblica ricorda che “l’attuazione della trasparenza deve essere in ogni caso contemperata con l’interesse costituzionalmente protetto della tutela della riservatezza”. Il che vuol dire in concreto che occorre adottare “tutte le cautele necessarie per evitare un’indebita diffusione di dati personali, che comporta un trattamento illegittimo, consultando gli orientamenti del Garante per la protezione dei dati personali in ogni caso di dubbio”. Viene raccomandato in particolare il rispetto dei principi di non eccedenza e pertinenza nel trattamento dei dati. La violazione delle norme poste a tutela della trasparenza determina “l’obbligo del risarcimento del danno, anche non patrimoniale, l’applicazione di sanzioni amministrative e la responsabilità penale”.

Il responsabile della trasparenza deve provvedere all’aggiornamento del Piano per la trasparenza; controllare il rispetto degli obblighi di pubblicazione; segnalare al vertice politico, all’organismo di valutazione, alla CIVIT ed all’Ufficio per i procedimenti disciplinari i casi di inosservanza, controllare l’attuazione delle norme sull’accesso civico.

In capo agli organismi di valutazione sono posti i seguenti compiti: verificare la coerenza tra il Piano per la trasparenza e quello delle performance, “valutando anche l’adeguatezza degli indicatori utilizzati”; tenere conto dei dati e delle informazioni relative agli obblighi di trasparenze per la valutazione della performance organizzativa ed individuale dei soggetti coinvolti.
Spetta alla CIVIT vigilare sul corretto adempimento degli obblighi di pubblicazione, anche attraverso la richiesta di informazione ai singoli enti; ordinare la pubblicazione dei dati omessi e segnalare i mancati adempimenti agli organi di vertice, agli Uffici per i procedimenti disciplinari ed alla Corte dei Conti.

Spetta al Dipartimento della Funzione Pubblica effettuare “il monitoraggio finalizzato alla implementazione della strategia di prevenzione della corruzione”, nonché supportate le amministrazioni. Lo stesso Dipartimento sta provvedendo ad adeguare la “Bussola della trasparenza”, che ricordiamo essere uno strumento che “fornisce funzionalità di verifica e monitoraggio della trasparenza dei siti web istituzionali”.

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici deve ricevere dalle singole PA dati ed informazioni per pubblicarle e sottoporle a controllo ai fini della relazione alla Corte dei Conti.

IL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L’INTEGRITA’

Siamo in presenza di un obbligo diretto a tutte le PA, che rafforza i vincoli dettati dal DLgs n. 150/2009, cd legge Brunetta. Viene richiamata al riguardo la deliberazione n. 50/2013 della CIVIT.

Questo documento (che viene ribattezzato con l’acronimo P.T.T.I.) è strettamente connesso con il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.), costituendone “di norma” una sezione. Questi piani devono essere adottati entro il 31 gennaio 2014 ed essere aggiornati annualmente entro la stessa data. Esso va inoltre coordinato con gli “obiettivi programmati per la valutazione della performance”.

SANZIONI E RESPONSABILITA’

Viene ricordato che, per la violazione delle disposizioni, maturano “responsabilità disciplinare, dirigenziale ed amministrativa, nonché l’applicazione di sanzioni amministrative, di pubblicazione del provvedimento e mancato trasferimento di risorse a favore di enti od organismi”. Le sanzioni possono colpire sia il responsabile della trasparenza sia i singoli dirigenti (e financo gli organi politici) che non hanno fornito i dati necessari. Il legislatore dispone inoltre “sanzioni sull’atto, che bloccano l’efficacia del provvedimento”.

Le sanzioni sono, oltre a quelle già evidenziate:

  • la maturazione di responsabilità disciplinare e l’applicazione di una sanzione pari alla somma corrisposta per l’inosservanza dei vincoli in materia di conferimento di incarichi di consulenza;
  • divieto di erogare somme da parte della PA vigilante alle società che non hanno pubblicato i dati richiesti;
  •  riduzione del 50% dei contributi dell’anno in caso di omessa pubblicazione dei rendiconti da parte dei gruppi consiliari regionali e provinciali;
  • sanzioni da 500 a 10.000 euro in capo al responsabile della mancata pubblicazione per la violazione degli obblighi di pubblicità della situazione patrimoniale degli eletti, nonché per la violazione degli obblighi di pubblicazione riferiti alle società e per gli amministratori delle società che non comunicano il proprio compenso e le indennità di risultato percepite.
ALTRE INDICAZIONI DELLA CIVIT

La deliberazione n. 50/2013 della CIVIT contiene una serie di indicazioni ulteriori. In primo luogo si richiama la necessità di garantire la massima accuratezza delle informazioni pubblicate. Sono rilevati, ad esempio i seguenti errori: “nei siti di alcune amministrazioni il dato relativo agli incarichi conferiti a dipendenti ed estranei alla p.a. difetta di accuratezza quando non sono riportate tutte le informazioni richieste dalle previsioni normative; un altro dato sovente affetto da deficit di accuratezza è quello relativo ai compensi a qualsiasi titolo attribuiti ai titolari di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali; scarsa accuratezza si riscontra, spesso, anche nella pubblicazione dei dati relativi alle tipologie di procedimenti”. Viene inoltre chiarito che “con il termine aggiornamento non si intende necessariamente la modifica del dato, essendo talvolta sufficiente un controllo dell’attività delle informazioni pubblicate, anche a tutela di eventuali interessi individuali coinvolti”. Ed ancora, si assume “la Cadenza annuale, per i dati che per loro natura non subiscono modifiche frequenti o la cui durata è tipicamente annuale; Cadenza semestrale, per i dati che sono suscettibili di modifiche frequenti (come ad esempio i provvedimenti adottati dagli organi politici e dai dirigenti); Cadenza trimestrale, per i dati soggetti a frequenti cambiamenti (come ad esempio i tassi di assenza) e Aggiornamento tempestivo, per i dati che è indispensabile siano pubblicati nell’immediatezza della loro adozione”.

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  • gabriele pecoraro

    gradirei essere informato su altri articoli

    • http://www.egovnews.it Matteo Peppucci

      E’ sufficiente seguire Pionero ogni giorno, anzi iscriversi alla nostra newsletter gratuita che ogni settimana contiene gli articoli e le news più importanti!! Cordialmente, Matteo Peppucci – redazione


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