Libri digitali, l’eterna illusione: altro rinvio altra occasione persa. Incompetenza e presunzione impediscono l’affermarsi della #agendadigitale: Letta fai dimettere la Carrozza

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  24 luglio, 2013  |  Nessun commento
24 luglio, 2013
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Trasecolo: si blocca quel poco di agenda digitale che si pensava di introdurre nella scuola italiana. Ma come si fa ad affermare che “l’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche“?

Presunzione e incompetenza. Questi sono i baroni universitari che impediscono alle Università italiane di innovare. E mentre nel mondo si investe sul web, in Italia si blocca quel poco di innovazione digitale che si stava attuando. Già così era “digitalizzazione dell’esistente”, ma almeno era qualche cosa.

Caro Letta qui si gioca il futuro del Paese. Fai dimettere un tuo Ministro per problemi di merito. Cominciamo a diventare un Paese normale. O pensi anche tu che Internet e web siano “una delle tante cose”?

Naturalmente non stupitevi se uno come me che ha un figlio di 5 anni stia pensando seriamente si andarsene da questo Paese retrogrado.

Il caso libri digitali

Dopo lo slittamento al settembre 2014, che aveva rimandato di ulteriori 12 mesi un provvedimento già fissato dal decreto dell’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, viene impresso un nuovo alt alla riforma che doveva portare i libri digitali sui banchi degli istituti scolastici nazionali.

E’ stato il titolare attuale delle competenze in capo al Miur, Maria Chiara Carrozza, a decidere il blocco della legge che – secondo le indicazioni ritenute definitive a seguito della proroga di un anno – doveva inaugurare l’era del “sussidiario digitale” tra i banchi.

Erano stati proprio i rappresentanti dell’editoria a presentare ricorso contro la riforma degli ebook, di fronte al Tribunale amministrativo, dove erano state contestate le indicazioni contenute nel decreto sviluppo, che aveva disciplinato – pareva in misura ufficiale – l’arrivo degli ebook nei piani scolastici.

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