Il Data Center come lo avresti sempre voluto

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  18 luglio, 2013  |  Nessun commento
18 luglio, 2013
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Si fa sin troppo presto a dire data center. In realtà la flessibilità dell’IT di un’azienda, oggi, è il primo dei business a cui la stessa deve pensare: dimensioni, gestione e possibilità di modulare (scalabilità), nel tempo, hanno acquisito sempre più importanza nella scelta del data center. Quello che le aziende cercano, quindi, cos’è?

Ciò che le aziende cercano in un data center varia molto a seconda delle dimensioni e delle necessità delle stesse – ci ha detto Ivan Renesto di Dell – Grazie all’esperienza acquisita nel tempo, Dell ha avviato una strategia basata su un duplice approccio:
1)  estendere il nostro portafoglio prodotti e le nostre soluzioni attraverso l’acquisizione di aziende che avessero proprietà intellettuale utile;
2) rafforzare le partnership strategiche con aziende quali: Microsoft, VMware, Aruba Networks, Emerson Network Power, e molte altre per essere in grado di fornire specifiche soluzioni end-to-end.

Un esempio può essere l’acquisizione di Gale Technologies, fornitore leader di software di automazione per il data center, la cui tecnologia è stata integrata da Dell all’interno delle sue soluzioni Active Systems, per semplificare e linearizzare i deployment di workload anche complessi in ambienti Cloud privati o ibridi, consentendo agli utenti aziendali un accesso self-service all’infrastruttura.

A conferma dell’impegno e della strategia di Dell, il Solution Provider americano ha quindi creato una nuova divisione, la Enterprise Systems & Solutions organization, volta a progettare e fornire soluzioni IT sempre più ottimizzate e integrate alle imprese.

Si tratta di componenti di una più ampia famiglia di prodotti convergenti, che combina server, storage, networking e sistemi di gestione dell’infrastruttura, il tutto all’interno di soluzioni integrate che consentono la creazione di pool “general-purpose” di risorse virtualizzate per workload applicativi, per un’infrastruttura di Desktop virtuali (VDI) o per il Cloud privato. La creazione di template di interi workload: sistema operativo, driver, server applicativi, le configurazioni dei sistemi e della rete e tutto ciò che un sistemista dovrebbe fare manualmente quando effettua il deployment di una soluzione – precisa Renesto – rappresentano ciò che maggiormente occorrerebbe puntare ad automatizzare per raggiungere quel livello di efficienza che la sola virtualizzazione non permette di ottenere. Così come si faceva il deployment di una macchina fisica, ora lo si può fare di una macchina virtuale: il tutto, all’interno di un hypervisor, avviene molto più rapidamente ma step quali l’installazione del software, la configurazione, e così via, vanno seguiti uno ad uno, spesso in sequenze ben definite e “time consuming”. Esistono soluzioni che permettono ai nostri clienti di definire un modello per il deployment di workload affinché il processo venga svolto in maniera completamente automatica, controllata e senza ricorrere a interventi manuali, che tipicamente costano tempo e risorse, limitando l’agilità aziendale a scapito del business.

Qui, quindi, si inserisce la nuova idea di Dell: risparmiare spazio e risorse,  incrementare l’agilità aziendale, semplificando al contempo la gestione dell’infrastruttura IT attraverso un data center innovativo.

Abbiamo lavorato in ottica data center ascoltando molto le esigenze del mercato, che ci chiedeva:

  1. anzitutto una soluzione in grado di consolidare in un fattore di forma ridotto prestazioni necessarie a server farm tipiche anche di una media azienda;
  2. di accompagnare la potenza computazionale con una Storage Area Network (SAN) integrata e scalabile;
  3. di non cedere a compromessi in termini di sicurezza e alta affidabilità;
  4. di semplificare la gestione e il monitoring delle componenti server, storage e networking;
  5. di poter portare tale soluzione anche all’interno di uffici e sedi remote, svincolandosi dal CED e da tutti i requisiti di alimentazione e raffreddamento che questo comporta, e che normalmente rappresentano un’importante voce di costo del data center.

Il risultato è rappresentato da una soluzione innovativa, presentata per la prima volta in Europa da Dell Italia allo SMAU Bologna, il 5 e il 6 giugno, successivamente al lancio mondiale avvenuto il 4 giugno in USA: PowerEdge VRTX, ultimo prodotto di una famiglia di sistemi convergenti chiamata ‘Active Systems’, i quali consentono di acquisire moduli funzionali pre-testati e pre-configurati, per implementare rapidamente virtualizzazione e Cloud all’interno dell’azienda. Tipicamente caratterizzati da un numero di riferimento: Active System 50, 100, 200, 800 e 1000, garantiscono la viritualizzazione simultanea di workload (carichi di lavoro, ambienti server applicativi) pari a tale numero.

