iPhone 5 e Galaxy S III, gli smartphone esplodono: in Cina muore una ragazza di 23 anni, salva per miracolo una donna svizzera

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  16 luglio, 2013  |  Nessun commento
16 luglio, 2013
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Occhio agli iPhone5, ai Galaxy S e in generale agli smartphone di ultima generazione: la tecnologia può diventare particolarmente pericolosa, e nell’ultima settimana sono due i casi che spaventano la collettività. Il più tragico, a Singapore, dove una ragazza cinese di 23 anni è rimasta fulminata da una scarica elettrica che l’ha colpita quando ha risposto al suo iPhone 5 mentre era in carica. Per lei non c’è stato niente da fare. Il fatto e’ avvenuto giovedì scorso nello Xinjang, nel nord-ovest della Cina.

Il secondo caso, meno drammatico ma comunque da tenere in debita considerazione, riguarda la brutta avventura occorsa a Fanny Schlatter, 18enne svizzera che si è vista (anzi, si è sentita) esplodere il suo Samsung Galaxy S III nella tasca dei pantaloni. La ragazza ha subito severe ustioni sulla gamba.

Fin qui, la mera cronaca. Che, nel caso dell’iPhone5, è subito sfociata in un’indagine della Apple in merito alla sicurezza globale del suo ultimissimo Melafonino. La sorella della vittima, Ma Ailun, ex hostess della China Southern Airlines, ha riferito alla Polizia che Ma aveva acquistato il suo iPhone5 a dicembre in un negozio della Apple, aggiungendo che il caricatore utilizzato nel momento dell’incidente era originale.

Vorrei mettere in guardia tutti dal fare telefonate mentre il telefonino e’ in carica“, ha scritto la sorella su Weibo, una sorta di Twitter cinese. Apple ha fatto sapere di essere “profondamente addolorata nell’apprendere il tragico incidente” e ha inviato le condoglianze alla famiglia. “Indagheremo a fondo e collaboreremo con le autorita’ su questa vicenda“, ha assicurato la casa di Cupertino.

Per quel che riguarda il Galaxy S III esploso, anche qui Samsung non è stata con le mani in mano: lo smartphone infatti è esploso misteriosamente, senza cenni di surriscaldamento ne preavvisi, con la povera Fanny che non ha potuto fare nulla. Peraltro la ragazza era sul posto di lavoro, ed è stato necessario divelgere i pantaloni per liberare la ragazza dal rogo.

La divisione svizzera di Samsung è stata prontamente contattata e la società si dimostra attiva nel capire le circostanze della vicenda, spedendo il dispositivo difettoso direttamente in Corea. “Lanceremo un’approfondita indagine per far luce sull’incidente una volta che avremo contattato la persona coinvolta. Quello che rimane del telefono sarà mandato in Corea, dove Samsung sottopone i propri prodotti a rigorosi controlli di qualità”, sono state queste le parole di Mirjam Berger, portavoce di Samsung Svizzera.

Ora, chiaramente, si apre il dibattito sul tipo di prove alle quali vengono sottoposti gli smartphone di ultima generazione: convogliando dentro uno spazio limitato una mole infinita di microchip e informazioni, l’effetto collaterale esiste anche se minimo? Oppure questi accadimenti resteranno inspiegabili e non sono legati ad una particolare procedura identificabile? Se qualcuno di voi lettori di Pionero ha un’opinione in merito o qualche informazione in più, non esiti a farcelo sapere…

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