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I Google Glass a luci rosse e la realta’ aumentata nel porno: secondo voi chi ci guadagna?

I Google Glass a luci rosse e la realta’ aumentata nel porno: secondo voi chi ci guadagna?
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Effettivamente se ne sentiva l’esigenza: il porno coi Google Glass è tutt’altra cosa. Il bello, peraltro, è che chi ci guadagna di più, a livello di ritorno di immagine, è proprio Big G, che aveva comunque negato agli sviluppatori di creare app a sfondo pornografico per i Google Glass.

La decisione non ha comunque fermato l’industria a luci rosse, che ha visto nei Google Glass quel qualcosa in più da fornire ai suoi clienti: la realtà aumentata, nel porno, può avere il suo perché? Secondo la software house MiKandi si, e la dimostrazione è stata messa in rete dal market alternativo di Android, che propone l’uso degli occhiali high tech per la creazione di film hard.

Partiamo dall’inizio, come in tutti i film hard che si rispettino: il prodotto,nato dall’idea di un app dal nome “Tits and Glass“, ha per protagonisti due stelle assolute del cinema hard come Andy San Dimas (eletta miglior attrice porno nel 2001) e James Deen (star assoluta di Brazzers).

In un video caricato in rete vengono esaltate le potenzialità dei Google Glass anche nelle scene vietate ai minori: la funzione per la visualizzazione a raggi X, il riconoscimento facciale per ottenere tutte le informazioni sul protagonista e l’attivazione della funzione pornify.

L’app di MiKandi, comunque, è stata rapidamente rimossa in seguito a un cambiamento delle policy da parte di Google, e in passato aveva rilasciato numerose dichiarazioni per far capire che gli occhiali hi-tech avrebbero potuto dare una seconda vita a quest’industria. Nonostante l’azienda non potrà probabilmente pubblicare contenuti hot direttamente sui Google Glass, dimostra di essere assolutamente attiva su tale device.

Si apre peraltro un capitolo molto particolare, nel senso che, se ci pensate, se è possibile utilizzare i Google Glass per un’operazione chirurgica o per giocare un torneo di tennis, per un arresto in diretta, per fare la spesa o individuare l’autobus giusto, non si capisce perché – chiaramente ammesso e non concesso che non sia violata la privacy – una singola azienda, in tal caso produttrice di film hard, debba essere messa al bando a prescindere. Ne vedremo altre, e nel frattempo, volenti o nolenti, non si fa altro che parlare dei Glass. Più che luci rosse, luci e basta. A chi conviene di più?

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