La soluzione Active System 50, ad esempio, consentirà la virtualizzazione ‘garantita’ di un numero di virtual machine (afferenti ad un profilo tipico) fino a 50. Tale garanzia deriva da analisi, verifiche architetturali e test effettuati direttamente da Dell e dal provider degli hypervisor supportati, che per le aziende si traduce in minori costi, maggiori certezze e nessuna necessità di effettuare un cosiddetto ‘Proof of Concept’ a verifica di funzionamento e performance.

Questi sistemi, dunque, si compongono di server, storage, networking e software di gestione; a seconda del numero di macchine che dovranno supportare si adotteranno server rack piuttosto che blade, oppure storage array iSCSI piuttosto che di classe Enterprise.

iSCSI è un protocollo standard che consente la connessione con storage array su reti Ethernet, per l’invio di comandi SCSI su IP (Internet Protocol). Inizialmente non ideale per ogni tipo di scenario, con l’evoluzione del fabric Ethernet, che ha raggiunto velocità notevoli: 10 Gbps (10/40/100 Gbps all’interno del data center), il protocollo e gli storage array iSCSI possono portare notevoli vantaggi alle aziende:

-          poter condividere lo stesso mezzo (LAN) ad alte prestazioni tra server e storage;

-          ridurre (fino quasi a dimezzare) la presenza di dispositivi di rete, laddove l’assenza di storage Fiber Channel non determini più la necessità di switch FC;

-          risparmiare nei cablaggi (meno cavi meno costosi).

Rinunciando all’esclusività del mezzo e riducendo fino quasi ad azzerare i compromessi sulle latenze, ora molto basse anche con l’iSCSI se paragonate a quelle della fibra, grazie al supporto di standard come il DCB (Data Center Bridging) è possibile implementare una comunicazione molto stabile ed efficiente tra server e storage all’interno di data center convergenti.

Dell con le sue soluzioni EqualLogic è leader nello storage iSCSI, rendendo disponibile questa tecnologia anche negli Active Systems.

Un ulteriore semplice esempio per comprendere i benefici nell’adozione delle soluzioni Active Systems è il seguente: supponendo che l’azienda abbia competenze su Hyper-V, Dell assieme a Microsoft è in grado di certificare al cliente il corretto e ottimale funzionamento di: server Dell PowerEdge, storage Dell EqualLogic o Compellent, switch Dell Networking e software di virtualizzazione.

Con questa soluzione integrata composta da hardware e software non occorre più implementare le singole componenti separatamente e poi successivamente certificarle spendendo tanto tempo e risorse, ma si riceverà il tutto già pre-assemblato, cablato e configurato, con la certezza che tutto sia stato ottimizzato per trarre il maggior vantaggio possibile da ogni tecnologia.

Esattamente: così facendo certifichiamo a monte, investendo noi al posto di ogni singolo nostro cliente. Valore che cresce di pari passo con le dimensioni dell’ambiente che occorre garantire. Salendo ai modelli Active System 800 e 1000 abbiamo storage che evolvono grazie alla nostra Fluid Data Architecture per supportare centinaia di macchine virtuali (rispettivamente fino a 800 e 1000), che in Italia trovano però un inferiore implementazione rispetto alla innovativa soluzione accennata all’inizio, il “Data Center in-a-box”, PowerEdge VRTX, ideale per la maggior parte delle PMI (piccole e medie imprese) italiane.

Prodotto di taglio inferiore, completamente integrato e auto-consistente rispetto ad equivalenti componenti di un CED, la soluzione Dell Power Edge VRTX, analogamente agli Active System 50 e 100, integra server, storage e networking, ma lo fa in un form factor Tower, totalmente autonomo in termini di raffreddamento e alimentazione, con la possibilità di essere ‘rackable’, se l’azienda decidesse di consolidarlo in un data center esistente, e con un sistema di gestione unificato che permette il management di server, storage e networking da un’unica console, oltre che di più VRTX (fino a 9) nel caso in cui il cliente ne acquisisse diversi e decidesse di posizionarli in tutte le sue sedi.

Dai 50 workload virtuali in su parliamo comunque di organizzazioni che dispongono già di un data center di una certa dimensione per cui, per venire incontro alle esigenze delle PMI in Italia e ottenendo riscontro in tutto il mondo, Dell realizza una soluzione della famiglia Active System che ha come caratteristica in più quella di dare completa autonomia rispetto alle soluzioni di taglio maggiore o che devono essere posizionate in un data center preesistente.

