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Consultazione pubblica: spiegateci bene cosa c’e’ di diverso dal solito

Consultazione pubblica: spiegateci bene cosa c’e’ di diverso dal solito
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Consultazione pubblica online, fermiamoci un attimo. No, non a stampare (stampare???) il modulose ritieni utile avere la struttura del questionario prima di iniziare“, come recita l’imprinting sul sito www.partecipa.gov.it, la nuova frontiera – teorica o relativa spetterà ai posteri deciderlo – della consultazione pubblica, dell’e-democracy o dell’ennesima ‘mezza roba’ all’italiana.

Apriamolo, il dibattito sull’iniziativa che il Governo ha lanciato nell’ottica di incentivare la partecipazione dei cittadini ai temi della riforma dello Stato, obiettivo coinvolgerli in un percorso che riguarda il futuro della nostra democrazia e, pur senza valenza statistica, contribuire all’identificazione delle priorità percepite.

Di cosa si tratta

Per ora, si delle riforme che interessano la Costituzione italiana, come ad esempio quella recente sulle Province, tanto per intenderci. Il Ministero per le Riforme ha quindi avviato una consultazione on-line che “intende raccogliere il contributo dei cittadini sulle riforme costituzionali. È articolata in tre livelli: un questionario breve, un questionario di approfondimento, e una terza fase di discussione pubblica, con iniziative che non si esauriscono nell’ambito del web“.

Il terzo livello si svilupperà attraverso l’attivazione di dibattiti fisici e online ospitati da scuole, università, organizzazioni professionali, fondazioni e altre realtà. Alla consultazione sara’ associata un’opera di alfabetizzazione digitale, per poter avvicinare alla Rete anche la popolazione più anziana e meno connessa.

La pagina Consultazione serve a saperne di più su questo processo di partecipazione, le pagine Materiali e Glossario per approfondire i temi trattati dai questionari. La consultazione è aperta dall’8 luglio all’8 ottobre 2013. I risultati saranno pubblicati e “potranno rafforzare il processo di revisione costituzionale, per cambiare il Paese è importante il contributo di tutti, anche il tuo“.

Il senso

Non è tanto la garanzia del processo, che sarà peraltro assicurata dal prof. Francesco Profumo in collaborazione con ISTAT e Fondazione Ahref, a preoccupare noi instancabili pionieri. Il peccato originale è sempre lo stesso: qual’è il senso finale? 

Dicono gli esperti che “una consultazione online si differenzia da una semplice raccolta di opinioni sul web, in quanto rappresenta un processo strutturato con metodo rigoroso e trasparente“: ok, ma perché allora non creare direttamente un blog sul sito del Governo, aperto e accessibile a tutti in tempo reale (adeguatamente moderato), dove recepire consigli, paure, commenti e necessità dei cittadini?

Non si riesce infatti completamente a capire se questa consultazione pubblica abbia come fine ultimo la conoscenza di ciò che sta a cuore ai cittadini (il che, con tutto il rispetto, è abbastanza chiaro anche senza democrazia partecipativa…) oppure, e questa sarebbe la vera e-democracy, la possibilità di varare leggi e riforme sulla base di indicazioni della collettività.

C’è la solita confusione? Oppure siamo noi che non intravediamo il filo logico? I quotidiani online parlano di un sito per partecipare alle riforme? Occhio, perché la consultazione pubblica intesa come da comunicato non dice proprio questo.

Nella speciale sezione Consultazione, dove troviamo il decalogo di spiegazione al tutto, alla voce numero 4 si legge:

I risultati della consultazione saranno: a) accuratamente analizzati e aggregati in un report, costruito in collaborazione con il Comitato Scientifico e pubblicato online nei giorni successivi alla chiusura; b) acquisiti e analizzati dal gruppo di lavoro del Dipartimento per le Riforme Istituzionali; c) ufficialmente consegnati alla Presidenza del Consiglio. Una volta conclusa la consultazione, i dati da essa generati saranno normalizzati secondo i criteri del segreto statistico e condivisi con licenza CC-BY 3.0 (vedere Note Legali).

Ora, francamente, siamo un po’ in difficoltà. Ma di sicuro faremo un salto su partecipa.gov per dire la nostra. Sperando che serva a qualcosa, soprattutto a livello di immediatezza.

 

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