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Evasione digitale: per qualche ora d’aria al wifi imprigioniamo la banda larga?

Evasione digitale: per qualche ora d’aria al wifi imprigioniamo la banda larga?
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Siamo proprio italiani, vero? Neanche il tempo di gioire per la presunta (semi)libertà del wifi pubblico (o aperto? o commerciale? Boh…), che ci ritroviamo con 20 milioni di finanziamento in meno alla banda larga. E, considerando che a livello di istruzione terremo penna e calamaio in mano ancora per chissà quanto (leggasi libri digitali off limits per il ministro Carrozza), non è che l’agenda digitale – a proposito, ma San Francesco Caio dov’è finito? – risplenda di luce propria.

Il decreto del fare, arrivato al suo iter conclusivo in maniera anche piuttosto veloce, dobbiamo ammetterlo, ha effettivamente concesso qualche libertà in più alle connessioni senza fili commerciali, ma ha anche tagliati ben 20 milioni al piano di diffusione della linea veloce, rispetto ai 150 messi in preventivo. Salve, invece, le reti televisive locali, che si vedono riconosciuto il plafond di 26 milioni di euro tra 2013 e 2014.

Il problema, al netto delle rassicurazioni del vice ministro Antonio Catricalà (“non possiamo tornare indietro sulle promesse fatte e troveremo una copertura nella legge di stabilità“), è che qui non siamo su un ring dove vince la tv e va bene che perda il web o su una torre dove possiamo decidere chi buttare giù tra digital divide e salvaguardia della televisione provinciale.

Le Commissioni Bilancio e Affari e Costituzionali hanno deciso che invece il tutto si risolva in un aut aut: per far fronte al problema della copertura finanziaria del Decreto del Fare, quindi,  basta ridurre a 130 milioni (erano 150) il budget per la copertura del Nord e del Centro Italia.

A questo punto l’obiettivo dei 2 Megabit entro il 2014 per queste zone rischia di diventare una chimera. Per altro vi sono una serie di bandi regionali che stanno per partire, e non è chiaro quale sarà il loro destino. Lombardia, Marche e Provincia Autonoma di Trento comunque sono già salve poiché sono partite in anticipo rispetto alle altre con progetti locali. Nessun problema invece per i 100 milioni in fase di stanziamento per il Sud Italia.

Ok, ma se vogliamo liberalizzare il wifi e non abbiamo la banda larga dove andiamo? Cosa facciamo, pesca in piscina? Mah. Peraltro l’Italia ha la peggiore velocità media di connessione via banda larga d’Europa, secondo i dati diffusi dall’Internet Quarterly Report redatto da Akamai. Nel rapporto, che esce ogni tre mesi, vengono paragonate, a livello globale, le medie (e i picchi) di qualità delle connessioni sia fissa che mobile. Honk Kong, Giappone e Romania (?!?) le prime tre nazioni per velocità media, mentre noi non figuriamo nemmeno nelle prime 20, battuti anche da Lettonia, Bulgaria, Belgio.

Sul wifi, comunque, prendiamo e portiamo a casa questa libertà: il fatto che che “l’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia wifi non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori” è già un mezzo salto del muro. Ora, una volta fuori, bisogna capire che strada prendere, magari evitando di spacciare per wifi pubblico quello che è solo wifi aperto…

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