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Graph Search: ricerche a rischio privacy su Facebook?

Graph Search: ricerche a rischio privacy su Facebook?
3 minuti di lettura

Si chiama Graph Search, su Pionero ne avevamo già parlatonegli Usa è la news social del momento ma i dubbi, soprattutto quelli sulla privacy, si sommano minuto dopo minuto. Il perché è presto detto: la ricerca semantica sui social network, e nella fattispecie su Facebook, è questione complicata, e Graph Search, che può aiutare a scoprire contenuti condivisi e connessioni, rischia di portare in superficie dai vari profili informazioni “imbarazzanti” o addirittura  lesive della reputazione degli utenti.

Come? Basta un “mi piace” dato con leggerezza per ritrovarsi tra i risultati della ricerca “persone che lavorano in quell’azienda a cui piace il razzismo” o nella lista di “persone sposate cui piacciono le prostitute: è evidente che, in tal caso, il rischio dell’etichetta in base ad un innocente click è inaccettabile.

Partiamo dal principio: il Graph Search di Facebook è  il motore di ricerca social che promette di rendere ancora più facile fare emergere le connessioni con la propria rete di contatti. Da ieri è attivo per tutti gli utenti Facebook di madrelingua inglese , il che significa che a breve verrà resa disponibile anche la versione italiana, che avrà un nome un po’ meno accattivante: Ricerca tra le connessioni di Facebook.

Non siamo di fronte a una piccola novità, visto che Facebook cambia la sua struttura di base, ampliandola con risultati di ricerca di tutto ciò che è pubblico sulla piattaforma. La nuova ricerca sociale consente agli utenti di trovare le informazioni raccolte dai soliti algoritmi di ricerca ma anche di filtrare, estrarre e navigare i dati attraverso le connessioni sociali di Facebook.

Graph Search apparirà quindi visivamente come un grande barra di ricerca nella parte superiore di ogni pagina, sostituendo la solita barra di ricerca bianca: il database lavora assieme a Bing, motore di ricerca di Microsoft, che aiuterà Facebook a restituire risultati pescati dal web quando non ve ne sono di soddisfacenti sul social network.

E la privacy? Possiamo pensare di premunirci così: sul nostro profilo, cliccando su “Informazioni”, possiamo sapere chi può accedere ai nostri dati personali (indirizzo di casa, curriculum lavorativo, situazione sentimentale etc.). Nel caso in cui il filtro è regolato sul tag “amici”, allora significa che i nostri dati saranno ricercabili anche da quei contatti che non rientrano tra i nostri amici Facebook. Avete presente gli amici degli amici degli amici? Ecco, tutti potranno vedere!!

Scrollando verso il basso si potrà invece intervenire sulle singole sezioni: musica, luoghi etc. Cliccando sul pulsante modifica in alto a destra in ogni riquadro, saremo noi a decidere con chi condividere  film, dischi, vacanze e liste di contatti. Accedetendo infine alla sezione “Impostazioni sulla Privacy“, sarà infine possibile modificare le impostazioni base sulla pubblicazione dei post, limitare il pubblico dei post pubblicati in passato e stabilire chi può trovarti su Facebook usando il tuo indirizzo email o la ricerca Facebook.

Secondo il New York Times, Graph Search è tuttavia ancora ben lontana dall’essere perfetta: non riesce a trovare informazioni sugli aggiornamenti di stato, non può sfruttare i dati che arrivano da applicazioni di terze parti (come Instagram) e non è disponibile sulle applicazioni mobili ufficiali di Facebook.

Può anche confondere, ad esempio, un amante del running con un corridore professionista? Si, se i tag e le parole chiave non sono selezionate a dovere. E se, per caso, una volta nella tua vita sei andato a correre, occhio che nella lista ci puoi finire pure tu…

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