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Douglas Engelbart: quando la tecnologia si accarezza

Douglas Engelbart: quando la tecnologia si accarezza
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È morto Douglas Engelbart, l’inventore del mouse. Tutti ne hanno scritto e lo hanno celebrato, con tanto di link al filmato del 1968, nel quale veniva mostrato il dispositivo più famoso del mondo tecnologico.

Non passa giorno che non venga acclamato un nuovo servizio, lanciato dai ventenni o trentenni già milionari, e destinato a rivoluzionare il mondo delle reti sociali. Mi chiedo se Engelbart, mentre progettava e realizzava quel bizzarro dispositivo di legno, metallo e fili, aveva idea di che cosa stava innescando. Ne dubito, ma qualcosa presagiva, altrimenti non si sarebbe messo al lavoro, giusto?

Intanto ciascuno di noi mentre legge questo articolo ha alla sua destra o sinistra l’evoluzione di quel dispositivo. Con o senza fili, batterie ricaricabili o no, grazie a lui crea documenti oppure gioca. Ma cos’è che rende un prodotto, qualcosa di rivoluzionario?

Andy Hertzfeld, uno dei componenti del team che sviluppò il Macintosh, spiega in un documentario di qualche anno fa, che lo spirito che animava lui e i suoi colleghi era quello di celebrare lo spirito umano. Un’affermazione che significa tutto e niente, a meno che non ci si rimbocchi le maniche e ci si metta al lavoro. E lui e i suoi colleghi lo hanno fatto.

Il mondo va avanti perché ci sono degli uomini e delle donne che nonostante tutto scommettono su quello spirito. Attorno non hanno niente che li spinga a crederci sul serio, eppure ci credono. Engelbart è stato uno di quegli uomini. Avrebbe potuto ottenere per sé molto di più. Ha preferito fare di meglio che inseguire il successo, la fama e le montagne di denaro. Lavorando e vivendo dentro la “pancia” di istituti come Stanford e non solo, aveva compreso che cosa stava accadendo. Da una parte la tecnologia, dall’altra le informazioni. Era necessario inventare qualcosa che permettesse alle persone di arrivare alle seconde, tramite la prima. Senza il mouse, è difficile immaginare il computer. La conseguenza della sua intuizione è stato un balzo in avanti per tutti. Accesso alle informazioni significa imparare, conoscere e condividere. Occorre anche possedere la capacità di distinguere, ragionare, applicare una gerarchia e dei valori a quello che si trova, ma questo è un altro discorso. Le istruzioni che troviamo allegate ai computer riguardano solo il funzionamento del dispositivo, il cosa combinarci è affar nostro.

C’è un prima e c’è un dopo. Il contributo di Douglas Engelbart alle nostre giornate, a questa che stiamo vivendo, è averci fornito un tipo di tecnologia che si accarezza. Docile eppur potente. E che permette a ciascuno di noi di essere meno numero e più persona. Riuscirci davvero però, dipende da ciascuno di noi, non certo dal mouse.

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Foto del profilo di Marco Freccero
è stato per anni Web Editor del sito ilMac.net. Ha curato per BuyDifferent numerosi libri elettronici, firmato articoli di opinione, e decine di recensioni su software e hardware dedicato alla piattaforma Mac. Vive in provincia di Savona, e quando non sviscera gli aspetti più o meno nascosti del sistema operativo di Apple, cura il suo blog personale dove non parla di Mac: http://marcofreccero.wordpress.com/

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