In parole povere, posso prendere PowerEdge VRTX e metterlo sotto la scrivania – continua Renesto –, perché è sviluppato per essere alimentato con alimentatori standard da 1.100 W che non richiedono particolari carichi e possono essere utilizzati in ufficio. L’ideale per chi vuole dotare ogni filiale di un ‘mini’ ma performante data center, poiché la soluzione può ospitare cluster virtuali fino a 4 nodi con un numero massimo di memoria RAM di 3 terabyte e fino a 48 terabyte di spazio all’interno della SAN integrata. Un data center del genere, in passato, avrebbe avuto dimensioni molto maggiori e avrebbe richiesto un impegno in termini di spazio e raffreddamento molto importante: ora siamo di fronte ad una macchina di densità molto elevata, dimensioni e peso ridotte e una  rumorosità bassissima, senza precedenti. Da poco mi è capitato di presentare il prodotto assieme a un nostro Partner, beanTech, in un evento esclusivo a Trieste: lo troverete incredibile, ma era più rumoroso il silenzioso sistema di condizionamento dell’hotel che il nostro PowerEdge VRTX!

Non pensiamo di esagerare nel dire che questo prodotto possa rappresentare per molte aziende il ‘Data Center in-a-box’, e siamo sicuri che sia ciò di cui la PMI abbia bisogno oggi per venire incontro ad esigenze di business sempre più dinamiche e flessibili, anche per mezzo di infrastrutture meno ingombranti.

Entriamo quindi più specificatamente nel merito della tecnologia Blade, di cui PowerEdge VRTX è dotato.

In passato si parlava di formato Tower, tuttora in uso da chi ha esigenze medio-piccole in ambito server; col tempo è avvenuto un processo di standardizzazione e ottimizzazione dello spazio che ha determinato la nascita di server in formato Rack, inseriti in appositi armadi per aumentare in modo strutturato e ordinato la densità dei data center aziendali, anche nell’ottica di implementare efficienti soluzioni di raffreddamento e business continuity. Un ulteriore passo verso l’efficienza si è avuto poi coi server Blade, incrementando ulteriormente densità e propensione all’alta affidabilità, estraendo e mettendo a fattor comune tutte le componenti ridondanti tra server (es.: alimentazione, ventole) e concentrandole in un unico chassis “comune”, all’interno del quale inserire server cosiddetti “lame” (traduzione dall’inglese: blade), perchè assottigliati dal processo di ottimizzazione.

Ora, all’interno degli attuali armadi rack è possibile inserire chassis blade in grado di ospitare lame computazionali (server), lame storage (esistono soluzioni storage iSCSI blade a 10GbE, come Dell EqualLogic PS-M4110) o lame networking (switch 10/40 GbE); tutto questo costituisce però un investimento che non tutte le aziende italiane posso sostenere oggigiorno, soprattutto se di medio-piccole dimensioni. La tecnologia blade, con tutte le innovazioni tecnlogiche che ha portato (es.: la possibilità di effettuare il boot dell’hypervisor da una SD ridontata), è quindi stata un obiettivo e un traguardo per molte aziende italiane, ma non per tutte.

 

PowerEdge VRTX è la soluzione ‘unica’ di Dell che a un basso costo unisce i benefici di tutti i fattori di forma:

-          la mobilità, la silenziosità e l’espandibilità dei server Tower (con i suoi 8 slot PCIe consente un elevato livello di estensione e connettività con l’infrastruttura esistente);

-          l’efficienza dei server rack, ogni modulo VRTX può essere inserito in un armadio rack occupando solamente 5 RU (rack unit);

-          le elevate ottimizzazione, densità e affidabilità dei server Blade, il top che un cliente può ottenere con la tecnologia Dell.

La soluzione entry-level è rappresentata da una coppia di server blade (ideali per un primo cluster di virtualizzazione), una SAN integrata con 3 meccaniche SAS ed un modulo di rete pass-through per interconnettersi con 8 porte a 1GbE verso l’esterno. In grado di supportare un buon numero di workload virtuali, potrà crescere fino ad un massimo di 4 nodi (ciascuno con al più 768GB di RAM), e un numero complessivo di 25 meccaniche da 2.5” o 12 da 3.5” all’interno della SAN integrata. Il pass-through può essere sostituito da uno switch, sempre integrato, e ogni componente di gestione all’interno potrà essere ridondata, per chi decidesse di investire da subito nella business continuity e nell’alta affidabilità.

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