Pec, l’obbligo non vale per tutti: le istruzioni di Unioncamere sulla comunicazione dell’indirizzo di posta certificata

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16 luglio, 2013
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Nessuna sanzione pecuniaria per le imprese individuali (anche artigiane) che non hanno comunicato il proprio indirizzo di posta elettronica (Pec) entro il 1° luglio, ma solo la sospensione da parte dell’ufficio del registro delle imprese dell’eventuale successiva domanda che dovesse pervenire,  in attesa che la stessa sia integrata con l’indirizzo Pec e comunque per 45 giorni. Decorso tale periodo, in mancanza della regolarizzazione, la pratica sospesa, anche se corretta, si intende non presentata.
E’ quanto si legge in un articolo pubblicato su Italia Oggi il 15 luglio scorso, a commento di un comunicato del 2 luglio in cui Unioncamere ha chiarito che, non potendoci essere disparità di trattamento tra le imprese individuali e le società,  le ditte individuali che entro il 30 giugno scorso non hanno comunicato la Pec al Registro delle Imprese non saranno soggette alle sanzioni.

L’art. 5, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 ha esteso alle imprese individuali l’obbligo di iscrizione del proprio indirizzo di posta elettronica certificata presso il registro delle imprese, inizialmente previsto, dall’art. 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, a carico delle sole società.

Art. 5, comma 1, d.l. 179/2012 (convertito con modificazioni dalla legge 221/2012)

Posta elettronica certificata – indice nazionale degli indirizzi delle imprese e dei professionisti

1. L’obbligo di cui all’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come modificato dall’articolo 37 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e’ esteso alle imprese individuali che presentano domanda di prima iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Il comma 2 dell’art. 5 ha disposto, poi, che il termine per l’adempimento dell’obbligo di legge fosse il giorno 30 giugno. Il medesimo comma ha, inoltre, disposto che l’ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di prima iscrizione da parte di un’impresa individuale che non abbia iscritto il proprio indirizzo Pec, al posto della sanzione prevista dall’art. 2630 c.c. (ovvero da 103 euro a 1.032 euro), sospende la domanda per 45 giorni, in attesa che essa sia integrata con l’indirizzo di posta elettronica certificata.

2. Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, sono tenute a depositare, presso l’ufficio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il 30 giugno 2013. L’ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda fino ad integrazione della domanda con l’indirizzo di posta elettronica certificata e comunque per quarantacinque giorni; trascorso tale periodo, la domanda si intende non presentata

Tale disposizione riprende quanto era già stato disposto nei riguardi delle società che fossero risultate inadempienti rispetto all’obbligo di iscrizione del loro indirizzo Pec entro il 29 novembre 2011, fissata dall’art. 16, comma 6, del decreto-legge n. 185/2008. In tale occasione il sistema camerale ricevette entro il termine del 29 novembre 2011 circa 2 milioni di indirizzi di posta elettronica certificata da parte delle società di nuova costituzione, ovvero da parte di quelle che erano già iscritte nel registro delle imprese al momento dell’entrata in vigore del richiamato articolo 16, comma 6 del decreto-legge n. 185 del 2008.

Dopo quella data le camere di commercio non hanno provveduto all’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dall’art. 2630 del codice civile, ma ogniqualvolta una società che non abbia iscritto il proprio indirizzo Pec entro il termine di cui sopra presenti una domanda di iscrizione al registro delle imprese la domanda viene sospesa in attesa che essa sia integrata. Una diversa soluzione determinerebbe una disparità di trattamento tra le società e le imprese individuali.

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