L’agenda digitale e’ sempre in ferie: beata lei. Premio Egov, open data, startup: tutte le novita’ dell’estate

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16 luglio, 2013
ESTATE: STRESS DA RIENTRO? GRADUALITA' E ATTIVITA' FISICA

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Dove eravamo rimasti, sul fronte agenda digitale? Sempre li, in riva al fosso, aspettando un Salvatore della Patria a gratis che ci traghetti dall’altra parte del fiume, tipo Caron Dimonio ma magari senza occhi di bragia. Qui, però, il tutto è poco divino e molto commedia: sono passati quasi 12 mesi dai primi vagiti del decreto crescita 2.0 e, a parte qualche agevolazione qua e la per le startup innovative, siamo ancora li che ci arrabattiamo per capire se Caio, Ragosa o magari Letta debbano spiegarci come fare ad evitare di digitalizzare l’esistente.

A proposito: dal tweet di Letta al 9 luglio il decreto di nomina non è ancora stato approvato. Sarà mica che tra un tweet e il fare ci sia di mezzo il mare?

Noi, come al solito, andiamo avanti convocando PA locali e centrali a inviarci quanto prima i progetti per partecipare al Premio Egov 2013 di Riccione (siamo a 30 progetti, ma la scadenza del bando è il 31 luglio per cui muovetevi!!), ma nel frattempo monitoriamo l’agenda digitale e i suoi sviluppi.

Partendo dai collaterali del decreto del fare, che al suo interno comprende deleghe per l’agenda digitale, pare siano giorni decisivi per confermare la proposta di Antonio Catricalà inerente al voucher fino a 10mila euro da destinare a Pmi che adottano progetti di digitalizzazione.

Tra le idee del viceministro alla Comunicazione c’è anche l‘introduzione di meccanismi (anche economici) che tutelino i contenuti editoriali online che fanno la fortuna dei grandi “over the top” (Google, Youtube eccetera). Sotto forma di emendamento, inoltre, potrebbe rientrare una definizione serrata dei tempi per emanare i decreti attuativi sull’Agenda digitale previsti dal decreto crescita bis e ancora assenti all’appello. Per la serie, emendiamo i tempi dell’emendamento (sigh…).

Quasi inevitabile, poi, un intervento per correggere l’articolo 10 sulla liberalizzazione del wifi. Va tenuto conto dei rilievi del garante per la Privacy che ha contestato l’obbligo di tracciare alcune informazioni relative all’accesso alla rete (tipo il MAC Address).

Aspettando la sveglia italiana, Neelie Kroes ci da una ‘botta di vita’ con 100 milioni per startup e imprese innovative, tanto che sotto l’ombrellone sentivo parlare della necessità di sviluppare startup a sfondo sociale. Il finanziamento stanziato dalla UE per è atto a sovvenzionare circa 1000 startup e altre imprese innovative per lo sviluppo di app e altri servizi digitali dedicati ai trasporti, salute, energia e media.

I fondi messi a disposizione saranno erogati grazie all’ausilio di 20 consorzi tra cui anche acceleratori d’impresa, piattaforme di crowdfunding, società di capitale di rischio, spazi di co-working, organismi di finanziamento regionali, associazioni di mi e imprese tecnologiche. I consorzi verranno scelti in base alle modalità con cui intendono massimizzare l’impatto economico dei fondi nell’ecosistema Internet.

Chiusura con gli open data di Agostino Ragosa, presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale. “Già, l’hanno capito in pochi: vedono gli open data come uno dei temi dell’Agenda digitale, magari pure uno secondario, e invece è il tema dei temi. Quello per cui la nostra industria nazionale Ict si gioca il futuro. Farebbe bene a essere pronta a questo e noi l’aiuteremo”.

Le direttrici della strategia sarebbero due: predisporre i dati della PA e preparare una politica industriale e un progetto Paese perché questi dati siano effettivamente valorizzati in servizi utili a far crescere occupazione e Pil. Forse, prima di twittare, anche qui sarebbe meglio fare una botta di conti.

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